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Le “Tre lezioni di tenebre” di Josè Angel Valente

Affascinante percorso poetico che nasce dalle lettere e alle lettere sempre ritorna. Edito in Italia da “Il Girasole edizioni”, traduzione di Miguel Angel Cuevas, illustrazioni di Luis Cuevas.

di Serena Maiorana - mercoledì 4 novembre 2009 - 4898 letture

Credo di non essere capace di scrivere recensioni di poesie. Per la loro forma rarefatta e per il significato che portano, molteplice e univoco al tempo stesso. Non so mai se afferrarle somigli più all’istantaneo bagliore di un lampo o alla scoperta di un tesoro dopo una faticosa ricerca. Ed allora a provare a spiegarle mi par sempre di tradirle.

Così quando mi sono trovata tra le mani “Tre lezioni di tenebre” di Josè Angel Valente non sapevo che scrivere su questo libro che il poeta ha voluto rilegato come se fosse uno scrigno: pagine di carta grezza a grana grossa, ricavate da un unico foglio che ancora le tiene unite. Toccherà al lettore, con lama affilata e gesti pazienti, separare l’una dall’altra.

Trovarsi tra le mani un libro senza poterlo subito sfogliare è spiazzante, ma carica di significato l’approccio al testo, aggiungendo al rapporto con il libro fasi diverse da quella della lettura. E se è vero che in molti altri libri il metatesto assolve allo stesso compito, è anche vero che in questo caso si superano i tradizionali canoni della metafinzionalità testuale, costringendo il lettore ad una sorta di meticoloso rito che di per sé, forse, è già poesia.

Dopo, e solo dopo, c’è il testo. Quattordici composizioni divise in tre capitoli (le tre lezioni appunto), che cantano le quattordici lettere dell’alfabeto ebraico: lettere e sole lettere per rappresentare le infinite potenzialità espressive dell’unico movimento primario (in musica chiamato Ursatz), in un cavo susseguirsi poetico che mai termina di cominciare. Nelle sue quattordici variazioni poetiche (sempre nel senso musicale dei termini) sull’unico tema dell’eterno inizio, il poeta versa parole crude sull’istintiva percezione delle sole lettere, cantando insieme imminenza e nascita. I disegni di Luis Cuevas (uno per ogni composizione) aggiungono corpo all’esperienza poetica del lettore.

Tutta l’opera di Josè Angel Valente, nota come poesia del silenzio, è influenzata dalla mistica sincretica. Nel caso di “Tre lezioni di tenebre” ad ispirare il poeta è la Cabala della mistica ebraica, in cui le lettere sono anche numeri e interi significati. La Cabala afferma che le lettere dell’alfabeto ebraico erano preesistenti alla stessa creazione del mondo: tramite opportune combinazioni di lettere Dio formò e fece ogni cosa che esiste nei mondi spirituali e materiali.

Ma tutto questo ancora mi appare difficile da spiegare. forse perché non sono capace di scrivere recensioni di poesie, sperando con le parole di potere suggerire la profonda vertigine che la poesia porta se è poesia. Ma adesso dopo una lunga ricerca credo di aver afferrato il tesoro e ancora mi sento come stordita da un abbaglio. E allora ho voluto tentare di porgervi la poesia. Sperando di non averla tradita.


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