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Lettera aperta del forum siciliano dei movimenti per l’acqua ed i beni comuni per accelerare il percorso virtuoso verso gestione pubblica e partecipativa del SII

di Redazione - giovedì 12 novembre 2020 - 593 letture

Palermo lì 11.11.2020

Alla cortese attenzione delle Sig.re e dei Sig.ri Sindaci della ex provincia di Siracusa
 al Commissario straordinario Dott. Azzarello e al Direttivo dell’ATI
 e p.c. ai Sigg. Presidenti dei Consigli comunali e Consiglieri dei Comuni della provincia
 al Presidente di ANCI Sicila prof. Leoluca Orlando

Oggetto: prossima seduta del’ATI del 12.11.2020; richiesta di scelta della forma di gestione interamente Pubblica e partecipativa e richiesta di partecipazione alla seduta dell’ATI da uditori di una delegazione del Forum siciliano.

Gent.me/mi, con la presente, in occasione della seduta plenaria dell’ATI del 12.11.2020 il Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni vuole portare alla Vostra attenzione alcune considerazioni in merito alla scelta della forma di gestione del Servizio Idrico Integrato oggetto della Vs. discussione all’ATI e la richiesta di poter partecipare con una propria delegazione da auditori, come avviene in altre Assemblee Territoriali Idriche.

Come saprete, il Forum è il soggetto promotore dei Referendum popolari del 2011 che portarono la maggioranza assoluta degli italiani e dei siciliani a votare col 98% di SI per l’Acqua Pubblica e affinché non si facesse profitto sulla gestione delle risorse idriche, nonché della Proposta di legge di iniziativa Popolare e dei Consigli comunali che ha dato vita alla legge 19/2015 vigente, alla quale molti Comuni della provincia di Siracusa hanno contribuito con le loro deliberazioni e attraverso la raccolta delle firme dei cittadini.

La legge regionale 19/2015 alla quale siete chiamati a dare attuazione, raccoglie l’istanza popolare di una gestione interamente pubblica e partecipativa; all’art. 1 recita: “La Regione (..) considera l’acqua bene comune pubblico non assoggettabile a finalità lucrative quale patrimonio da tutelare, in quanto risorsa pubblica limitata, essenziale ed insostituibile per la vita e per la comunità, di alto valore ambientale, culturale e sociale. Considera, altresì, che la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile e all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto umano, individuale e collettivo, non assoggettabile a ragioni di mercato”; e il comma 1 art. 4 ribadisce che “La gestione del servizio idrico integrato è realizzata senza finalità lucrative, persegue obiettivi di carattere sociale e ambientale ed è finanziata attraverso meccanismi tariffari.”

La legge naturalmente non può escludere sulla base della normativa nazionale ed europea le altre possibili forme di gestione, mista o privata, ma dichiara in maniera inequivocabile un indirizzo per gli attuatori del dettato normativo regionale, i Sindaci all’interno delle Assemblee Territoriali Idriche. Invitiamo i Sigg. Sindaci a non sottovalutare l’importanza strategica di questa scelta, essenziale per il futuro delle Loro comunità, ricordando sia a coloro che hanno fatto richiesta di accedere alla gestione autonoma ai sensi dell’art. 147 comma 2 bis lettere a) e b) del D.Ls n. 152/06 che a tutti agli altri, che la partecipazione all’ATI è obbligatoria per tutti i Comuni e che la scelta della forma di gestione è propedeutica all’attribuzione del Servizio Idrico Integrato a un gestore unico di ambito provinciale, che sarà il soggetto deputato alla gestione del SII e ad attuare le opere previste dal Piano d’Ambito in corso di aggiornamento, per le quali potrà attingere alle risorse finanziarie esistenti e a quelle della programmazione europea 2021/27.

