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Lettera precaria


Professori precari, operatori di call center precari, lavoratori di ogni settore precari. Pochi, sempre meno, i fortunati con un contratto dipendente a tempo indeterminato. Una lettera
venerdì 17 agosto 2007, di Letizia Tassinari - 608 letture

Professori precari, operatori di call center precari, lavoratori di ogni settore precari. Pochi, sempre meno, i fortunati con un contratto dipendente a tempo indeterminato Il mese prossimo avrò una busta paga decente? Riuscirò a pagare le bollette dell’acqua, del gas , della luce, il condominio, la rata della macchina? Mangerò? Ci sono i libri di scuola...Cosa dirò a mio figlio?

Credo che una società migliore parta soprattutto da noi stessi. Se si vuole cambiare qualcosa bisogna impegnarsi in prima persona perchè, se si aspettano gli altri, facciamo in tempo a diventare vecchi. Ma, forse, per tanti sono solo un’idealista. Credere in un ideale per me è pero’ principio di vita: è non arrendersi mai e lottare.

Raccolgo in questi giorni una lettera...

"A volte mi chiedo se questi sindacati hanno ancora ragione d’essere così come sono oppure se vadano riformati completamente. Me lo chiedo perchè ultimamente vediamo i nostri diritti di lavoratori conquistati dai nostri padri con sacrificio e con scioperi buttati nel cestino in nome di chissà cosa, o meglio, in favore degli industriali senza che al dipendente ne vada in tasca qualcosa. Quelli guadagnano, lucrano e chi ne fa le spese sono i poveri cristi. Quando una azienda chiude o fallisce chi ne paga le conseguenze? Non certo il gruppo dirigente o i soci che se ne stanno tranquilli con i loro milioni di euro guadagnati e nessuno che chiede loro conto di qualcosa, nessuno che dice ’ehi un attimo, tu hai sbagliato, adesso metti mano al TUO portafoglio e paghi i poveracci che hai lasciato senza lavoro"

Alcuni "dipendenti "poi stanno peggio di altri come testimonia questa lettera di un ragazzo lucchese precario statale.

"Con l’innalzamento contributivo de parasubordinati, prendo 40€ in meno il mese. Considerando che son al 4 rinnovo (semestrale) e che in 2 anni il lordo non è aumentato d’un cent, e la cosa un attimo mi preoccupa in vista del nuovo, futuro, aumento dei contributi previsto nell’accordo che sostituisce lo scalone (che, poi, mi devi spiegà, essendoci il metodo contributivo, qual’è il vantaggio "di sistema": nel senso che l’innalzamento dei contributi serve sì a pagà gli attuali pensionati, ma x poi ritrovassi con gente che ha diritto ad una pensione + alta...). Ma il discorso volevo fà era un altro: hanno fatto l’accordo sul contratto degli statali che prendon 100 € in + il mese. orbene, io ne prendo 50 in meno! poi i sindaati s’inalberano quando gli rinfacciano di tutelà solo i propri iscritti: mi devi dì quale equità c’è nell’aumentà lo stipendio a chi ha tutto (13/14ima, TFR, pensione, FERIE PAGATE, ecc) e nell’abbassallo a chi un ha nulla!!!! Un era più giusto, ridistributivo e normale, non ti dico toglier qualche tutela a chi ha tutto per danne qualcuna a chi un ha nulla (che già, seondo me, sarebbe un passo avanti) ma, in questo caso, si trattava semplicemnte di dare meno a chi ha tutto x dare qualcosa in + a chi un ha nulla!

Che in una stessa stanza possan lavorà 2 persone d cui una, x effetto d accordi sindacali, prende 100€ in + il mese e l’altra, sempre x frutto di accordi sindacali, 50 in meno, sembra una barzelletta ambientata nella Russia di Breznev, ma è invece solo la triste schizofrenia d questi sindacalisti giurassici che c’abbiamo, che pensan solo a tutelà i supergarantiti! (lascio perde la polemica sulla decontribuzione degli straordinari che è roba da dementi: lo sanno anche i gatti che ovunque vengon pagati al nero, sennò gli operai - sindacalizzati, off course! - si rifiutano d falli perchè altrimenti un beccano una lira!). Il tutto a un considerà che, come dicevo all’inizio, col prox aumento contributivo a gennaio 2008 (ultimo mese del nuovo rinnovo che, anzi, riscuoterò a febbraio 2008) prenderò, forse, 100 € in meno che a gennaio 2006 x fa’ lo stesso lavoro nello stesso posto, con lo stesso contratto! E questa è la situazione (presumo) d tutti i cococò statali!"

MA NESSUNO FA NIENTE, E A CHI VUOLE FARE...NON E’ CONCESSO FARE.

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Lettera precaria
19 agosto 2007, di : Salvo il taxista

Sono un disoccupato precario: mi basterebbero qualche migliaio di euro per avviare un’attività e camparci, ma nessuno mai mi farà un prestito perchè non posso offrire garanzie.

Sono condannato al limbo e sono pure fortunato (come molti in occidente) perchè in altre parti del mondo starei già all’inferno.

Lettera precaria
21 agosto 2007, di : Letizia Tassinari

"DISOCCUPATI PRECARI"...ahimè...ce ne sono troppi! Mentre di NULLAFACENTI RICCHI, vedasi la "casta"politica,e le varie altre caste, ce ne sono troppi! MA NESSUNO, FA NIENTE PERCHE’ QUESTA DRAMMATICA SITUAZIONE CAMBI.
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