Lettera aperta a Maria Elena


Solidarietà piena alla sottosegretaria Boschi
mercoledì 24 maggio 2017 , Inviato da Adriano Todaro - 954 letture

Cara Elenuccia, permettimi di scriverti in termini confidenziali anche se sei una delle donne più importanti del nostro Paese. Sono sicuro che non ti formalizzerai poiché negli ultimi anni sei stata al centro dell’attenzione mediatica e, quindi, sei diventata quasi di famiglia.

Ti scrivo, soprattutto, per solidarizzare con te perché negli ultimi tempi sei di nuovo al centro di attacchi interessati delle forze oscure della reazione, di prezzolati comunisti che sanno solo dire di no, che non credono a nulla, dei senza dio. Sono i famosi poteri forti. Ogni qualvolta hai tentato di cambiare, di modernizzare questo Paese, ecco che sono intervenuti i poteri forti, le banche, i giornali prezzolati contro di te. Addirittura ti hanno ritratto al mare, in bikini, e tutto perché sulle chiappe avevi un po’ di cellulite. E che sarà mai un po’ di cellulite di fronte ai problemi enormi che devi superare per far funzionare questo benedetto Paese?

Tu gliel’hai messa tutta. Non hai guardato orari, stanchezza, hai sacrificato tempo e soldi per noi. Non hai avuto più tempo per una vita privata, hai abbandonato il bel tenebroso Francesco per dedicarti, anima e corpo, all’interesse nazionale, ossia all’amore per la patria, al rispetto per i genitori con spirito di sacrificio. I tuoi valori sono la carità, la pietà, l’obbedienza a Matteo e la sopportazione delle disgrazie.

Ci hai messo la faccia (e non solo) per vincere il referendum che avrebbe abolito il Senato e modernizzato il Paese. Hai perso il referendum ma, indomita, sei diventata sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e da lì stai continuando la tua battaglia di libertà e democrazia.

Per tutto ciò, per tutto quello che hai fatto e farai, voglio ringraziarti pubblicamente. Anche perché tu tramandi valori di cristianesimo puro, di solidarietà umana condivisibile in quanto sei stata chierichetta e catechista. Quando intervieni in Parlamento o fai qualche discorso in giro per l’Italia, si sente nelle tue parole un retroterra di grande empatia con i valori che dovrebbero stare alla base di tutti gli uomini (e le donne) di buona volontà. Quando hai parlato del tu’ Babbo, molti ti hanno criticata. E l’hanno fatto per partito preso, perché non ti hanno capito. Invece io mi sono appassionato a quell’intervento e ho notato nelle tue parole qualcosa di nuovo anzi d’antico, come diceva Giovanni Pascoli. Una pagina che si dovrebbe aggiungere al “Cuore” di De Amicis proprio per la lirica e la passione che ci hai messo. Quando, in Parlamento, hai affermato che "Mio padre è di origine contadina e ogni giorno si faceva 5 chilometri a piedi per andare a scuola…”, mi aspettavo che saltasse fuori Garrone o il muratorino Antonio da sotto lo scranno.

E poi mi piace la tua famiglia. Una famiglia unita tutti per uno, uno per tutti come i tre moschettieri. Vabbè voi siete in cinque ma non importa. Importante aiutarsi a vicenda così come sono stati aiutati i tuoi fratelli cominciando da Pier Francesco, ingegnere, che a 27 anni è assunto dalla Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna ed Emanuele, commercialista, che ha lavorato nel più importante studio legale di Firenze dopo essere stato a Banca Etruria e ora in un’altra cooperativa. E il Babbo? Già c’è quella questione ancora della Banca Etruria e sei stata attaccata per il tuo interessamento per salvare la banchetta in dissesto. Non voglio addentrarmi in campo economico perché di economia non ci capisco un belino di niente. Sto ai fatti. E i fatti cosa dicono? Dicono che sei intervenuta per aiutare Babbo. Embè? Grave sarebbe stato il contrario. Quale figlia/o non interviene se Babbo ha bisogno? A mio padre, ad esempio, si è incastrata la tapparella della cucina, mi ha telefonato e subito sono intervenuto a dargli una mano. E così hai fatto anche tu e a me sembra una cosa positiva, un segno di grande rispetto per il Babbo.

Lascia stare le maldicenze, gli attacchi gratuiti, le malignità. Tutta invidia. Hai fatto bene a proporre a Unicredit di salvare la banchetta di tuo padre. Tu cerchi di salvare le banche, io di aggiustare la tapparella incastrata. E poi quella storia della riunione, l’1 marzo 2014, nella tua villa di Laterina! Noi di girodivite abbiamo indagato e abbiamo appurato la motivazione di quel summit di banchieri. Non per salvare la banchetta del Babbo ma per far vedere a loro lo sfondo del celebre quadro “La Gioconda” del grande Leonardo da Vinci. Sì, perché sembra che Laterina abbia fatto da sfondo al celebre quadro. Questo scoop te lo regaliamo in segno di rispetto e di umana comprensione. Usalo per tacitare le malelingue.

Per fortuna hai avuto anche segni di solidarietà ad esempio da quel laido vecchietto definito dai giudici “con una naturale capacità a delinquere” e, finanche, dal Parlamento intero. Beh, erano presenti in 20 quel giorno e la ministra Finocchiaro, quella dell’Ikea, in tre minuti ha detto tutto, in pratica “la sottosegretaria Boschi ha ampiamento chiarito la sua posizione”. Bon, chiuso, tutto risolto. Sei ritornata a essere candida come un Giglio più o meno magico.

A proposito. Se tu’ Babbo ti chiama perché ha la tapparella incastrata, manda tuo fratello Pier Francesco che è ingegnere e saprà senza dubbio come fare. Cordialmente, con affetto e solidarietà.


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