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Legge elettorale, la Cdl trova l’accordo


E’ nella tradizione delle leggi-truffa”, dichiara Luciano Violante. A far scattare su tutte le furie il presidente dei deputati diessini è l’accordo, raggiunto nella maggioranza, per riformare la legge elettorale...
giovedì 15 settembre 2005, di Vincenzo Raimondo Greco - 1422 letture

E’ nella tradizione delle leggi-truffa”, dichiara Luciano Violante. A far scattare su tutte le furie il presidente dei deputati diessini è l’accordo, raggiunto nella maggioranza, per riformare la legge elettorale. Una bocciatura, quella di Violante, nel metodo e anche nel merito: “Gli italiani - sottolinea l’esponente della Quercia - non potranno più scegliere ed eleggere direttamente il governo ma dovranno delegare i parlamentari”. Un ritorno all’indietro “inaccettabile”.

La proposta ricalca quella del ministro leghista, Roberto Calderoli, e di Mario Valducci di Forza Italia; prevede il superamento dei collegi uninominali, un sistema basato dunque solo sulle circoscrizioni elettorali con l’assegnazione dei seggi in modo proporzionale.

Viene contemplato, anche, uno sbarramento al 4%, e un premio di maggioranza che consente alla forza con il maggior numero di seggi di arrivare al 53,8%. La distribuzione dei seggi dovrebbe inoltre avvenire per metà col sistema delle preferenze e per metà con quello delle liste bloccate. ”Una proposta truffa irricevibile”, dichiara Piero Fassino che aggiunge:“non si cambia una legge elettorale solo per paura di perdere le elezioni”.

La Casa delle Libertà trova, quindi, l’accordo per portare avanti una riforma che, dalla sinistra, è stata già battezzata: “Acerbo 2”. La legge elettorale n. 2444 del 1923, meglio conosciuta come legge Acerbo, prevedeva la introduzione nel territorio dello Stato del Collegio Unico nazionale attribuendo due terzi dei seggi alla lista che avesse riportato la maggioranza relativa, mentre l’altro terzo sarebbe stato ripartito proporzionalmente tra le altre liste di minoranza su base regionale e con criterio proporzionale.

La sinistra grida allo scandalo ma dimentica che qualcosa di simile fu tentato dal governo di centro sinistra quando l’allora ministro Maccanico propose una riforma della legge elettorale a pochi mesi dalla scadenza della legislatura. Tutto, poi, rientrò per le proteste degli uomini di Berlusconi. “Mi auguro che ora la Cdl faccia lo stesso, altrimenti - aggiunge Violante - continueremo a fare come oggi, facendo mancare ad oltranza il numero legale di qui fino alla fine della legislatura”.

Per Gianni De Michelis, “il fatto che Berlusconi si sia convinto, sia pure in zona Cesarini, ad affrontare questo tema, che e’ basilare per la governabilità del Paese e superare questo bipolarismo bastardo”.

Non capisco - aggiunge il segretario del Nuovo PSI - le posizioni dei tanti del centrosinistra che dicono di essere d’accordo, ma dopo le elezioni. Se si ritiene la legge elettorale inadatta alla governabilità - ha concluso - è una follia pura ributtare via una occasione importante come un passaggio elettorale per farlo con norme che si ritengono inadeguate”.

La legge elettorale oggi in vigore “sta funzionando. Non c’è bisogno di cambiarla”, dichiara Sergio Mattarella, secondo il quale “cambiare spesso la legge elettorale non è consigliabile: sia gli elettori che la classe politica - spiega - devono ‘assimilare’ le nuove regole una volta entrate in vigore. E per farlo occorre un tempo congruo, proprio per evitare il rischio di instabilità”.


Vincenzo Greco - Girodivite.it/Oltrenews.it

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