Le intemperanze del black- bloc non devono far dimenticare gli sbagli dell’Expo 2015

di Francis G. Allenby - martedì 5 maggio 2015 - 2201 letture

Tutti hanno visto quello che è successo: le reti televisive di tutto il mondo, e non solo quelle nazionali, hanno rimandato delle scene feroci di guerriglia urbana. La tecnica è sempre la stessa: devastazioni di banche ed importanti istituti di credito, distruzioni di negozi legati alle multinazionali, incendi di auto di lusso ed anche di semplice arredo urbano. Per evitare il ripetersi di episodi gravi, come quelli del G8 di Genova, le forze dell’ordine hanno avuto le disposizioni di agire con molta cautela, cercando di circoscrivere la violenza e contenerla. I risultati, mi sembra, ci sono stati; tuttavia, per alcuni, questi risultati non sono sembrati sufficienti, tanto è vero che sono state chieste, da più parti, le dimissioni del Ministro Alfano. Forse c’era qualcuno che voleva vedere, ancora una volta, scorrere il sangue; forse qualcuno critica solo per fare il bastian contrario. In ogni caso atti di aggressività di questo tipo vanno certamente stigmatizzati, quando assumono la forma di una rabbia fine a se stessa: la protesta va incanalata, in forme e tempi giusti e con atteggiamenti opportuni. Su molti giornali è stato scritto che si trattava di “viziati figli di papà con il rolex al polso”, oppure di “gente che è andata lì come se si recasse ad una scampagnata”. Può essere, certo: ma tutto quello che è stato scritto riecheggiava le medesime critiche che la stampa faceva, all’epoca, ai ragazzi che fecero il ’68, e non tutti quelli che manifestavano appartenevano a famiglie facoltose. Ma poniamo che sia vero che coloro che hanno compiuto quei gesti, da biasimare, a Milano, altro non fossero che rampolli della buona borghesia: questo cambia, forse, le cose in merito all’EXPO 2015? L’EXPO 2015 è stato – fin dal suo inizio – il festival della corruzione e della mafia: la mafia che, si è scoperto, ha lucrato sulle strutture di questa esposizione mondiale, con un giro di tangenti e di mazzette che sono corse fra politici, affaristi di pochi scrupoli e criminalità. Perfino la scelta di Milano come città ospitante è stata pianificata, organizzata ad arte, mettendo in moto ogni possibile espediente per far sì che la prescelta fosse il capoluogo lombardo. L’EXPO è, per quel che mi riguarda, la fiera dell’ipocrisia, del conformismo, della menzogna pura: non ci si interessa affatto a chi ha fame; non si presta assolutamente attenzione a coloro che soffrono, in tutto il mondo, per la mancanza del cibo, o che non hanno mezzi di sostentamento: l’EXPO è solo una occasione come altre per gettare del fumo negli occhi, per mostrare che coloro che ci governano sono dei ‘sovrani illuminati’; in realtà pensano a ben altro. Questo evento, dal carattere internazionale, è solo un indegno carrozzone, che celebra i fasti di potenti egoisti e senza anima, come da sempre è stato che detiene il comando. Ed allora via a questa vergognosa kermesse, mentre nasce un altro royal baby, mentre Renzi ci dice che tutto va bene, mentre propone leggi inique, sull’istruzione ed anche sulle tasche della popolazione, mentre tutti si scambiano sorrisi: la Merkel, Hollande, Obama, in un rutilare di dentiere e strette di mano: sorridono, mentre il mondo va a rotoli.


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