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Lavoro... e basta!


Una nota scenetta comica, interpretata dal compianto Massimo Troisi, faceva il verso all’abitudine italiana di associare la parola "lavoro", sempre e comunque, ad un attributo: lavoro a cottimo, lavoro parziale, lavoro precario. Lavoro in nero.
mercoledì 15 dicembre 2004, di Piero Buscemi - 3302 letture

Quando si parla di lavoro e dei suoi problemi connessi, non si può fare a meno di collegare la discussione ai dati statistici, che le più importanti agenzie nazionali diffondono a cadenze regolari. Dati, che sembrano sempre di più utilizzati secondo i particolari momenti politici durante i quali, vengono stilati. Questo spiegherebbe, in parte, le discordanze che si possono riscontrare nel leggerli, molte volte anche di difficile interpretazione e giustificazione.

In merito a quanto esposto, Siracusa e la sua provincia, con i suoi 405.943 abitanti (dati Istat 2001), una superficie di 2.109 chilometri quadrati ed una percentuale non ben quantificabile di "affamati" di lavoro, riveste una posizione apicale nella graduatoria particolare dei "difetti" collaterali, che ogni città italiana si trascina da tempo.

Posizione apicale mantenuta, sia considerando i dati diffusi dall’EURES, l’organo preposto dalla Commissione Europea per l’Occupazione e gli affari sociali, che ha posto la provincia di Siracusa vicina alla media nazionale (12,4%), sia riflettendo su quelli calcolati dalle Organizzazioni sindacali locali, che pongono il livello di disoccupazione al di sopra del 18% della forza lavoro maschile e di oltre il 37% di quella femminile.

Nell’avviare una indagine sulle offerte del mercato lavoro di Siracusa, abbiamo scelto di farlo seguendo le vie di ricerca utilizzate dal 55% di disoccupati aretusei. Ci siamo procurate le testate principali degli "annunci economici" della città, ci siamo rivolti alle Agenzie Informa Lavoro e non abbiamo trascurato Internet.

Gli annunci più presenti sono, per gli uomini, offerte inerenti la vendita diretta che contemplano tra i requisiti, oltre alla buona dialettica, la simpatia e l’autodeterminazione, anche l’esperienza. Per le donne, l’annuncio di rito (è onnipresente l’annuncio per assistenza agli anziani e collaboratrice domestica) si riassume nella figura della commessa. Un’altra opportunità, che coinvolge ambo i sessi, è quella offerta dalle agenzie immobiliari.

Analizziamo separatamente le diverse "scelte". Per la vendita diretta, rinomata e inflazionata possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, le difficoltà preminenti sono rappresentate dalla parolina "esperienza" che sa tanto di assurdo. E’ ovvio pensare che, il ragazzo diciottenne, appena diplomato, che ha fatto salti di gioia per la sua esclusione al servizio militare, negli anni scolastici difficilmente avrà avuto modo di farsi una …esperienza. Poi, se vogliamo essere pignoli, giudichiamo esigente la pretesa "con esperienza" nel portare avanti una proposta d’acquisto di CIALDE MONODOSE PER FAMIGLIE, come era possibile leggere qualche settimana fa tra le offerte (?!?) di lavoro. Per la figura di commessa, le proposte si moltiplicano durante le feste natalizie e i mesi estivi. Nella maggior parte dei casi, le fortunate possono contare su un tempo molto limitato d’impiego, giusto la durata delle feste. In cambio, un orario "flessibile" ed "elastico" e 400 euro al mese. La possibilità di lavorare, invece, presso un’agenzia immobiliare è così articolata: invio del curriculum (pratica che fa tendenza, in questi anni), preselezione con contatto diretto tramite colloquio, proposta d’assunzione. Se si riesce a giungere a quest’ultima fase, la migliore delle gratificazioni alle quali si può ambire, è una serie interminabile di passeggiate per la città a procacciare appartamenti. In cambio, un rimborso spese di 300 euro e un 2% medio di commissione. Commissione su cosa? Sul prezzo dell’immobile fissato nel rogito o è un 2% calcolato sulla "commissione" spettante all’agenzia? Domande alle quali qualsiasi immobiliare può dare risposta. Il vero problema è che il candidato lega il suo destino ad un 2% virtuale e a 300 euro di rimborso spese, che sono garantite, solo ed esclusivamente, se l’affare si realizza. In pratica, se l’intermediario che si occuperà della vendita della casa, non avrà le capacità di portare a buon fine la contrattazione, il lavoro ed il tempo impiegato dal nuovo assunto, non corrisponderà ad alcun guadagno.

