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Le indagini sulla scomparsa di Daouda diventano un’inchiesta per omicidio e occultamento di cadavere

I parenti, i compagni e gli amici di Daouda non hanno mai smesso, con il sostegno del nostro sindacato, di tenere alta l’attenzione sulla sparizione del lavoratore migrante

di Redazione Lavoro - venerdì 29 luglio 2022 - 2563 letture

La Procura di Ragusa, che indaga sulla scomparsa da Acate di Daouda Diane, ha cambiato intestazione al fascicolo: ora l’inchiesta riguarda i reati di omicidio e soppressione di cadavere. È una notizia che purtroppo conferma quanto denunciato sin dal primo momento dai compagni di lavoro di Daouda e da USB: la possibilità cioè che il lavoratore sia rimasto vittima di un incidente sul lavoro e che il suo corpo sia stato fatto sparire.

I parenti, i compagni e gli amici di Daouda non hanno mai smesso, con il sostegno del nostro sindacato, di tenere alta l’attenzione sulla sparizione del lavoratore migrante, una scomparsa che in assenza delle giornate di sciopero e di mobilitazione USB non avrebbe avuto il minimo risalto e Daouda sarebbe stato presto dimenticato come tanti altri migranti scomparsi e mai cercati.

Come Federazione del Sociale e come Coordinamento lavoro agricolo di USB abbiamo il dovere di non abbassare la guardia, di favorire in tutti i modi la possibilità di far arrivare in Italia la famiglia di Daouda, per tutte le necessarie esigenze legali.

Abbiamo il dovere di continuare a denunciare il livello di sfruttamento lavorativo e di indifferenza istituzionale nei confronti di quanti, in fuga dalle guerre dimenticate, dalla siccità, dalla povertà di territori depredati dai ricchi paesi occidentali, giungono in Italia alla ricerca di riscatto e di sostentamento per se stessi e per le loro famiglie!

USB ha presentato alla Prefettura di Ragusa una piattaforma rivendicativa per tutti i lavoratori stranieri, evidenziando i ritardi e le difficoltà che i migranti devono affrontare per ottenere cittadinanza, documenti, assistenza sanitaria, un conto corrente. L’abbiamo presentata anche alla Regione Sicilia, che non una parola ha speso in questi 25 giorni per chiedere il rispetto dei diritti lavorativi e delle norme di sicurezza sui posti di lavoro. I lavoratori migranti in Sicilia, in maggioranza impegnati in agricoltura, soffrono in questo periodo il caldo infernale e le peggiori condizioni lavorative possibili: la Regione ha il dovere di intervenire.

USB non indietreggia e continua la lotta al fianco dei braccianti e dei migranti!

USB Lavoro Agricolo

Federazione del Sociale USB Ragusa

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Daouda Diane


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