Lenin via dalla piazza rossa


"Non è certamente la prima volta che Lenin e Stalin vengono equiparati... gli ideali e gli affetti risiedono nel cuore e nella mente di ognuno di noi e nessuno potrà mai cambiargli posto".
lunedì 1 maggio 2006, di giuseppe murabito - 998 letture

Qualche tempo fa [1] sfogliando la Repubblica il mio sguardo si è concentrato sul alcune dichiarazioni rilasciate dagli storici, vicini al presidente Putin, riguardanti la rimozione del monumento sepolcrale di Lenin da Mosca. Sin dalle prime righe ho provato un profondo senso di smarrimento e non pochi interrogativi mi hanno assalito...

<< Lenin portò la Russia in un vicolo cieco economico, sociale e spirituale. Isolò il paese dal resto dei popoli civilizzati >>.

<< Lenin e il suo seguace Stalin sono responsabili di aver scatenato le repressioni contro milioni di persone innocenti, di aver promosso il genocidio sociale, i gulag, i campi di concentramento e le torture dei dissidenti. Commisero delitti contro l’ umanità, per i quali non esiste prescrizione >>.

<< Lo Stato non deve più spendere i soldi dei contribuenti per la conservazione e il restauro del corpo del leader del partito comunista >>

Le affermazioni degli storici di Stato suonano come una condanna, a detta loro il corpo di Stalin sarebbe da collocare in un cimitero comunista << in modo che il culto possa continuare su iniziativa dei fedeli e non dello Stato >> mentre il corpo di Lenin andrebbe << O inumato accanto alla madre e alla moglie nel cimitero Volkovo di San Pietroburgo, dopo una cerimonia solenne, oppure consegnato al leader del partito comunista, Ghennadij Zjuganov, che ne è il legittimo erede politico >>. Un obiettivo da perseguire entro il 2007 perché << il mito di Lenin frena gli investimenti stranieri >>.

Secondo tali asserzioni il monumento andrebbe distrutto quanto prima, secondo noi lo storico Stanislav Belkovskij si vorrebbe scrollare di dosso vecchi fantasmi agevolando gratuitamente innovative ventate “democratizzanti” in vista della scadenza dell’ ultimo mandato del Presidente Putin.

Tra le poche cose che i testi storici mi hanno lasciato v’è una convinzione ideologico-politica, v’è una convinzione riguardante una personalità singolare, giusta, forte, ed ineguagliabile che già dalla prima lettura di quelle paginette ha segnato in me la certezza che nel passato è davvero esistito qualcuno capace di credere con tutte le proprie forze ad un ideale politico a favore dei diritti dei lavoratori.

Oggi, purtroppo, serpeggia tra l’ opinione pubblica il pensare alla politica come mera corsa alla poltrona ma così non è stato nel lontano 1917, data della rivoluzione d’ ottobre; a quell’ epoca poche famiglie controllavano le attività industriali e lo Zar Nicola II (1894-1917) governava con metodi autoritari avvalendosi della spietata polizia politica per sparare su operai, donne e bambini colpevoli del nulla.

Gli operai in quegli anni erano circa tre milioni ed il loro duro lavoro era ricompensato dal sistema zarista con salari bassissimi tali da non consentire il regolare approvvigionamento di beni di prima necessità; insomma pur lavorando per guadagnare un pezzo di pane si viveva al limite della sopravvivenza e non solo.

Una reazione alla morsa zarista fu la manifestazione “inerme” degli operai in piazza per dimostrare il loro lecito dissenso. La risposta di Nicola II non tardò ad arrivare quando la polizia zarista allontanò la manifestazione fucilando i manifestanti e le loro disarmate “proteste”.

In questo contesto si inserisce Vladimir Uljanov, detto Lenin (1870-1924), il quale rientrato dall’esilio volle guidare il proletariato verso il socialismo, opponendosi al regime zarista con ideali rivoluzionari e guidando il partito bolscevico alla presa del potere insieme a Trotzkij.

Il vecchio apparato statale sarà frantumato e << le masse oppresse esprimeranno da se stesse un governo >>.

Adesso potrete sicuramente comprendere il mio stupore dinanzi a siffatte affermazioni. Seppur volessimo tralasciare gli ideali o la politica, non credo sia condivisibile la decisione di “sconsacrare” il sonno di un defunto privandolo dell’ ombra del proprio pioppo e dipingendolo con colori che non gli appartengono.

Trovo scorretto accusare qualcuno che non possiede diritto di replica. Non è certamente la prima volta che Lenin e Stalin vengono equiparati, troppe volte le mie orecchie hanno sentito paragoni privi di sapere; che gli storici parlino e scrivano quanto vogliono, inevitabilmente due uomini non saranno mai uno, gli ideali e gli affetti risiedono nel cuore e nella mente di ognuno di noi e nessuno potrà mai cambiargli posto.

[1] Sabato 8 Aprile 2006

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Lenin via dalla piazza rossa
7 novembre 2007, di : Sergio Benvenuti

Sacrosanto! Putin ha ragione da vendere su questo. Chi da noi accetterebbe il mausoleto di Mussolini a piazza del Popolo a Roma?? Lenin ha fatto molto di peggio.
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