Le mille bolle blu

Gli inflessibili tutori dell’ordine di Roma Capitale multano una ragazzina che fa le bolle di sapone per strada. E’ giusto. Basta con la tolleranza e il buonismo. I saluti fascisti vanno bene, le bolle no

di Adriano Todaro - martedì 20 novembre 2012 - 1999 letture

Oggi voglio raccontarvi una storia. Una storia che apprendo dai giornali e come tutte le storie reali non è a lieto fine.

E’ una storia moderna, dei nostri tempi, tempi difficili e aridi, tempi d’affanno. Dunque la storia comincia con la protagonista che è una ragazzina bionda, dal nome, così raccontano i giornali, perfettamente intonato con la vicenda: Maria Grazia Fiore. Magari è un nome inventato, comunque sia la ragazzina per sbarcare il lunario e non gravare sui genitori, ha pensato di fare per strada le bolle di sapone.

Per farle ci vuole una cannuccia e acqua saponata e poi ci vuole un luogo dove soffiare le bolle. Il luogo è centralissimo, a Trastevere, nel cuore di Roma, quartiere una volta popolare e oggi di moda. La ragazzina è un’artista da strada e fa, tranquillamente, il suo lavoro. I bimbi, passando, guardano meravigliati quelle bolle azzurrognole che s’innalzano nel cielo come diceva una vecchia canzone di Mina. I bimbi hanno la faccia stupìta come solo loro sanno fare, con il ditino inseguono le bolle soffiate in un tubicino della ragazzina, le toccano, si dissolvono, si divertono.

E’ un gioco d’altri tempi e i genitori degli stupiti e divertiti bimbi lasciano qualche monetina nel cappello posto ai piedi dell’artista da strada, soffiatrice delle mille bolle blu.

Queste cose, però, non s’hanno da fare. Intanto la ragazzina soffiatrice non ha l’autorizzazione, non paga il plateatico, insomma è una abusiva. E poi, diciamocela tutta: ’ste bolle danno pure fastidio. Fanno rumore? No. Sporcano? No. Puzzano? No. E allora? Allora fanno assembramento, la gente si ferma ad osservare, occupa il pezzo di strada, il marciapiede. In un Paese come il nostro dove tutto funziona a perfezione, dove la legalità è al primo posto, dove tutti pagano le tasse, dove non c’è inquinamento, ebbene in un Paese siffatto è veramente intollerabile che si possano fare le bolle di sapone senza autorizzazione. E’ necessario fare domanda, dare tutte le informazioni necessarie alla Commissione che valuterà e magari sarà anche necessario indicare il diametro delle stesse.

D’altronde, se chiunque si mettesse a fare bolle, che Paese diventerebbe?

Noi immaginiamo il poliziotto urbano, la mattina prima di uscire per prendere servizio. La moglie gli stira la preziosa divisa, le pieghe dei pantaloni e poi esclama: "Anche oggi avrai una dura giornata!". "Eh sì, cara ‒ risponde il nostro inflessibile tutore dell’ordine pubblico ‒. Tu non sai cosa c’è lì fuori. Le strade sono una giungla. Ci sono drogati, puttane, magnaccia, truffatori, borsaioli, venditori abusivi. Ma i più terribili sono i soffiatori di bolle".

Poi indossa la preziosa divisa che gli dà la giusta autorità e scende in strada per difenderci... dalle bolle. Una volta erano semplicemente "pizzardoni", i vigili urbani. Poi sono diventati agenti di P.S., hanno in dotazione la pistola, in qualche caso il manganello e sono diventati poliziotti urbani, più precisamente, in questo caso, fanno parte della Polizia di Roma Capitale. Il loro comandante generale, il dottor Carlo Buttarelli, è da pochi mesi alla loro testa, è quando è stato nominato ha dichiarato, fra le altre cose, di voler "imprimere un ulteriore impulso e implementare i controlli sul commercio abusivo nelle aree pubbliche, il contrasto al degrado urbano e, nell’ambito della viabilità, la fluidificazione del traffico, evitando quella moltitudine di soste irregolari che la danneggiano". Non conoscendo il dottor Buttarelli, lo fantasticavamo con un bel paio di mustacchi perché i baffi danno sempre autorità. Poi abbiamo cercato su Internet e, miracolo, i baffi, molto belli, ce li ha davvero. Allora lo immaginiamo mentre dà le indicazioni ai suoi sottoposti: "Mi raccomando i soffiatori di bolle!" E i Suv in doppia fila? E le strade con le buche? E i negozi che non rilasciano gli scontrini fiscali? E gli abusi degli autisti degli onorevoli? E le cacche dei cani che i padroni non raccolgono? E la fluidificazione del traffico? Quisquilie. Basta con il falso buonismo. Diamogli dentro nei confronti dei soffiatori di bolle, dei giocolieri, dei venditori stranieri di ombrelli e, magari, mettiamoci anche i rom che vanno bene in ogni stagione.

Ma per tornare alla nostra storia, la cronaca c’informa che gli inflessibili poliziotti urbani di Roma Capitale, hanno comminato alla soffiatrice di bolle, 50 euro di multa. Ben gli sta! Si cerchi un altro lavoro e non sia, come dice la signora Fornero, troppa schizzinosa.

P.S. ‒ Poco tempo fa, il 5 novembre, si sono svolti i funerali di Pino Rauti, il suocero del sindaco di Roma Capitale. L’hanno salutato cori fascisti e braccia tese nel saluto romano sebbene una disposizione della Costituzione vieta tutto ciò. Al funerale c’era anche la Polizia di Roma Capitale in alta uniforme, come direbbe De André, "con i pennacchi, con i pennacchi". Non ci risulta che abbiano elevato contravvenzioni o denunciato qualche fascista per apologia. Tutto sommato però il loro comportamento è capibile: volete mettere come disturbano le bolle di sapone? Il saluto romano, invece, no. Viva l’Italia. Quella nata dalla Resistenza.


- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -