Caro fratello,
Ti scrivo da un mondo ancora devastato dalle guerre. Ti scrivo come se fosse la prima volta...
Caro fratello,
Ti scrivo da un mondo ancora devastato dalle guerre. Ti scrivo come se fosse la prima volta.Perche’ ogni volta che macchio queste pagine sento un po’ del nostro dolore che si attutisce, che quella camerata si apri su un campo fioritoo quel puzzo insopportabile si tramuti in essenza di rose. Sulla strada ferrata dove abbiamo perso la nostra anima, ancora qualche vagone corre veloce. Sembra non sia mai passato quello strazio. Sento le grida di gente indifesa, di donne e uomini che chiedono giustizia e anche se parlano lingue diverse comprendo tutto il loro dolore.
Le loro urla straziano il mio cuore, nonostante il tentatativo della Padrona, non riesco ad abituarmi alle immagini appena accennate, ai lamenti coperti dai commenti politici. Prima la radio diceva che andava tutto bene, ora la televisione dice che non va poi cosi male nonostante le guerre.
Cosa pensi che sia accaduto in queto sessantennio? Credevi veramente che le cose potessero cambiare. Nonostante le promesse di signori illuminati, l’orrore non è mai andato via! E’ facile pronunciare discorsi solenni su lapidi mute sostenendo la propria volontà a che tutto quello non si ripeta!L’orrore pero’ è filgio dell’uomo. Viviamo in mezzo a lui e ci cibiamo di lui. A nulla sono valse milioni e milioni di vittime.
L’uomo non impara. Non impara perche’ non vuole o perche’ non necessita di sapere! Se fossi stato poco attento penseresti che la situzione sia profondamente mutata ma sembra di esser ancora ai tempi delle guerre per l’egemonia, per lo spazio vitale per la purezza della schiatta. Soldi e potere fanno dell’uomo una bestia. Non esistono fedi o credi che possano tenere testa alla sete infinita di certi uomini che lottano per la poltrona piu’ grande o quella piu’ alta.
Quello che accade in certe regioni sembra essere diventata una specie di manovra pubblicitaria per dare credito a chi vorrrebbe continuare a fare della nostra appartenenza una specie di marchio inconfondibile. Perche’ la gente non capisce che non ci sono sangue o colore della pelle che tenga alla sete inarrestabile di potere e ricchezza.
C’e’ ancora chi pensa che lanciandosi con una bomba sopra una folla indifesa gli faccia guadagnare un posto tra gli Eletti. Chi addirittura pensa che radendo al suolo villaggi si trovi la via di casa! Ma la nostra casa e qui, dentro di noi e non tra il sangue o le tombe. Fratello, ti prego almeno tu apri gli occhi. La verità non sta da una parte sola. La giustizia non deve essere prerogativa di pochi. Se fosse ancora possibile ascoltare le voci di tutti coloro che sono passati e che ora vagano nei deserti dell’oblio impareremmo a vedere. E’ quello che ci manca fratello, il coraggio di guardare in faccia la verità; di rifiutarci di fare cio’ che alcuni si aspettano da noi per il loro tornaconto. Pensavo che dopotutto la gente tornasse ad essere "gente", invece siamo ancora burattini in mano ai pochi. Shalom Israel! Dio ti benedica