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Le idi di Marzo


Regia di George Clooney. (Usa, 2011, drammatico, 102 min.) Con Ryan Gosling, George Clooney, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Jeffrey Wright, Philip Seymour Hoffman
mercoledì 31 agosto 2011, di Orazio Leotta - 463 letture

“Le Idi di Marzo”, film inaugurale della 68° Mostra Internazionale di Venezia, scritto e diretto da George Clooney, è tratto dal lavoro teatrale di Beau Willimon “Farragut North”. Il film si presta a diverse chiavi di letture.

E’ intanto un film politico: ambientato in Ohio durante le primarie per la presidenza del Partito Democratico mette a nudo tutti i possibili retroscena di una campagna elettorale dove si scontrano sesso, comunicazione, cinismo, lealtà vera o presunta.

Clooney che aveva dato grande prova di sé specie nel rapporto fra comunicazione e politica prima in “Confessioni di una mente pericolosa” e poi in “Good Night and Good Luck”, qui offre un’ulteriore prova di maturità da regista nel presentarci l’elegante duetto a volte diretto, a volte a distanza fra il governatore Mike Morris (lo stesso Clooney) e il ghost writer, abile guru della politica, Stephen Meyers (Ryan Gosling), che presto si troverà in un intrigo più grande di lui. Altra chiave di lettura la seduzione: nel film ognuno cerca di sedurre l’altro per averne un vantaggio, politico, affettivo o economico, ma sempre utilizzando l’arma della parola, delle mezze frasi, degli sguardi, dando un’idea della politica americana come di un grosso gioco sexy, intriso però di umanità: tutti gli uomini, potenti o no possono essere sedotti e manipolati, perché risponde a un fattore umano ancor prima che politico.

Seduzione, che a dirla tutta di per sé, ha plasmato gran parte della storia del genere umano. E poi la lealtà, la virtù tanto sbandierata da Paul (Philip Seymour Hoffman): egli segue le regole, è leale, senza che ci sia necessariamente corrispondenza fra verità e lealtà. Ma questa lealtà alla lunga paga, specialmente in politica? Sembrerebbe di no, ma alla fine forse, quanto meno a livello interiore e di coscienza ti aiuta a sopravvivere alle avversità e a trovare sempre una via d’uscita quando un tunnel (inaspettato) si apre al tuo cammino. “Le Idi di Marzo” è un film che pone diverse domande allo spettatore, in un particolare e difficile momento della vita sia politica che di attenzione ai valori veri.

Allo stesso tempo non possiamo non definire cinico questo lavoro di Clooney, già pronto per la fine del 2010, ma che produzione e distribuzione hanno ritenuto di differirne l’uscita per evitare sovrapposizioni con la campagna elettorale, vera e non supposta, che poi portò alla vittoria di Obama.

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