Le tasse dei siciliani e lo scialo di Cuffaro

La democrazia in Sicilia
di Alberto Giovanni Biuso - venerdì 27 ottobre 2006 - 1884 letture

«Ancora una volta a Palermo si sono mirabilmente superati. In cima alla lista degli uomini d’oro c’è oggi un burocrate che ogni giorno di euro ne intasca 1553. A fine anno ne porterà a casa 567 mila e 300, lordi e comprensivi di tutte le indennità. È un primato assoluto anche nella Sicilia dei suoi califfi.

Ci sono i conti che fanno acqua da tutte le parti, il deficit della Sanità è salito a quasi 1 miliardo e 300 mila, la Regione ha debiti che deve onorare a cambiali sino al 2022 o al 2027, intanto però spende e spande come nei suoi anni "felicissimi". Anzi, di più. Molto di più.

(…)

Si chiama Felice Crosta l’ultimo favorito dalla sorte, il numero uno dei super stipendiati di quella macchina mangia soldi che è la Regione. E’ il direttore generale della neonata Agenzia per le acque e i rifiuti, 120 dipendenti di una struttura voluta e coccolata dal presidente in persona.

(…)

A Milano c’è in Regione un dirigente ogni 60 dipendenti, a Palermo un dirigente ogni 6 dipendenti e un capoufficio ogni 2. Sono le performance dell’Anonima che spadroneggia alla Regione».

[Fonte: Attilio Bolzoni, la Repubblica. 23.10.2006 ]

1553 Euro al giorno di stipendio a un solo funzionario. Così il Governo della Sicilia utilizza le tasse dei suoi cittadini. Ma loro, i cittadini, sono ben contenti e rimangono beati nella loro ignoranza, nel loro cinismo, nella loro disonestà, nel loro servilismo.

Cuffaro è un rappresentante del Popolo.

Musotto è un rappresentante del Popolo.

Lombardo è un rappresentante del Popolo.

Scapagnini è un rappresentante del Popolo.

Tutti democraticamente eletti.

Il problema è il Popolo.

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