Le belle "famigghie" italiane

Tutti a Verona a difendere le doppie mogli e non solo. Il Pd difende, invece, i piccioli
di Adriano Todaro - mercoledì 3 aprile 2019 - 848 letture

Pochi giorni fa, sabato 29 marzo, a Verona si è svolto il congresso mondiale della famiglia o, meglio, il World congress of families che fa più fine. Avrei voluto partecipare ma gli organizzatori non hanno accettato la mia domanda. Purtroppo, ormai da tanti anni, sono stabile. Ho una famiglia sola, sempre quella che, diciamolo pure, è una grande rottura di cabbasisi.

Molti di coloro che hanno partecipato alla convention, di famiglie ne hanno più di una. E chi più di loro potrebbe mai sapere com’è brutto avere più famiglie? Non critico gli organizzatori che mi hanno respinto perché, in realtà, avrei fatto la figura del provincialotto vetero, con una sola famiglia a carico. Quelli che invece hanno partecipato è gente di mondo anche senza aver fatto, per tre anni, i militari a Cuneo. Il grande timoniere Salvini, ad esempio è divorziato. Ora sta con la figlia del dentifricio Denis ma ha fatto in tempo a fare, prima, qualche figlio in giro; Elisabetta Gardini (Fi) è separata; lo psichiatra col ciuffo incorporato, Alessandro Meluzzi, dopo essere stato sposato si è autonominato vescovo ortodosso; il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è istruito e separato; la sorella d’Italia Giorgia Meloni ha avuto una figlia fuori dal matrimonio; Daniela Garnero, in arte Santaché, prima di innamorarsi perdutamente di Za La Mort Sallusti, ha avuto un figlio non dal signor Santanché, ma da un altro; il cugino di Paternò, lo strazio Ignazio, si è sposato due volte e divorziato una, tre figli a carico.

Tutti a Verona a parlare, discutere, discettare sulla "sacralità della famiglia" o, sarebbe meglio scrivere, sulla sacralità delle "famiglie".

Non potevano mancare i personaggi che saltano, televisivamente parlando, da una comparsata all’altra cominciando da Maria Giovanna Maglie che proviene dall’Unità ma da cui se n’è andata, nel 1987 a dimostrazione che la Provvidenza esiste. Poi in Rai grazie all’amico Craxi, a Libero e opinionista all’Isola dei famosi. Mica cazzi!

C’era, anche Alessandro Sallusti che disperato di essere stato abbandonato dalla Santa Daniela, preso dall’entusiasmo, ha chiuso la redazione romana de il Giornale e c’era Maurizio Belpietro, il bresciano dalla volitiva mascella che essendo il direttore della Verità ha portato a Verona la verità, cioè ‒ come dicono gli organizzatori del convegno ‒ "la bellezza del matrimonio". Insomma, una bella festa nella patria dei Capuleti e dei Montecchi e di Vinitaly, con un occhio alle elezioni del 26 maggio e uno al bottiglione. Vedi mai che resto a piedi e non mi eleggono? Gli organizzatori di tal importante convention, hanno previsto anche “tavoli da lavoro”. Al che i diversi nobili che partecipavano, tipo il bisnipote della principessa Sissi che di nome fa Eduard Habsburg Lothringen e la principessa Gloria Von Thurn quando hanno sentito che c’era da lavorare si sono adombrati e avevano deciso di uscire e manifestare con le femministe in piazza. Sono stati fermati in tempo e convinti a restare chiarendo che nei tavoli non è che si lavorava ma era un modo per occupare del tempo in attesa di magnare.

Un altro che vuole fare il pieno di voti e, quindi, doveva esserci assolutamente a Verona, è stato il ministro-poliziotto-vigile del fuoco-marittimo-minatore-pilota-guardiano della finanza ecc. Matteo Salvini. Essendo molto intelligente pochi giorni fa, a proposito dei ragazzini del pullman bruciato e portati a mo’ di Madonna pellegrina in tutti gli studi Tv (ma Telefono azzurro non dice nulla?) aveva affermato che se volevano la cittadinanza italiana si dovevano prima far eleggere in Parlamento. Poi ha cambiato idea perché qualcuno gli ha fatto notare che se è stato eletto lui... e così li ha portati a mangiare un gelato (ma Telefono azzurro non dice nulla?). Ci sono le elezioni. Vedi mai che il pieno lo faccio solo alla macchina?

Chi, invece, non ha problemi di perdere voti è il Pd. Impossibile andare sotto la quota presa in Basilicata. Ma hanno tanta buona volontà e si applicano con costanza. E, allora, il "nuovo" segretario ha fatto un bell’accordo elettorale con Carletto. Come Carletto chi? Con il Calenda, quello dei cigni e con la panza di fuori. Il Conducător" delle masse operaie di sinistra. E poi ci mettiamo dentro anche +Europa, famoso raggruppamento barricadiero. Tutta gente rispettabilissima e portatori di grandi istanze democratiche. Tutta gente che vuole far pagare le tasse a chi non le paga, ridiscutere la legge sul lavoro, ripristinare l’art. 18 ecc.

Intanto il nuovo tesoriere del Pd ‒ che non è più il tenebroso Francesco Bonifazi ‒ ma il grintoso Luigi Zanda, ha proposto di aumentare gli stipendi dei parlamentari. La proposta è quella di portare da 15 a 19 mila euro al mese lo stipendio. Bel colpo. Già si preparano grandi manifestazioni di lavoratori a favore di questa soluzione. Molto contento il Carletto. E lo Zinga? Lui ha detto che il Pd non c’entra. È stata una decisione autonoma dello Zanda che, data la giovane età, è un po’ biricchino e incontrollabile. Tutti quanti, però, destra, sinistra, centro, di lato, di sopra, di sotto, hanno sperato che la proposta del discolo Pd possa passare. Vedi mai, hanno pensato, che se non dovesse passare questa Zandaliata, ci tocca andare a lavorare?


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