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Lettera aperta ad Adriano Celentano

"...E basta con sta’ filastrocca del rock e del lento, perché il rock sarà pure rock, ma vuoi mettere un lento, guancia a guancia, sotto il satellite tanto caro ai romantici?"

di Paola Fagone - giovedì 17 novembre 2005 - 11795 letture

Caro Adriano Celentano,

vorrei farti parlare, parlare, parlare, anche a sproposito, per poi attaccarti per le tante incongruenze del tuo spettacolo, del tuo modo di vivere, di esprimere concetti di senso compiuto. Ti riconosco un valore però, ogni volta che sei in televisione fai venire a tutti noi la sindrome di Hide Park, ovvero quella voglia matta di fare comizi, sermoni ed attaccare chi capita. Puoi non dire nulla, o riempirti la bocca di paroloni, Zapatero è di moda ultimamente, ma l’amabile Zapatero, come la Cattolicissima Spagna, hanno lasciato sull’uscio quella centinaia di disgraziati che clandestinamente tentavano di giungere nel territorio spagnolo. Perché non ne hai parlato? Parli di libertà di espressione, ma non sei stato morbosamente nazional popolare sulla vicenda Elkann.

I comunicati stampa scarni e telegrafici hanno preteso riserbo e caratterizzato l’imbarazzante epilogo, seppure drammatico, del manager di una azienda che tiene appesa al filo la sopravvivenza di alcune migliaia di famiglie di operai italiani. Sono gli stessi che comprano i tuoi dischi alla modica cifra di sole 48 euro. Ma i tuoi autori non avranno avuto il tempo di esprimersi a proposito. In questa edizione del tuo attesissimo show - da fare venire l’ansia - hai curato la scelta degli autori, tutti pezzi da novanta; pensano per te o meglio espongono in modo logico ed articolato quello che pensi, a te manca sempre la parola giusta... Certo come cantante sei meglio, sei pure surreale, carismatico, ma a ripetere la lezioncina sull’Illuminismo, sul Capitalismo, sull’Imperialismo di Bush - e tutti gli ismi che verranno - così impalato, come lo studentello mediocre che impara a memoria e ripete frammentario, beh, non ci fai una bella figura.

Alla fine, dopo tutti questi anni, qualche lezione vera, fosse pure con la Cepu, la dovresti fare. Il re degli ignoranti va bene una volta, adesso studia davvero, altrimenti gli studenti, quelli veri, pensano che anche con loro possa valere l’equazione meno studio - più guadagno con i mestieri improbabili. Il predicatore non è un mestiere creativo, necessita di energia ed indignazione sufficiente, oltre ad un’anima pura e priva di contaminazioni, collusioni, e tu non sei così puro. Come predicare le teorie illuministe, sul torpore della coscienza, se ti proclami il re degli ignoranti. L’ignoranza non prescinde dalla schiavitù. Un popolo ignorante non ha coscienza e non pretende libertà. I tuoi autori questo lo sanno. Forse confondi l’umiltà con l’ignoranza ed allora come biasimarti, conosco il tuo ridotto bagagliaio linguistico.

Mi sembravi meno strumentalizzabile, invece avrai pensato che circondarti di intellettuali di sinistra ti avrebbe dato prestigio, credibilità. Ti stanno usando e male. Non basta circondarsi di intellettuali di sinistra per sembrarlo, ci vogliono le prove, il curriculum. Pensaci Adriano, un intellettuale di sinistra non s’inventa e tu non lo sarai mai; e poi un vero intellettuale di sinistra non comprerà mai un tuo disco. Al massimo lo compra un leghista. Parli tanto di espansionismo orizzontale da privilegiare a quello verticale. Fossi matto? Vuoi che Milano 34 arrivi fino alle coste calabresi? Attento Adriano, qualche immobiliarista creativo potrebbe prenderti in parola! Poi che c’è di male, molti uomini della tua età sul verticale farebbero carte false. Pensa Adriano, ma il pensiero è evanescente, sfuggente ed esige talento particolare. Non è bianco, non è nero, non è lento, non è rock; il pensiero è dubbio, è un forse, un esitazione, ma tu continui a battere il tempo su cosa è giusto e cosa no. Chi può saperlo?

Pensavo che mi avresti elevato dalla schiavitù del reality e rilassarmi con quattro canzoni, un sermone generico sui mali del mondo, qualche pausa fracassona, ma niente di che. Il tuo show, lento lento, poco rock, stride con il noioso attacco al premier, l’innominabile (per carità!) ed annoi quanto basta da solleticare il dito sul telecomando. La folla manzoniana che ti regala il 49% di share, ricorda che a quello lì, a Joan Lui, lo ha votato con risultati plebiscitari. Non esiterà a rifarlo se i tuoi “compagni” non trovano soluzioni convincenti. E basta con Bush, che fosse guerrafondaio lo sapevamo, che avesse ambizioni imperialiste lo sospettavamo, ma non negargli di seppellire dignitosamente i suoi morti delle Twin Tower, il suo popolo-elettore, ribadisco, lo ha preteso e giustamente. Non parli delle guerre civili africane, dei genocidi moderni o dei comunisti cinesi che fino a ieri restituivano il corpo di un anticomunista ai familiari in cambio di un proiettile nuovo. Non parli di Fidel, esemplare uomo democratico, della Colombia votata all’agricoltura degli stupefacenti.

Non parli della noia dei giovani che si devono pompare e sballare per sopravvivere. Acclami il papa, ma quale? Ne abbiamo avuti tanti, l’anticomunista o il fondamentalista, ovvero quello che non transige sui cardini della politica cattolica. I gay, lasciami stare i gay. Anche con loro hai avuto segni di cedimento e sei andato fuori filastrocca. Non si può essere solo rock, o solo lenti, si può essere anche twist. Il Capitalismo - che palle Adriano - dimmi quanti abbonati del servizio radiotelevisivo pubblico hai spremuto per venirci a cazziare in diretta? Contraddizioni, su contraddizioni. Meno male che c’è quella gran madre di famiglia di tua moglie Claudia, che sa quanto costa un litro di latte e ti lascia parlare, come fanno del resto tutte le mogli dopo quarant’anni di convivenza. Hanno quel distacco tale da sentire e non ascoltare e ti lasciano fare, così non guardi le fatture e pensi pure tu di non essere un capitalista. Basta poco per essere capitalisti.

Adriano caro, magari come orologiaio non sei un genio, come cantante rendi di più; ti ascoltavo sempre da bambina sullo sgangherato stereo portatile di mia madre. Quando ho saputo che Paolo Conte ti ha scritto Azzurro, ho pensato a cosa c’entrasse con te; lui così intellettuale e snob, tu così ruspante seppure promettente. Adesso vesti Giorgio Armani (ennesima contraddizione) e non hai consegnato alla storia musicale pagine memorabili di canzoni.

Magari se annunci nell’ultima puntata che il tuo compenso va in beneficenza, mi diventi di nuovo simpatico, sai quanti derelitti abitano per le strade, negli orfanotrofi italiani? Oppure, visto che tieni all’istruzione altrui (perché tieni all’istruzione altrui?), perché non finanzi qualche ente di ricerca, qualche fondazione, o fai ancora beneficenza dismettendo i tuo Armani vecchi? Sai che vita da pezzente fanno i giovani laureati italiani? Naturalmente fai in modo che Claudia non s’impicchi per l’audace generosità. Pensa con la tua testa, anzi no, insomma dimostrami che non parli a sproposito, ma agisci con i fatti.

E basta con sta’ filastrocca del rock e del lento, perché il rock sarà pure rock, ma vuoi mettere un lento, guancia a guancia, sotto il satellite tanto caro ai romantici? Lo so Adriano non sai chi sono i romantici, il romanticismo è l’argomento della prossima lezione. Quindi ti saluto e buona predica a te!


