Lettera Aperta ai Consiglieri Regionali della Campania

....non discuteremo più della morte e del morire perchè hanno già ucciso la nostra storia ed il nostro futuro!

di Enzo Maddaloni - giovedì 14 dicembre 2006 - 4499 letture

Giulio Maccacaro: le sue riflessioni sulla scienza, il suo lavoro di Medico, il suo impegno diretto per ogni buona causa è la storia stessa di “Medicina Democratica”. Movimento partecipatorio dal basso "Forum" di discussione costituito nel 1976 a Bologna con un’assemblea plenaria nazionale dove Giulio Maccacaro tenne una sua relazione introduttiva.

Prendendo spunto da questa importante esperienza, di Medicina Democratica, oggi in Campania si è costituito il Forum dei “I Cantieri della Salute”. Certo, attualizzando i contenuti, ma mantenendo fede ai principi di liberare la persona dai suoi bisogni di salute contro ogni arroganza e negazione del potere costituito.

Bisognerebbe chiedersi di quanto, ancora oggi, avremmo bisogno di persone come lui, “….per contrastare la mercificazione totale della ricerca scientifica, come della sanità; oggi che il diritto all’assistenza sempre più è negato, e dal Welfare si sta tornando alla più cruda speculazione sulla sofferenza. Forse mai come oggi tanto l’area della scienza quanto l’area dei servizi sono state asservite alla logica del profitto, al delirio di onnipotenza, all’irresponsabilità dei nuovi apprendisti stregoni, alla prepotenza dei poteri economici che tutto stritolano per distillarne ricchezza.”

Queste considerazione qui riportate non sono mie ma, è una delle parti dell’articolata relazione che Giulio Maccacaro fece, appunto, nell’assemblea di Bologna nel 1976 e con la quale si costitui il famoso movimento nazionale. Nessuno, penso, si accorgerebbe di niente se non l’avessi detto, tanto è attuale ancora oggi questa situazione.

Perchè è importante questo movimento?

Perchè da esso sono nate tutte le riforme sanitarie degli anni 70 (Legge 833; la Legge 180; la Legge 194; ecc.) leggi di grandi prinicipi, condivise dai Cittadini e da un larghissimo schieramento politico che tarvalico la stessa sinistra.

Leggi e principi oggi tutte/i tradite/i dalla stessa storia della sinistra che le prese in carico all’epoca.

Ancora oggi, bisognerebbe chiedersi, in particolare nella Regione Campania chi ha tradito questi principi.

Tradimento che ha causato un’azione inefficace per la salute e messa in discussione la integrità di chi è oggetto ancora oggi di sfruttamento, emarginazione e repressione: gli stessi lavoratori del settore ed i cittadini utenti del sistema.

Perché questa manovra finanziaria e lo stesso Piano Ospedaliero è un piano di malattia e di morte?

Perchè ha affidato la gestione di ciò alla più becera delle logiche "clientelari" e di "potere" medicalizzando la malattia.

A parte tutto quello già detto fino ad oggi sul disastro della sanità in campania apprendiamo ora, a conferma di quanto già "testimoniato" che dal 31 dicembre la Regione Campania ha deciso di dimettere tutti i pazienti dal trattamento psicologico e psicoterapeutico in particolare a favore di bambini, medicalizzandone il loro intervento. Semmai se ipereattivi prescrivendo loro il Ritalin!

Le AA,.SS.LL. nel frattempo stanno tagliando le risorse per l’assistenza territoriale agli anziani, nel mentre già si parla di costruire "nuove prigioni" gli : Hospice per Malati Terminali e Geriatrici (Anziani).

Dopo la rapina della salute in Campania le AA.SS.LL. della Campania si tradisce il principio della “presa in cura della persona” nel suo ambiente familiare.

Dicevo, degli Psicologi e degli Psicoterapeuti che hanno già protestato sotto la Regione Campania a Napoli e nel frattempo anche i Geriatri si preparano a scendere in campo a Salerno, spero in tutta la Campania, perché gli attuali atti di programmazione sanitaria delle singole AA.SS.LL. in materia di assistenza, per contenere il disavanzo della spesa, che oggi è destinato per circa il 48% a favore degli ospedali e solo per il 28% (circa) a favore del territorio (dati di riferimento anno 2003, ma la situazione è solo peggiorata negli ultimi anni), protestano (finalmente) anche loro contro il “razionamento delle risorse a favore dell’assistenza domiciliare integrata e dell’assistenza territoriale”.

Tutto ciò per garantire le spese enormi per ospedali inutili, dannosi e vuoti ma nei quali è molto più facile gestire i vari livelli di potere ?

