Quando si parla di soldati molti in Afghanistan si rischia spesso di fare della demagogia. Questi giorni luttuosi sarebbero però l’occasione per far conoscere la storia di un soldato americano:
Pat Tillman.
Quando si parla di soldati morti in Afganistan si rischia spesso di fare della demagogia. Da diversi anni ormai i titoli dei giornali e i dibattiti politici utilizzano i soliti argomenti e le stesse espressioni:
“Il prezzo da pagare per la sicurezza nazionale”, “Non sono morti invano” “Chiedere il ritiro adesso è sciacallaggio”.
Quei giorni luttuosi sarebbero però l’occasione per far conoscere la storia di un soldato americano:
Pat Tillman.
Patrick era un giocatore di Football americano, una bandiera della propria squadra, un idolo per i propri tifosi. Aveva rinunciato ad un contratto da 2 milioni di dollari l’anno per non tradire la squadra che gli aveva aperto le porte del football professionistico. Dopo gli attacchi dell’11 Settembre decise di non rinnovare il contratto che lo legava ai Cardinals e si arruolò insieme al fratello nell’esercito degli Stati Uniti, diventando un simbolo del patriottismo americano.
Tillman sentiva in dovere di combattere per il suo paese e di essere considerato come tutti gli altri soldati, nessun trattamento di favore dovuto alla sua notorietà. Quando però l’amministrazione Bush decise di attaccare l’Iraq Tillman iniziò a non condividere le scelte del suo governo, non si era arruolato per combattere contro Saddam Hussein. Aveva anche fissato un incontro con Noam Chomsky al suo rientro in patria, ma non fece in tempo.
Fu ucciso il 22 Aprile del 2004
Gli fu assegnata una medaglia d’argento al valore, l’esercito statunitense e il governo americano cercarono di trasformare la sua morte in propaganda. Tillman però non fu ucciso dai talebani, ma dal fuoco amico. Ci vollero diverse indagini per scoprire la verità e molti dettagli della vicenda sono ancora poco chiari. Il modo con cui media e governo hanno sfruttato la storia di Tillman non è piaciuto per niente neanche a John Krakauer, già autore di ‘Into The Wild’, che ha scritto un libro sulla vicenda: “Dove gli uomini diventano eroi”.
Il regista Amir Bar-Lev, già autore del bellissimo La pittrice bambina (My Kid Could Paint That), ha girato un documentario “The Tillman Story“, distribuito nelle sale americane la scorsa estate. La classe politica non perde mai l’occasione per guadagnare consensi e perseguire i propri scopi, anche al costo di insabbiare la verità, di ingannare la famiglia del soldato morto e un’intera nazione. Citando le parole del professore Malley
Non ho mai visto tali leoni, guidati da simili agnelli…