Crediamo non sfugga a nessun Sindaco il fatto che nelle more della definizione dell’accertamento dei requisiti previsti per l’accesso alla gestione diretta sia indispensabile per i Comuni che hanno partecipato alla promozione dei Referendum per l’Acqua Pubblica scegliere la gestione interamente pubblica e prefigurare nell’Azienda speciale consortile il futuro gestore unico provinciale, anche perché se non fosse loro riconosciuto il diritto di accedere alla gestione diretta subirebbero una privatizzazione di fatto.

Anche in provincia di Siracusa la privatizzazione del SII ha fallito la mission di efficacia, efficienza ed economicità. Il gestore SAI 8, al pari di Girgenti Acque ad Agrigento e APS per la provincia di Palermo, sono già usciti ingnominiosamente dalla gestione delle risorse idriche non avendo risolto i problemi di efficientamento del servizio, delle reti e degli impianti di depurazione per i quali la Sicilia è al primo posto per multe comunitarie e danno ambientale prodotto. Le privatizzazioni siciliane non hanno certo brillato per efficacia, trasparenza e legalità. Ricordiamo ad esempio che il Forum denunciò all’atto dell’affidamento del servizio a SAI 8 l’irregolarità della fideiussione bancaria che solo a distanza di molti anni ha portato alla sua decadenza, a dimostrazione che il solo controllo pubblico da parte dei soggetti preposti non si è rivelato sufficiente a garantire la necessaria trasparenza nella gestione di un servizio pubblico essenziale e Bene Comune per eccellenza.

Specie in una fase di crisi sociale, economica ed ambientale come quella in atto, crediamo indispensabile che gli enti locali assumano la responsabilità di orientare la propria scelta verso una gestione interamente Pubblica, Partecipativa e senza finalità lucrative attraverso la costituzione di un Ente di diritto pubblico quale è l’Azienda speciale consortile per i seguenti motivi:  l’Azienda speciale consortile riconduce nell’alveo del diritto pubblico anziché di quello privato come la spa un servizio pubblico essenziale, offre le maggiori garanzie di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità, sfrondando il campo da ogni eventuale nuova privatizzazione, anche parziale, del SII; è pienamente prevista dal nostro ordinamento giuridico quale braccio operativo degli enti locali. Ha autonomia gestionale e imprenditoriale ed è soggetta al controllo analogo. É di proprietà di tutti i comuni ed è regolata dallo statuto condiviso e approvato dai Consigli comunali. Non ha finalità di lucro e deve reinvestire nella qualità del servizio e nel calmierare le tariffe. Consente la partecipazione e il controllo popolare dei cittadini e dei lavoratori a maggiore garanzia di trasparenza ed efficienza.  L’accesso al credito per l’avvio della gestione è garantito dal gettito tariffario sia per una spa mista o privata che per una azienda speciale consortile, dunque sia il privato che il pubblico possono accedere nella stessa misura a linee di credito.  Al contrario l’ipotesi di una gestione mista, pubblico-privato, o interamente privata attraverso una spa ricade nel diritto privato, prevede la finalità lucrativa e la garanzia del profitto che, come è noto, graverebbe sulla bolletta pagata dai cittadini, dato che tutti i costi del servizio idrico integrato devono essere coperti dalla tariffa (full recovery cost). La proposta tariffaria si attesterebbe di conseguenza al tetto massimo previsto da ARERA e non al minimo. É governata da un C.d.A. di nomina politica senza la possibilità di partecipazione e controllo civico che pure è previsto sia dalla legge 19/15 che dalla Convenzione di Aarhus per tutte le materie di carattere ambientale.

Per i motivi succintamente su esposti il Forum siciliano dei movimenti per l’acqua ed i beni Comuni chiede a tutti i Sindaci della provincia di Siracusa di esprimersi in sintonia con il popolo referendario e con la legge regionale 19/2015 per una gestione interamente Pubblica e partecipativa del SII attraverso la costituzione di una Azienda speciale consortile quale gestore unico provinciale, così come già deliberato dall’ATI di Agrigento.

Si scrive Acqua e Beni comuni, si legge Democrazia


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