Resoconto e pensieri propositivi a conclusione della 3° edizione del Festival della Letteratura di Cropani Marina, a cura di uno dei suoi ideatori e più impegnati componenti del gruppo culturale "La Masnada", Gianluca Pitari.
Le parole errano che è un piacere! di Gianluca Pitari (www.lamasnada.it)
Cos’è che spinge una manciata di ragazzi ad organizzare un Festivaletteratura in un paesino sperduto della Calabria, che conta solo 2.500 anime? Una domanda che più volte mi sono posto e alla quale, più volte, ho preferito dare delle tacite risposte. Provo, con il seguente articolo, a concretizzarle. Almeno in parte!
Gettando una rapida occhiata sulla babele che abbiamo eretto a sistema, l’uniformazione intellettuale verso il basso mi sembra essere l’unica certezza di questi nostri tempi. Capita però, che nel corso di una vita, non tutte le dinamiche riscuotano il nostro beneplacito.
Esiste una condizione di passività che alcuni animi rigettano a pelle; una sorta di inadeguatezza a recepire quella massa informe di concetti senza un’analisi di base lucida e precisa. Ed è da questa condizione di asfissiante immobilismo che muovono le menti più vivaci, nel tentativo di donare alle proprie esistenze traiettorie dissimili e ricercate.
Inizia così un lavoro di sgrossatura della personalità, il cui cesello è rappresentato da quelle discipline che elevano l’intelletto umano, prime fra tutte quelle artistiche. Quando poi, il caso accomuna nel destino più di un soggetto del genere, l’esito è garantito. L’opportunità di confronto e crescita si amplifica, le lacune di un singolo vengono ovviate dalle competenze del gruppo. Il sistema stesso diventa più ricettivo e la condizione di inevitabile isolamento, che questa nuova dimensione intellettuale implica, viene ad essere ammortizzata senza eccessivi contraccolpi.
Cropani, nello specifico, ha visto nascere la Masnada. Un drappello di giovani rivoltosi, nell’accezione impegnata del termine, che da ormai sette anni ingorga con le sue pagine la naturale staticità del tessuto cropanese. Poesie, opinioni, ma anche concerti, iniziative letterarie che hanno l’ardire di proporre un’alternativa tangibile, a tratti eretica, fuori dagli schemi per scomunica ricevuta.
E siccome, "che mi piace smarrirmi nei miei stessi periodi", vi annuncio il superamento dell’uomo nel caos prospettico che lo abita. Mettiamo per un attimo che la matematica perda il suo scettro di perfezione. Le coordinate scivolerebbero nel blu più appiccicoso. Ed io, con il resto della ciurma, mi troverei a pontificare ai margini dello splendore. Sì. All’incrocio tra l’ottava e la disperazione. E con tanto di folletti al seguito.
Accertata una palese sindrome da sillaba errante, non mi resta che accantonate queste ciance da fanatico amante della parola e accennare alla 3ª edizione del festivaletterario. Non prima però, di aver dato sfogo ad un altro paio di furfanti suggestioni stilistiche.
1ª
Prendete 10 grammi del miglior silicio del Gobi.
Rubate un po’ di blu al Danubio.
Mescolateli ad un sobrietà frammentaria e ad un pizzico di lucida follia e avrete la spiegazione di quello che per me rappresenta il festivaletteratura.
Il festival è il miglior modo per sentirsi meno eremiti.
È la chiusura annuale del sipario della nostra inspiegabile alchimia.
È una battaglia alla plasticità sentimentale ed umana dei nostri tempi.
È un calcio alla mancanza di bello che come malaria infetta le menti.
È una vittoria scaccia crisi.
Più volte l’ho immaginato come un cinema di sogni dove non si paga il biglietto. In fondo, sognare non è mai costato nulla...
2ª
La possibilità del riscatto!
Io la contemplo in una tre giorni di lucidità sezionata nel magma fluente della letteratura. Non abbiamo alcuna possibilità di esistere eppure lo facciamo da tempo, lo facciamo in una realtà soffocata dove la mediocrità umana è ampliata dal prisma del provincialismo.
