Libertà di stampa: l’Italia va giù

Chiude Cartabianca e rischia Telejato – In Europa minacce, morti e censure per i giornalisti – Male il fatturato pubblicitario per quotidiani settimanali e periodici

di Adriano Todaro - mercoledì 11 maggio 2022 - 1858 letture

CHIUSURA DI CARTABIANCA ‒ Sembra proprio che il programma di Bianca Berlinguer sarà chiuso. Lo ha deciso l’amministratore delegato Rai Carlo Fuortes, dopo aver incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli. La trasmissione di Berlinguer andava in onda, ogni martedì, da 5 anni su Rai3. La motivazione è che nel programma di Rai3 la conduttrice avrebbe chiamato troppo ospiti filo-russi, critici con le posizioni assunte dal governo italiano presieduto da Mario Draghi nella guerra in Ucraìna. A questa decisione sono seguite molte proteste. Corrado Formigli de La 7 ha affermato a La Repubblica che le decisioni di Fuortes «Sono grottesche. Chi le decide? Il politico di turno? Allora sì che diventiamo come la Russia». Solidarietà a Berlinguer da parte di quasi tutti i partiti e da parte di esponenti politici come Salvini e Meloni. A esclusione del Pd (almeno sino a ora).

RSF: l’ITALIA PERDE POSIZIONI ‒ Reporter senza frontiere (Rsf) ha pubblicato l’annuale classifica sulla libertà di stampa in 180 Paesi nel mondo. L’Italia è in 58/a posizione e perde 17 posizioni nel giro di un anno. Ai primi posti, come sempre, Norvegia, Danimarca e Svezia. Alla Germania va il 16mo posto, mentre la Francia guadagna ben otto posizioni, al 26mo. Gli Stati Uniti arrivano alla 42ma posizione. In fondo classifica si trovano Iran, Eritrea e Corea del Nord. Complessivamente Rsf ha riscontrato un forte peggioramento della libertà di stampa, in particolare in quasi tutto il continente asiatico. Mosca è osservata speciale. Nel giro di un anno ben 12 Paesi asiatici sono entrati in questa cerchia nera, di cui, tra gli altri, fanno parte Afghanistan e Bielorussia. La Cina è al 175mo posto della classifica, la Corea del Nord, al 180mo posto. Pechino è accusata di aver privato la popolazione di informazioni dal resto del mondo in piena pandemia. La Russia è al 155mo posto, in calo di cinque posizioni rispetto al 2021. I principali motivi di preoccupazione e criticità da parte di Rsf riguardano la massiccia propaganda del regime e la sua repressione delle voci dissidenti.

TELEJATO: RISCHIO CHIUSURA ‒ L’emittente siciliana Telejato che trasmette notizie da un territorio tra Partinico e Corleone, ancora una volta rischia di chiudere perché non è stata ammessa alla graduatoria del nuovo digitale terrestre. Già una decina di anni fa l’emittente siciliana si era trovata nella medesima situazione e si era salvata solo per essere riuscita a essere inserita in un consorzio. Le frequenze che utilizza Telejato per trasmettere, sono state vendute al 5G. Dura la dichiarazione del vulcanico direttore dell’emittente antimafia, Pino Maniaci, reduce di una recente assoluzione con formula piena, l’8 aprile 2021, dall’accusa di estorsione dopo che aveva denunciato gravi episodi di corruzione al palazzo di giustizia di Palermo. «Non c’è riuscita la mafia ‒ ha affermato Maniaci ‒ coi suoi attentati a farci chiudere, non ci sono riusciti pezzi del tribunale di Palermo e ci riesce lo Stato». È stata aperta una sottoscrizione ma, continua sempre Maniaci, «Per avere un canale tutto mio servono 40 mila euro. L’unico gruppo che ha la possibilità di affittare un canale è Trm, che chiede 3.500 euro al mese. Abbiamo iniziato una sottoscrizione che sta andando bene. Ma questa non può essere la strada. Anche perché noi non vendiamo tappetti o elettrodomestici, facciamo informazione e abbiamo grossi limiti pubblicitari. In questi giorni, in queste settimane continueremo a lottare perché non vogliamo sparire».

GIORNALISTI FRA MINACCE, MORTI, CENSURA ‒ Le minacce alla libertà di stampa sul continente europeo – che comprendono l’assassinio di giornalisti, attacchi fisici e verbali e cause legali nei loro confronti, oltre che leggi che riducono le loro possibilità di lavorare, e l’indipendenza dei media – sono aumentate del 41% nel 2021 rispetto all’anno precedente, passando da 200 a 282. Questi terribili dati, sottolineiamo europei, provengono da un rapporto che ogni anno viene pubblicizzato da parte di 15 associazioni, tra cui la Federazione europea dei giornalisti e Reporter senza frontiere. Nel 2021 in Europa sono morti nell’esercizio delle loro funzioni 6 giornalisti, 3 di loro assassinati. Sono in crescita anche le minacce online, passate da 70 a 110, che hanno coinvolto in particolare Paesi come Polonia, Russia, Serbia, Slovenia e Gran Bretagna. Molti di questi attacchi sono avvenuti durante manifestazioni o proteste contro le misure prese per il Covid. La guerra fra Russia e Ucraìna ha contribuito a peggiorare la situazione dell’informazione nei due Paesi belligeranti.

MALE FATTURATO PUBBLICITARIO ‒ Il fatturato pubblicitario sulla stampa, nel periodo gennaio-marzo 2022, è andato male con un -0,6%. Per i quotidiani, segno meno per la pubblicità commerciale, finanziaria e Classified (acquisto di visibilità per annunci su siti di compravendita e motori di ricerca presenti nei portali e nei siti di ecommerce). Per settimanali e periodici il segno meno ha colpito i settimanali (-1,6%), i mensili (-0,8%), altre periodicità (-6,3%).


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