Riguardo le Agenzie Informa Lavoro, queste hanno creato qualche perplessità sulle loro reali competenze. Istituite con l’obiettivo di realizzare una struttura definita e riconosciuta dallo Stato, con il compito di selezionare diverse opportunità di lavoro da offrire agli iscritti, hanno rivestito a Siracusa, una forma modernizzata dei vecchi Uffici collocamento. E’ obbligatoria l’iscrizione comprensiva di curriculum allegato e di reperibilità. Si viene contattati e conviene rendersi disponibili per qualsiasi attività lavorativa proposta. Il caso contrario ha determinato alcune amnesie da parte degli addetti all’agenzia, che in caso di rifiuto, "dimenticano" di ricontattare il disoccupato. Non è una vera intermediazione tra chi offre lavoro e chi lo cerca, in quanto pur affidandosi alle normative vigenti sui contratti nazionali per categoria, se l’offerente pretende di pagare uno stipendio al di sotto delle regole, l’agenzia difficilmente intercederà per ottenere quanto dovuto per legge. Si accontenta di un indennizzo del 10% su quanto guadagnato dal lavoratore, in caso di lavoro saltuario, e pretende un mese di stipendio, se il lavoro è continuativo. A prescindere (prendiamo a prestito un modo di dire di Totò) che, come è evidente, se il datore di lavoro paga meno di quanto pattuito, chi subisce il danno è solo il lavoratore che dovrà, comunque, corrispondere il 10% di quanto gli era stato promesso, ma…a prescindere, i dubbi rimangono sulla possibilità che, i lavori a tempo indeterminato, saranno mai proposti dall’agenzia. Tutto questo fa pensare che, l’originario motivo che ha dato vita a queste agenzie di orientamento nel mondo del lavoro, sia stato trasformato in una mera opportunità di guadagno per i titolari.

Se si considerano le iniziative intraprese a Siracusa, per informare e sensibilizzare i cittadini sull’annosa piaga del "pizzo", che ha caratterizzato quanto di buono e di cattivo si dice su questa città, sarebbe veramente interessante avere dati precisi sulla percentuale di lavoro nero praticato. Sarebbe altrettanto utile conoscere se, gli esercenti messi al muro dal racket che assumono le commesse, le percentuali d’intermediazione delle Agenzie Informa Lavoro, le "assunzioni" delle agenzie immobiliari e le altre forme di economia "circolante", siano regolarmente denunciate.

Pensando ad una giovane o ad un giovane siracusano che trascorra cinque o sei anni post-diploma a cercare lavoro regolare, prima di decidere di esplorare altri lidi, si riesce a comprendere il vero significato del requisito…"con esperienza".

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> Lavoro... e basta!
16 dicembre 2004

Dopo un anno inscritto presso decine di queste agenzie mi sono giunte solo offerte (a agamento) di Master o corsi di formazione. Al limite mi sono giunte offerte di lavoro davvero assurde...nel senso per nulla attinenti con il mio curriculum. SOno laureato in Scienze della comunicazione...che esperienza posso avere come operaio qualificato per una fabbrica di divani!?!?! In ogni caso, ad agosto mi sono trasferito in Olanda. Le stesse agenzie qui lavorano in maniera totalmente diversa. Non solo rintracciano domanda e offerta di lavoro, ma per i primi tre mesi garantiscono della qualita’ dei neoassunti, pagando esse direttamente i lavoratori. Inoltre tali agenzie lavorano come degli agenti...del tipo se un lavoro non ti piace ti aiutano a cercarne uno migliore, ti aiutano con le pratiche burocratiche. Per qunato i mercati del lavoro italiano e olandese sono molto diversi, questo modello di recruitment mi sembra piu’ efficiente. L.
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