La nostra percezione di purezza supera qualsiasi mondanità o secrezione di mondo (in altri tempi avrei scritto che noi siamo l’appartamento silente) e ci ritroviamo sempre più soli tra i cocci della nostra rivoluzione. Vogliamo solo tre giorni, signori, per riscattarci da questo spazio vuoto che a volte è la vita.
Gianluca, Matteo e Angelo (www.lamasnada.it)
Ed ecco, il resoconto di questa terza edizione. Riuscita, senza alcun dubbio. Da migliorare, da arricchire, da completare. Forse. Ma è lì, ogni anno. In una tre giorni di caldo e di voglia di parlare di letteratura.
E...a casa i cucchi!
Parole erranti 2006 - 3° Festivaletteratura di Cropani
(letture - dibattiti - scrittori - teatro - concerti d’autore)
Nella prima tappa, quella di Mercoledì 26 Luglio, di scena il teatro.
Frutto della collaborazione fra La Masnada e l’associazione culturale i Centopassi, lo spettacolo teatrale “Teatro che passione” ha messo in scena un alternarsi di commedie e drammi che si sono intrecciati fino a fondersi in un unico elemento: la passione da proscenio!
Giovedì 27 Luglio, per la seconda giornata, gli appuntamenti si sono sdoppiati: ore 19:00 Aperitivo d’autore, con gli scrittori Nicola Sacco autore di "Ghiandole" e Anna Maria Fabiano autrice de "Il colore del cielo"; ore 22:00 Incontro dal titolo: L’artista pendolo! L’eterna oscillazione tra inserimento ed autodistruzione. Con relazioni di: Andrea Giannasi di Prospettiva editrice, Piergiorgio Leaci di Interrete agenzia letteraria, Gianluca Pitari e David Maida per La Masnada.
Gli intermezzi musicali sono stati curati del cantautore Carmine Torchia (premio Battisti nel 2005).
Venerdì 28 Luglio alle ore 19:00 l’Aperitivo d’autore con la presentazione collettiva degli scrittori: Luca Mainini autore di "Poppers", Francesca Ferrando autrice di "Belle anime porche", Carlo Scanferla autore di "Stelle liquide" e Manuela Gaia Cenzuales autrice di “Davanti ad un foglio bianco”; ore 22:00 Incontro dal titolo: Ipotesi di rotta. Archiviato il ‘900, quali i sentieri ancora percorribili? Con relazioni di: Andrea Giannasi di Prospettiva editrice, Piergiorgio Leaci di Interrete agenzia letteraria, Gianluca Pitari per La Masnada.
Nella migliore tradizione del cantautorato italiano gli intermezzi musicali.
Sabato 29 Luglio, per la quarta tappa, alle ore 19:00 il consueto Aperitivo d’autore con la scrittrice Monica Cito autrice di "Venere io t’amerò" e il successivo incontro dal titolo: “Quando la cultura si fa impresa: il caso www.bottegaeditoriale.it” con l’intervento del relatore Marco Gatto. Suggestivo l’appuntamento delle ore 22:00 dal titolo Poeti a duello! Un Reading poetico notturno in cui tutti i poeti intervenuti si sono susseguiti al microfono in una seria di performance coinvolgenti ed emozionanti. La giuria ha sancito dopo quattro aspri turni la vittoria di Giusi Mazza, che così bissa il successo dello scorso anno.
Sempre ben curati gli intermezzi musicali.
Domenica 30 Luglio la chiusura è stata affidata al giovane cantautore leccese Alessio Lega, targa Tenco nel 2004 come migliore opera prima.
Con canzoni pregne d’anarchia, poesia e amore, Lega ha ricordato, col suo fare molto teatrale e appassionato, che è solo migliorando se stessi che si può migliorare il mondo.
Un cantautore con la “C” maiuscola che non tarderà ad amplificare la sua notorietà.
Alleghiamo le tre poesie, protagoniste della finale del reading poetico e diamo appuntamento al prossimo anno per la 4° edizione.