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Le ferite invisibili


Esperienze di vita vissuta nelle terre del terremoto del 2016, raccolte dagli attivisti di Emergency.
mercoledì 11 ottobre 2017 , Inviato da Redazione - 1142 letture

S. vive in provincia di Teramo con i suoi genitori. Dopo la prima scossa nel 2016, non voleva più rimanere da sola. Ogni rumore le faceva rivivere quel brutto ricordo.

O. soffre da sempre di poliomielite. Dopo il terremoto, vivere da sola le sembra ancora più difficile. “Se ci fosse un’altra scossa forte, non potrei scappare”.

P. fa il boscaiolo da quando è arrivato in Italia. La moglie, che non vede da anni, è malata e lui non può starle vicino, perché senza i soldi che le manda lei non può curarsi.

I terremoti in Centro Italia hanno lasciato anche ferite invisibili, così nascoste che talvolta neppure chi era lì quel giorno riesce a vederle. Però le sente: le sente S., ogni volta che chiude gli occhi per dormire; le sente O., che vive in un costante stato d’ansia; le sente P., tutte le volte che parla al telefono con la moglie.

Quanto è importante dare assistenza psicologica alle persone che hanno vissuto il trauma del terremoto?

Dallo scorso febbraio, nelle zone colpite dal sisma, un nostro team offre supporto psicologico a chi ne ha bisogno. Anche grazie ai nostri psicologi, P., S. e O. stanno meglio. Le ferite invisibili, a distanza di un anno, stanno cominciando a rimarginarsi.

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Una casa distrutta dal terremoto in Centro Italia


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