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Lettera aperta ad Adriano Celentano
17 novembre 2005, di : Fulvio- Napoli

Francamente questa "lettera aperta ad Adriano" sembra essere più qualunquista di un monologo del celebre "Molleggiato". Non ha un inizio e soprattutto non ha una fine. Trasuda solo di odio verso un personaggio che, certamente (e non forse) ha almeno scritto più di una pagina importante della nostra musica leggera. Le donazioni e la generosità non sempre vengono ostentate, soprattutto se sentite. E non ne facciamo sempre una questione politica: destra o sinistra. A volte anche uno spunto può essere utile per riflettere su argomenti, che sinceramente non sento trattare, da altri, con tanta (desiderata) apprezzata banalità. Saluti affettuosi.
    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    25 marzo 2006, di : Pelesigno

    Tutte parole....solo parole, ma non avete mai capito il vero messaggio di quel personaggio.....un grande personaggio che è Celentano.....L’unico che non ha paura di parlare a cielo aperto contro tutti....ueee...non parlate male di lui.....e prima di parlare sappiate quello che dite....... Ciao a tutti
    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    23 aprile 2006, di : pp

    ciao a tutti,per chi fosse interessato posseggo i seguenti concerti di Adriano Celentano :CELENTANO LIVE IN MOSCOW 2 DVD,ARRIVA IL CELEBRE 1977 1 DVD, ASSAGO 1994 1 DVD E POI POSSEGGO ANCHE PAURA DI UN TRIONFO 1979. per info contattatemi a collection2004@libero.it
    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    4 novembre 2006, di : Franco

    Dire che Celentano ha scritto la pagina più importante della musica italiana è :

    1)Oltraggioso 2)Arrogante 3)Presuntuoso 4)da perfetti ignoranti privi di cultura 5)una stupidaggine

    Celentano avrà certamente scritto una pagina nel Cinema italiano, ma quanto a musica, ha dato un considerevole contributo, ma metterlo sull’altare è solo da tamarri di periferia che non sanno neanche il significato letterario del termine MUSICA ( !!! )

    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    26 febbraio 2007, di : Matteo

    In particolare mi rivolgo a coloro che io personalmente definisco mitomani, maleducati (a dir poco), malati di mente che sparano a zero contrapponendo due personaggi storici. Celentano e mio padre Ghigo. Mi rivolgo agli imbecili che definiscono Celentano un vecchio che si deve fare da parte, perchè se lo è lui, allora lo è anche mio padre. Vecchi quindi: ma ditemi, quando voi sarete vecchi, cosa esattamente vi farebbe piacere sentirvi dire?

    E poi, Celentano è Celentano, Ghigo è Ghigo, due personaggi distintamente differenti, è assurdo paragonarli, è patetico farlo, sopratutto se consideriamo che Adriano ha raggiunto una celebrità che mio padre non ha mai visto e nè toccato nella sua vita.

    Cosa più riprovevole sono gli amministratori del sito, che permettono a determinati soggetti di scrivere cose moralmente lesive nei confronti di Adriano, e che volontariamente o involontariamente mettono in cattiva luce il nome di mio padre, come se di guai censori non ne avesse già avuti abbastanza ai tempi che furono.

    Volgarmente parlando: qualcuno dovrebbe imparare a sciacquarsi la bocca col sapone

    cordialmente...