“Questa è un’ora di crisi profonda del nostro paese: crisi economica, politica ed istituzionale. Una crisi che non ci è affatto oscura nelle sue cause e ci è ben chiara nei suoi effetti. L’indegnità criminosa della dirigenza democristiana e satellite che, dietro lo schermo scientemente artefatto e mistificante dell’interclassismo, non ha saputo per sei lustri esprimere alcun esercizio di governo ma solo gestione di un potere delegato dai gruppi del più arrogante e ottuso privilegio: di classe, di casta e di arma, di corpi separati e di corruttori riuniti, contro i lavoratori e le loro organizzazioni.”

Ancora qui Giulio Maccacaro resta attuale e rivive con la sua forze di pensiero nel nostro contesto regionale ove si è prodotto negli anni: l’impoverimento della vita; decadimento di salute; detoriamento delle strutture socio-sanitarie territoriali; ogni ipotesi credibile di riforma dell’assetto sanitario del nostro Servizio Sanitario Regionale, inteso al benessere della collettività.

Tutto invece avviene, ancora adesso, più in rapporto alla speculazione, "...al potere delle clienetele autoreferenziali e statalmente partecipate o mutualisticamente mediata, del capitale finanziario, industriale e farmaceutico,...." che dei bisogni di presa in cura delle persone.

Questa sinistra ha fallito il suo mandato e tradito la sua storia, perchè è diventata solo "satellite" di quella cultura becera clientelare e democristiana "riciclatasi", anche in controtendenza a come si è consumata la stessa vicenda della monnezza in Campania (non riciclo dei rifiuti).

A questo punto, se non vogliamo fuggire come Roy, l’Androide di Bad Runner, su un’altro satellite della costellazione interplanetaria, dovremmo auspicare ad una presa di coscienza collettiva diversa e comprarci qualche scopa e fare un pò di pulizia: commissariamo la sanità in Campania prima che sia troppo tardi!

*Enzo Maddaloni Esponente Forum www.icantieridellasalute.it


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Lettera Aperta dei Medici Geriatri Salernitani
14 dicembre 2006, di : Enzo Maddaloni

Al Direttore Generale dell’ASL SA2 di Salerno dott. Gerardo Pagano

e p.c. al Presidente della Regione Campani on.le Antonio Bassolino

al Sindaco della Città di Salerno On.le Vincenzo De Luca

all’Assessore alla Sanità della Regione Campania Dott. Angelo Montemarano

al Direttore Generale dell’ARSAN Dott. Antonio Pedicini

ai Componenti V Comm.Cons. della Regione Campania

ed ai Consiglieri Regionali tutti

- Loro Sedi - - LETTERA APERTA -

Salerno, 11 dicembre 2006

Oggetto: Servizi per gli anziani ‘fragili’ a Salerno

La necessità di contenere il disavanzo della spesa in sanità nella nostra regione è stata legata alla riorganizzazione, attraverso ’risparmi’ e ’tagli’, di tutte le voci di spesa, compresa quella derivata dalla dotazione organica dei servizi distrettuali delle ASL.

In realtà anziché assistere alla richiesta razionalizzazione della spesa si sta purtroppo avverando un vero e proprio razionamento, che avrà non poche negative ricadute sulla popolazione, ed in particolare su quella più debole.

In particolare la Città di Salerno, si vede da un lato popolata, in seguito a svariate motivazioni socio-economiche, da un’alta percentuale di anziani e dall’altra sempre più sguarnita di servizi dedicati a tale gruppo ed in particolare agli anziani ’fragili’.

Peraltro è ancora più sconvolgente il panorama della nostra regione: è la Regione ’più giovane’ del Paese ’più vecchio’ del Mondo.

Comunque tale dato ha risvolti negativi: nella Regione Campania si vive di meno e con meno anni ’liberi’ da disabilità’, cioé peggio in salute.

Oltretutto i dati assoluti porrebbero la nostra regione sempre tra i luoghi ’più invecchiati’ del Mondo, cosa ancora più fortemente evidente per la nostra Città di Salerno.

Se almeno la programmazione sanitaria (Legge istitutiva del Sistema Sanitario Regionale, Piano Sanitario Regionale, Legge istitutiva delle Residenze Sanitarie Assistenziali Geriatriche) ha saputo interpretare tale necessità, sviluppando in pieno la normativa nazionale ’dedicata’ agli anziani fragili, la sua applicazione regionale è stata, a dir poco, deficitaria.

L’ormai ex Piano Ospedaliero prevedeva la riorganizzazione dei quasi assenti posti letto (pp.ll.) per acuti geriatrici: alla sua scadenza la percentuale di tali pp.ll. non è solo sempre sotto la media nazionale ma si è ulteriormente ridotta.

Le nefaste conseguenze sono rintracciabili nella quotidiana sofferenza di un anziano fragile, di un demente per es., e di tutta la sua famiglia ’costretti’ ad un ricovero ospedaliero per patologia acuta.

Le ricadute negative sono evidenti non solo sui c.d. ‘costi intangibili’ della sofferenza ‘silente’ dell’anziano e della sua famiglia ma anche per le ricadute cliniche con danni legati alle complicanze multiple ‘a cascata’ con prolungamento del ricovero ospedaliero o dimissioni ‘quicker and sicker’ degli Autori anglosassoni (troppo presto e troppo malati) con frequente comparsa di patologie classiche della sindrome da immobilizzazione (per es. lesioni da decubito) e secondaria ‘esplosione’ dei costi.

L’anziano fragile è un malato complesso e la cronicità non esclude le malattie acute che anzi sono più pericolose e complicate pur nella loro reversibilità ed abbisognano di competenze profonde e mature, come solo un medico dedicato può acquisire e sviluppare negli anni per poter degnamente gestire tale complessità clinica.

Almeno la nostra Città poteva vantare ’storicamente’ tra le migliori professionalità geriatriche operanti nel territorio.

Questo anche per una positiva ricaduta della LR 32/94 (istitutiva del SSR) che ha previsto l’obbligo della presenza nei distretti di una unità operativa geriatrica (UO Assistenza Anziani).

Eppure la bozza di riorganizzazione dell’Atto Aziendale della ASL SA2 sembra prevedere la ’scomparsa’ di tale unità operativa, sia pure mascherandone l’effetto con ’l’inglobamento’ in diversa unità operativa e con dispersione delle funzioni (i servizi per gli anziani fragili).

Tralasciamo quindi la necessità di potenziare quanto richiesto dalla legislazione sanitaria e nazionale (unità operative per acuti ospedaliere geriatriche, unità operative distrettuali assistenza anziani con annessi centri demenza, day hospital geriatrici, centri diurni Alzheimer, residenze sanitarie geriatriche, ecc.), tralasciamo la necessità di far fruttare le ingenti risorse giunte extra bilancio dal governo nazionale alla regione, e quindi anche alla ASL di Salerno, per l’implementazione e lo sviluppo di una rete geriatrica di assistenza domiciliare (fondi CIPE), tralasciamo la possibilità di utilizzare l’ingente mole di competenze specialistiche esistenti per mettere Salerno ’al passo’ con le sempre più numerose ed avanzate realtà nazionali (le internazionali diventano miraggio angosciante): qui semplicemente scompare tutto.

Eppure, in altre realtà della nostra Regione, si sviluppano giustamente aree dipartimentali geriatriche, come proprio nel suo capoluogo, ove il Dipartimento di Geriatria effettua il governo clinico dell’assistenza domiciliare agli anziani, delle unità operative assistenza anziani distrettuali, di diverse residenze sanitarie assistenziali geriatriche, dei centri demenza e dei centri diurni Alzheimer e di altro ancora.

Eppure qui a Salerno no: scompare tutto. La nullità dell’atto è lampante, è contro la programmazione socio-sanitaria nazionale (vedi LEA) e regionale (vedi LR32/94 e Piano Sanitario Regionale) certo, ma qui forse è in gioco proprio il concetto stesso dei diritti degli anziani fragili e delle loro famiglie a vedersi erogare, anche a Salerno, servizi capaci e ’dedicati’, come solo la competenza specialistica può garantire in termini di efficacia ed efficienza.

Non si può risparmiare in questo modo: semplicemente negando i servizi agli anziani fragili.

È un risparmio basato sulla sofferenza e di facciata perché momentaneo: la riduzione delle competenze specialistiche, come dimostrato già dalla letteratura, comporta maggiore mortalità e morbilità.

Se l’aumento della mortalità è cosa gravissima, l’aumento della morbilità implica, oltre maggiori sofferenze, ulteriori richieste di cure e quindi di prestazioni socio-sanitarie con secondaria esplosione dei costi ed effimero risultato sul risparmio.

Se queste sono le motivazioni delle scelte a breve dovremo aspettarci ulteriori riduzioni dei Livelli Essenziali dell’Assistenza (LEA) visto il prevedibile ‘rimbalzo’ della spesa socio-sanitaria.

Confidiamo in una più attenta riflessione sulle nefaste conseguenze di tale decisione, peraltro viziata da un difetto di nullità, e siamo pronti ad un incontro per meglio definire la razionalizzazione dell’esistente per uno sviluppo dei servizi per gli anziani a Salerno, sicuri che il risparmio in Sanità si può ottenere solamente lavorando tutti al meglio prioritariamente per la Salute dei più fragili.

I Geriatri delle Unità Operative Assistenza Anziani dei distretti della ASL ‘Salerno 2’ di Salerno