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Libertà di espressione e di parola per tutti, sui luoghi di lavoro!

Neanche la pandemia è riuscita a far perdere le cattive abitudini
di Redazione Lavoro - mercoledì 24 giugno 2020 - 342 letture

La pandemia ha dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, i limiti della libertà di critica e di espressione sui luoghi di lavoro. Sono stati molti i lavoratori che sono stati colpiti da gravi provvedimenti disciplinari fino al licenziamento, per aver denunciato la mancanza di dispositivi di protezione individuale e non solo sui luoghi di lavoro, nonché la cattiva organizzazione.

Anche in Toscana, prima della pandemia si è iniziato con un licenziamento in Publiacqua, poi in continuità sono avvenuti altri due gravi episodi nel settore sanità. Prima l’ASL Nord Ovest dove contro l’infermiere Marco Lenzoni è stato aperto un provvedimento disciplinare, perché si era “permesso” di denunciare la mancanza di DPI. Poi contro un lavoratore e delegato sindacale dell’ospedale San Giovanni di Dio di Torregalli, licenziato con un falso castello accusatorio dopo aver rilasciato un’intervista al Tg2 che criticava la gestione dell’emergenza coronavirus.

Tutti questi episodi sono il frutto di norme repressive introdotte, che in nome della cosiddetta “fedeltà aziendale” vogliono imbavagliare tutti i lavoratori. Dopo aver smantellato parti importanti della Legge 300/70, ora vogliono cassare anche la libertà di critica e di espressione, per riportarci nella notte dei tempi.

Nell’esprimere totale solidarietà e vicinanza a tutti i lavoratori colpiti, ci impegneremo insieme a tutti coloro che lo vorranno fare per rimuovere ogni forma di limitazione al diritto di espressione e critica, perché la democrazia non si può fermare sui cancelli dei luoghi di lavoro.

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Libertà di espressione


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