    Matteo Agosti

    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    26 aprile 2007, di : PAOLO

    ciao a tutti,sono un fans di ADRIANO possiedo materiale rarissimo di Adriano Celentano,concerti anni 70-80 e 90 con relative cover a colori, tramissioni condotte da adriano anni 60 e 70 , trasmissioni come ospite Adriano cementano ,apparizioni varie MATERIALE INEDITO ,cerco persone per fare scambi di materiale solo in dvd video,chiedete la lista completa del materiale su celentano e vi renderete conto della rarita del materiale per info belem25@libero.it disponibile altro materiale musicale a partire dagli anni 60 raro e non solo richiede elenco completo.
Lettera aperta ad Adriano Celentano
25 aprile 2006

....Infatti come leggevo da altra persona, mi sembra un attacco a Celentano. Dopo tutto abbiamo due popoli. Una cosa è certa,Adriano di beneficenza ne fa e pure molta. Forse i suoi compensi vanno per intero in beneficenza addirittura. Adriano adotta la parabola di ciò che fa la mano destra non lo deve sapere la sinistra e, credo, degli intellettuali di sinistra, quelli che vestono in jeans e camicia di fuori, lui non ne ha bisogno. Resta sempre un mito.
    Celentano, bufala del rock italiano
    4 novembre 2006, di : Veronica

    <>
    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    4 novembre 2006, di : Veronica

    Io celentano non lo disprezzo e nè lo attacco, però è vero che per anni imitò mister Ghigo Agosti e prima ancora fu suo fun. Ma allora mi chiedo................ come mai non lo ha neanche citato alla delirante trasmissione di Rock Politik? Qualcuno sa rispondere in maniera imparziale?
    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    4 novembre 2006, di : Franco

    qualcuno ha detto che celentano resta un mito. direi che quel mito è caduto già da un bel pezzo. sono un ignorante in fatto di musica,solo poco tempo fa leggendo quà e la in internet ho scoperto l nome di ghigo agosti. cazzarola ! quello sì che è un mito!

    un mito celentano? ma fatemi il piacereeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

Lettera aperta ad Adriano Celentano
22 ottobre 2006, di : Giulio

Il molleggiato (che ha gli ammortizzatori scarichi)a rock politik mi ha semplicemente disgustato. Il filmato-fumetto di testa del programma è totalmente incoerente con la reale natura di Adriano che vuole (non so come) farsi vedere come difensore dei deboli e degli oppressi, e alla fine... il suo programma(di cacca) se lo è articolato solo per avere i riflettori su se stesso, puro egocentrismo e basta. Ho anche letto su internet che il sig.Celentano ha letteralmente snobbato e totalmente(e volutamente credo)dimenticato un "certo" signor Agosti, per la precisione Ghigo Agosti (in vita reale difensore dei deboli e degli oppressi,persona di una umanità e umiltà incommensurabili). Lascio a voi lettori le conclusioni di cosa è in realtà questa persona e cosa non ha rappresentato sino ad oggi.

A mio parere, poco, però mi piacciono i suoi film, almeno lì mi fa veramente ridere. Non sa scrivere una canzone, non sa parlare, non sa comporre, non sa suonare, canta per modo di dire, si spaccia per regista, come attore è stato costruito. Una cosa a suo favore c’è, qualche battuta ogni tanto riesce a improvvisarla, ma anche quelle gliele hanno sempre scritte.

Adriano, sei vecchio! Fatti da parte, ci fai solo un grande piacere.

Meglio andare a scovare uno dei rari spettacoli di Ghigo Agosti, roba da veri intenditori, come un buon caffè che ti lascia un piacevole gusto in bocca per tutta la giornata.

Giulio

Lettera aperta ad Adriano Celentano
3 dicembre 2006, di : Una per caso |||||| Sito Web: Sulla lettera ad Adriano Celentano

In "Giro di vite" ho casualmente notato la lettera al Celentano da cui ho estratto quel che segue: "...E basta con sta’ filastrocca del rock e del lento, perché il rock sarà pure rock, ma vuoi mettere un lento, guancia a guancia, sotto il satellite tanto caro ai romantici?"

