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Lettera a Ottavio Terranova sugli eventi dell’ANPI Catania / di Gabriele Centineo


ettera del Prof. Gabriele Centineo indirizzata al Coordinatore Regionale Sicilia Ottavio Terranova sugli eventi dell’ANPI Catania
giovedì 7 settembre 2017 , Inviato da Redazione - 1883 letture

A Ottavio Terranova ANPI Coordinamento Regionale ANPI Segreteria Nazionale ANPI Comitato Provinciale Catania

Caro Ottavio,

Nel corso dell’ultima riunione del Comitato Provinciale dell’ANPI ho letto la fitta corrispondenza tra te, Nicola e l’ANPI catanese e nazionale. Non la conoscevo perché non ho ancora imparato l’uso di internet, non posseggo un computer e sono ancora legato ai vecchi metodi di comunicazione. Ma al di là delle tecniche vedo in te qualche nostalgia dell’antico. Nello stile delle tue lettere risuona un eco familiare delle vecchie circolari del comintern di quel centralismo burocratico che richiede il concitato imperio ed il celere ubbidire, così l’ANPI di Catania è confusa ed incapace di una linea unitaria, per fortuna tu puoi indicarla: una linea che scende dai rami di una implacabile gerarchia che da te promana.

Noi, io, ci chiediamo chi sia mai tu per giudicare o meno dell’esistenza di una linea unitaria e per imporla a partire a quanto pare da un rapporto personale tra te e Nicola di cui assumi le tesi.

Neppure il centralismo più autoritario può fare a meno di un confronto negli organismi ed imporre che la opinione minoritaria di un compagno possa diventare quella prevalente. Né basta l’autorevolezza di chi coordinatore regionale, è chiamato appunto a coordinare, non a giudicare, a comporre divisioni non ad acuirle. Sulle basi di queste considerazioni ho scelto di scriverti personalmente ed sconsigliare un documento di dura risposta , in quest’ultimo caso, sia pur in negativo, ti avremo riconosciuto un’autorità che, a norma di statuto, non ti compete.

Torniamo però alle opinioni che si sono confrontate nei comitati provinciali e che hanno dato luogo alla corrispondenza. Prima ancora chiediamoci se sia lecito ed opportuno che una opinione non condivisa decida comunque di procedere, usando il logo dell’ANPI, ad organizzare a Mascalcia, dove non esiste alcuna nostra sezione, e per conto del comune, una iniziativa che vuole avere addirittura una valenza nazionale.

Sono stati infatti inviatati, ognuno ha i suoi gusti, il Presidente della Regione, quello della Repubblica, i rappresentanti dei Bersaglieri in quel momento compagni d’armi dei nazisti e l’Ambasciata Germanica. Si sono accontentati di un sottosegretario alla giustizia, ad ognuno il suo.

Comunque nel comitato provinciale si sono confrontate due opinioni:

1- Moltiplicare le iniziative locali con le amministrazioni comunali di tutta la zona pedemontana. Il ricordo delle stragi naziste e le insorgenze cittadine sarebbe servito a rafforzare la tesi che la resistenza sia nata in Sicilia, ed infatti nel documento a firma di Nicola Musumarra ( logo ANPI e logo Comune di Mascalcia) si scrive testualmente: “ Valorizzare il contributo dei siciliani combattendo in Sicilia il nazifascismo prima e dopo lo sbarco delle truppe della “ grande alleanza nazifascista”. “Se ancora l’ANPI continua a sostenere che ….la Resistenza iniziarono dopo l’otto settembre del 1943…. Perde una occasione per diventare un’organizzazione nazionale” .

2- Concentrare tutte le forze e le relazioni per una iniziativa in autunno che riflettesse sugli avvenimenti che dagli scioperi operai del ’43 all’otto settembre avevano costituito le basi sociali, politiche ed ideali della lotta di popolo che sarà a fondamento della Costituzione Repubblicana. I fatti di Sicilia avrebbero naturalmente avuto il ruolo che loro spetta. Musumarra sostiene la prima tesi e nel tentativo di arruolare nuove forze, per sostenere il primato siculo,cita perfino i sabotaggi dei gruppi legati ad Antonio Canepa, fondatore dell’EVIS. Un tentativo di allargare lo schieramento antifascista a tutti, scecchi e picciriddi, anche a chi al separatismo fa riferimento: Lombardo e l’MPA. Non a caso il sindaco di Mascalcia, Leonardi, da quella esperienza proviene.

Ma se Nicola vede bene assieme separatisti e partigiani, allontana da noi compagni che da lungo tempo hanno collaborato, anche a partire da specifiche competenze storiografiche, alle attività non piccole né irrilevanti, dell’ANPI catanese.

Rosario Mangiameli, docente di storia contemporanea all’Università di Catania, così risponde all’invito di Musumarra: “ Non ho voglia di venire e partecipare a una riunione in cui si dica che i separatisti e i partigiani erano la stessa cosa… i separatisti erano quelli che volevano impedire che il vento del nord, ovvero i progetti e lo spirito della Resistenza arrivassero in Sicilia”. Quindi non un incertezza di linea politica, ma l’affermazione netta che in Sicilia non si possa parlare di Resistenza e che ad essa assimilare le stragi naziste e le insorgenze in alcuni paesi non fa altro che diminuire la prima e non cogliere le ragioni, certo da celebrare, delle altre.

Questo sosteniamo. Se fosse un semplice dibattito storiografico potremmo anche affrontarlo con la tua presenza, uguale tra gli uguali, umile tra gli umili. Sarebbe un contributo gradito, assai meno gradito il ruolo che hai assunto tu e Ficarra presenziando ad iniziative che l’ANPI provinciale non ha promosso , liberi certamente di aderire a qualsiasi sciocchezza ma rigorosamente a titolo individuale, come forse avrai compreso non si tratta di decidere dove e quando è nata la resistenza.

Basta consultare il “Dizionario sulla Resistenza” 2 volumi Einaudi 2001, anche se siamo aperti a qualsiasi revisionismo storiografico alla Musumarra. In ogni caso si tratta di difendere questa nostra Rivoluzione dall’uso strumentale che istituzioni comunali possono farne accomunando vinti e vincitori, tedeschi ed americani, in una qualche riconciliazione nazionale che in Sicilia potrebbe trovare il suo terreno ideale proprio perché la Resistenza non c’è stata.

Qualcosa di simile sembra essere avvenuto a Mascalcia con l’invito all’ambasciata germanica e la “Ideale partecipazione” dell’innominabile (Grasso, Boldrini) Presidente della Repubblica che da custode della Costituzione si appresta a divenirne il carnefice.

Gabriele Centineo Del Comitato Provinciale dell’ANPI Catania


Lettera del Prof. Gabriele Centineo indirizzata al Coordinatore Regionale Sicilia Ottavio Terranova sugli eventi dell’ANPI Catania, pubblicata sul sito di ANPI Catania il 30 luglio 2013.


Questa pagina fa parte del dossier Girodivite dedicato a Gabriele Centineo.



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