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Le grandi scoperte archeologiche che hanno cambiato la storia

Una guida turistica tra le meraviglie del mondo. Un libro di Massimo Manzo (Newton Compton Editor 2023, 384 pagine, ISBN-10:‎ 8822764404)

di Piero Buscemi - mercoledì 6 dicembre 2023 - 674 letture

Quante vite si dovrebbero vivere per visitare tutti i siti archeologici del mondo, sparsi in ogni continente, tracce di culture diverse, testimonianze di umanità vissuta nei millenni? Sarebbe impossibile ipotizzare una risposta. Forse neanche se ci accontentassimo di considerare esclusivamente quelli italiani.

Di certo possiamo affermare che addirittura non sapremmo neanche da dove cominciare. Dai resti di una città antica dei quali abbiamo svogliatamente osservato uno sbiadito segnale turistico percorrendo una poco battuta strada sterrata? Dal museo più volte pubblicizzato dalle ormai consolidate "domeniche al museo", che ci riproponiamo di andare a visitare ogni prima domenica del mese per poi, chissà perché, trovare sempre un buon motivo per rimandare l’esperienza? O forse dalla irrefrenabile tentazione di seguire la moda del momento e imbarcarsi sul primo aereo con destinazione esotica, ospitante magari una della maggiori attrazioni della Storia, adombrata spesso da lusinghe più mondane?

Le grandi scoperte archeologiche che hanno cambiato la storiaNon sappiamo se l’autore di questo libro abbia ad un certo punto voluto dare, in 384 pagine, tutte le risposte a questi dubbi che forse non saranno mai sfatati completamente.

Massimo Manzo parte dalla Sicilia, più precisamente da Selinunte, la città del sedano selvatico, come lo stesso autore evidenzia nel titolo del primo capitolo. Ci ritornerà alla fine del libro, a Marsala parlandoci nell’ultimo capitolo del Satiro Danzante, dopo averci condotto in ogni angolo del pianeta a riscoprire o a scoprire per la prima volta nomi di città perdute, estrosi archeologi del passato e del recente presente, grandi artisti di cui raramente ci soffermiamo con la dovuta riconoscenza per ricordare almeno il nome.

Con questa sorta di antologia dell’archeologia, ma è davvero riduttivo definirla così, il nostro viaggio nel tempo e nello spazio spazia tra le più reclamizzate e le meno note epoche della storia dell’uomo. Perché leggendo questo libro non assume nessuna importanza la nostra sufficiente o approfondita conoscenza del passato storico. Questo libro ci consente di ripassare e di arricchire il nostro approccio con le meraviglie che hanno tramandato nei millenni la testimonianza della creatività e la capacità dell’essere umano di plasmare la materia, che sia stata pietra, metallo prezioso o, più semplicemente, una larvale traccia di colore dentro la buia Grotta di Altamira, nel nord della Spagna.

L’autore ci inoltra, proprio come una guida turistica, nello splendore di millenni di arte archeologica che, inconsapevoli e ignari i nostri antenati, ci hanno consegnato tracce di umanità nelle quali provare a riconoscersi. Massimo Manzo lo fa con il giusto linguaggio che, nell’incuriosire il lettore, magari poco avvezzo a certi argomenti, non deve apparire mai saccente né sopra le righe di un confidenziale scambio culturale tra chi ci può suggerire uno spunto di sana curiosità, appunto l’autore, e chi è disposto a vestirsi di umiltà per aprirsi al mondo della conoscenza, mai troppo sufficiente a renderci migliori.

Un’occasione imperdibile, osiamo dire, di farci accompagnare dall’autore come da un moderno Virgilio attraverso il più profondo animo che il misticismo e l’immancabile alone di mistero, unito a una insaziabile voglia di sapere, ha condotto uomini di diversa classe sociale a sfidare diffidenze, spesso anche ristrettezze economiche, continui fallimenti e rivali senza scrupoli, dritti con la giusta arroganza e determinazione che hanno concesso, nonostante tutto, di giungere alle più immense scoperte archeologiche delle quali, oggi e nel futuro, avremo sempre l’imbarazzo della scelta sul punto di partenza dal quale ricominciare a ricostruire quel legame storico-sociale con il nostro passato.

E allora via, senza alcun indugio, verso qualsiasi capolavoro che possa farci provare le stesse emozioni che questo libro riesce a farci vivere, trasformandole nei limiti delle nostre possibilità in straordinarie realtà. Che sia Pompei e Ercolano, il Satiro Danzante di Marsala, i Bronzi di Riace o una multicolore tomba etrusca di Cerveteri. Entriamo in sintonia con tutto quanto possiamo ammirare già nel nostro territorio italico, cercando in quelle meraviglie motivi più nobili di appartenenza al genere umano, più di quanto un numero infinito di guerre che riempiono i libri di Storia e, purtroppo, anche parte di questi "frammenti di splendore" contenuti nel libro, possano macchiare con una linea infinita di sangue il nostro destino.

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