Porgo un mio breve commento. Con le parole "E basta con ’sta" oppure "vuoi mettere un lento", qualcuno sta facendo ciò che viene addebitato con piglio critico al Molleggiato, cioè sta vagamente imponendo ciò che si deve fare, ovvero ballare guancia a guancia, mentre il Molleggiato propone il rock. A questo punto, io potrei dire: "Basta col guancia-guancia". Altri potrebbero dire: "Basta col rock e col guancia-guancia", eccetera, eccetera,.... Cordialità da www.hanto.it

    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    25 marzo 2007, di : nando il folle

    caro adriano non so perche’ma credo che la gente non sa piu quello che dice io ti stimo molto e’ ti seguo giorno per giorno, le tue canzoni hanno un significato positivo alla mia vita, non capisco perche’ti attaccano, perche’ sei vecchio c’e’ molto da imparare da un vecchio come te maestro di vita e’ di speranza hai dato tutto te stesso ma ha quanto pare non basta quando si muore la gente si ricrede ma te devi vivere a lungo per seppellire qulle persone che ti fanno del male....... un tuo fans, sono sempre con te maestro.
Lettera aperta ad Adriano Celentano
3 dicembre 2006, di : Una per caso |||||| Sito Web: Sulla lettera a Celentano

Dalla pagina dedicata alla "Lettera ad Adriano Celentano" ho estratto queste parole, subito dopo aver pubblicato il mio precedente post: "Adriano, sei vecchio! Fatti da parte, ci fai solo un grande piacere".

Ecco un mio breve pensiero. Mi rivolgo alla categoria dei vecchi. Purtroppo (o anche senza purtroppo) non sussistono le multe per le asserzioni come quella che ho sopra riportato, asserzioni che hanno causato ed ancora causano molta infelicità agli uomini ed alle donne che hanno superato gli -anta... Com’è ovvio, ognuno è libero di esprimere ciò che pensa. Anch’io. Pertanto mi rivolgo ai "vecchi" e li invito ad ignorare parole come "Mettetevi da parte". Ignoratele! Questo messaggio è rivolto soprattutto alle donne. Il mercato delle parole offre un po’ di tutto, perciò, in contrapposizione a chi invita i vecchi a mettersi da parte, mi permetto di insistere con il seguente suggerimento: "Non mettetevi da parte". Cordialità da Hànto www.hanto.it

    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    24 dicembre 2006, di : tizio caio sempronio

    i vecchi vanno rispettati e non vanno chiamati vecchi, celentano invece a scassato le ciarambelle, quindi che si faccia da parte lo stesso
Lettera aperta ad Adriano Celentano
18 marzo 2007, di : nuvoletta

Parlate, parlate tutti a vanvera; Celentano è un grande e fa soldi a palate alla vostrafaccia, vendendo i suoi Cd e propinandovi i suoi monologhi!
    Lettera aperta ad Adriano Celentano
    20 aprile 2007, di : MATTEO81

    Per me il mito è colui che anche a distanza di anni fa parlare di sè... anche in negativo. Celentano è sempre stato Celentano, da quando a inizio carriera diede le spalle al pubblico di Sanremo, alle sue canzoni provocatorie, ai suoi monologhi in tv a volte qualunquisti ma con importanti contenuti.Il tutto accompagnato da una voce cruda e dolce, sorniona o incazzata, voce che ha interpretato molteplici brani memorabili,colonne sonore di almeno tre generazioni;una mimica inconfondibile, un’ironia tagliente e nonsense al tempo stesso,una risata coinvolgente,una faccia dalla strafottenza ineguagliabile; da sempre, non da oggi.Celentano è sempre stato così... Se poi preferiamo gli artisti "buonisti" è un’altra cosa... Colui che per 50 anni riesce in più campi artistici ad avere un successo incredibile secondo me è un mito.Non per niente il soprannome Cele-bre gli fu attribuito più di 30 anni fa. Insomma,stiamo discutendo uno dei personaggi più famosi d’italia, non di pincopallino. Per carita, può piacere o non piacere,ma non scherziamo, se non è un mito lui...