Le "verità" del quotidiano La Sicilia su "RAIOT" (2003)

di Salvatore Mica - martedì 1 marzo 2005 - 6384 letture

Dall’Erroneo ( www.erroneo.org ) del 3/12/2003

: LETTERA APERTA AL QUOTIDIANO " LA SICILIA"

SCRITTO DA COPARDEC ::: SABATO, 29 NOVEMBRE 2003 - 16:43

Le "verità" del quotidiano La Sicilia su "RAIOT"

del Comitato per la partecipazione e la democrazia

Grande successo di "Raiot" nelle piazze contro la censura della RAI. Decine di migliaia di persone assembrate attorno all’Auditorium di Roma, già stracolmo, costrette a restare fuori. Centinaia di migliaia di italiani hanno seguito, in tante città e paesi, lo spettacolo di Sabrina Guzzanti, trasmesso via satellite; la struttura organizzativa è stata messi in piedi in pochissimi giorni dagli amici della Guzzanti, dai tanti amanti della libertà di informazione e di satira che ancora ci sono in Italia. I "girotondini", in particolare, sono stati uno strumento importante di divulgazione dell’evento, attivando un efficace tam-tam. Raccontano le cronache di tante fonti. Presenti all’Auditorium a Roma, oltre a moltissimi rappresentanti dello spettacolo e della cultura, Epifani (Segretario gen. della CGIL), il direttore dell’ "Unità", Colombo, e molti esponenti del centro-sinistra. Messaggi di sostegno sono stati inviati da Fassino e Rutelli, i maggiori esponenti dei due principali partiti del centro-sinistra. Nessuna solidarietà, ufficiale, formale o da "sottobanco" è stata espressa, per quel che è noto, da uomini e donne del mondo politico del centro-destra. Poi, improvvisamente, leggendo l’edizione del 24 novembre del quotidiano "La Sicilia", emerge e si scopre, vero scoop, "l’altra verità". In prima pagina, in un articolo titolato "quando la censura è un’arma senza colori", a firma di Leonardo Lodato, dopo aver "lodato" le tantissime persone che hanno seguito lo spettacolo alternativo, "che non amano le censura e apprezzano la satira in quanto ironia e sana goliardia"; continuando, si afferma, "lo hanno capito, ed è questo il nostro augurio, anche quei politici, soprattutto di sinistra, che hanno scatenato il finimondo sul programma di RAI tre per altri scopi". Poi, nella conclusione, si legge, "Il pericolo è lampante: se tutti gli schieramenti politici dovessero trovare un’intesa sulla censura dei programmi, addio libertà, di pensiero, parole, opere e omissioni". Ovviamente condividiamo le considerazioni relative ai gravissimi rischi sulle libertà derivanti dall’uso della censura (i tristi anni del ventennio ne sono sempre fulgida testimonianza), nel contempo, però, si resta agghiacciati e sbigottiti. Si incolpa in particolare la sinistra. Ma, di quale sinistra si parla? Sarebbe utile saperlo. Evidentemente, sembra di capire, la sinistra "immaginata" - che in questa vicenda di censura non ha nessuna responsabilità -, non quella reale, in carne, ossa e pensieri dichiarati.. Evidentemente, i fatti di palese censura che si sono consumati attorno alla trasmissione "RAIot", per quanto perfettamente nitidi e cristallini nello sviluppo temporale e dinamico degli eventi , presentano "difficoltà di lettura". Sarebbe stato, a nostra opinione, più funzionale e utile ai lettori, se da parte del giornalista fossero stati messi assieme, per trarne le debite considerazioni, tutti gli eventi, molto chiari, che riguardano la bruttissima vicenda.

"16 novembre. Il Presidente della RAI, Lucia Annunziata, ha voluto a tutti i costi la messa in onda della prima puntata, convincendo Ruffini, responsabile di Rai tre, a rimuovere il preventivato blocco. Lo spettacolo di satira viene regolarmente trasmesso. "17 novembre. Il Direttore Generale della RAI, Flavio Cattaneo, convoca Ruffini, per "spiegazioni". "17 novembre. Annunzio da parte di Mediaset di avviare querela sulle battute della Guzzanti che riguardavano Rete 4 e Mediaset in generale. "19 novembre. Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha assunto la posizione ufficiale di sospendere "raiot", biasimando Ruffini, e richiedendo che le restanti cinque puntate siano prima registrate, e poi valutate, per capire se si possano tramutare in una calamita di cause civili o penali. Voto unanime dei cinque componenti, compreso l’Annunziata. Domanda! Ma l’Annunziata rappresenta nel nostro Paese la sinistra politica organizzata? Evidentemente No! Tra l’altro, poi, è ben noto che nel C.d.A. Rai "l’equilibrio" tra centro-destra e centro-sinistra, è fortemente squilibrato, 4 a 1, a favore del centro-destra. Così è sempre stato divulgato a tutti gli italiani da parte di tutti gli organi di informazione ed appreso dalle dichiarazioni di tutti i rappresentanti politici. A meno che, nel Consiglio di Amministrazione siano presenti "talpe", non note, della sinistra. "19 novembre. Di fronte a questa decisione da tutta l’area politica del centro sinistra, dai DS alla Margherita, dai Verdi all’Italia dei Valori, dai Comunisti Italiani a Rifondazione, sono state mosse immediate e forti critiche, richiedendo l’urgente ritorno in video di "Raiot". "20 novembre. Il Direttore Generale della RAI, Cattaneo, ha avviato l’iniziativa di un procedimento disciplinare contro il direttore di RAI tre, Ruffini. Una lettera di contestazione viene inviata ad Andrea Salerno, capo del "progetto satira" di RAI tre. Giuseppe Giulietti dei DS, a questa data, raccontano le cronache, ha già immediatamente raccolto le firme di 150 parlamentari, per inviare al C.d. A. della RAI un appello contro la sospensione. Tra i firmatari, tra l’altro, Maccanico, Rognoni, Bianco, Minniti, Buffa. "21 novembre. Lucia Annunziata dichiara che la trasmissione "deve andare in onda con la continuità necessaria", chiedendo al direttore generale Cattaneo di risolvere la situazione, aggiungendo, "una cosa è il rispetto delle regola un’altra è la censura".

Questa gravissima vicenda, che, dopo i casi i recenti casi di estromissione dal video RAI di: Biagi, Santoro, Luttazzi, Travaglio, colpisce ancora, in maniera ulteriormente pesante, la libertà di informazione pubblica in Italia, insegna una cosa oggettivamente certa: ha reagito solo la sinistra, con tutte le articolazioni, e la sua opinione pubblica. Sarebbe utile conoscere eventuali prese di posizioni di rappresentanti del centro-destra sul mantenimento della trasmissione della Guzzanti. Pare che non ce ne siano.

Il Comitato per la partecipazione e la democrazia Stimolo Domenico


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