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Lavoro di Squadra: nuova edizione a Milano

Formazione e sport per aiutare i giovani a rimettersi in gioco.
di ActionAid - mercoledì 22 maggio 2019 - 1036 letture

In Italia quasi un giovane su quattro non studia e non lavora. Per questo da anni lavoriamo con i NEET per aiutarli a rimettersi in gioco.

Lavoro di Squadra riparte dunque anche quest’anno. Nuovo ciclo a maggio a Milano con l’obiettivo di coinvolgere almeno 30 ragazze e ragazzi.

Il progetto, che realizziamo con il contributo di Z Zurich Foundation, si rivolge a giovani tra i 16 e i 25 anni che hanno smesso di cercare un lavoro e non stanno seguendo alcun percorso formativo, per coinvolgerli in un percorso che coniuga pratica sportiva, allenamento motivazionale, attività laboratoriali e career coaching. Aiutandoli a riacquistare fiducia in se stessi e sostenendoli nell’inserimento socio-economico, Lavoro di Squadra vuole costruire un solido ponte verso la formazione e il lavoro per questi ragazzi che, per storia personale o contesto sociale, hanno smesso di cercare un’occupazione o hanno abbandonato precocemente gli studi.

Uno dei valori aggiunti di questa edizione è il coinvolgimento attivo dei dipendenti di Zurich Italia che, attraverso un percorso personalizzato di mentoring, supporteranno i partecipanti nell’individuare i propri punti di forza e di debolezza, aiutandoli a intraprendere le decisioni più corrette per il proprio percorso e futuro professionale.

“Siamo orgogliosi di contribuire anche quest’anno al progetto ‘Lavoro di Squadra’ - ha dichiarato Federica Troya, Head of HR and Services per Zurich Italia - Gli ultimi dati sulla percentuale di ragazze e ragazzi NEET nel nostro paese sono allarmanti e collocano l’Italia fra i peggiori paesi dell’Unione Europea. Per questo Z Zurich Foundation ha deciso di dedicare il massimo impegno a questo progetto. I nostri mentor sosterranno ogni singolo partecipante verso un percorso individuale di consapevolezza, crescita, analisi delle proprie capacità e inclinazioni, affinché possa giungere in autonomia a decidere quale strada intraprendere per il proprio futuro”.

“Le regole dello sport riflettono le regole della vita e del lavoro. I ragazzi dovranno imparare a lavorare in team per obiettivi e nel rispetto della diversità di ognuno dei compagni e degli avversari. Lo sport e il lavoro sono i due canali principali per l’inclusione sociale. La partecipazione a un progetto di tale impatto rappresenta per la Fondazione Adecco un’opportunità unica per offrire un percorso di crescita per i giovani partecipanti”, ha spiegato Laura Ciardiello, Responsabile Progetti Fondazione Adecco per le Pari Opportunità.

“Progetti come Lavoro di Squadra dimostrano che, se inseriti in un contesto nuovo e motivante, le giovani e i giovani possono rivelare talenti e qualità che loro stessi non sapevano neanche di avere e ripartire più motivati e consapevoli - ha dichiarato Chiara Parapini, project manager ActionAid - Nelle passate edizioni, le partecipanti e i partecipanti hanno trovato nuove opportunità non solo in tirocini formativi o iscrizioni a corsi di formazione, ma anche nella partecipazione ad attività di co-progettazione territoriale nei propri quartieri, avvicinamento ad attività di volontariato o di attivismo civico”.

Lavoro di Squadra, che coordiniamo con la collaborazione di Fondazione Adecco per le Pari opportunità, le Associazioni sportive Ring of Life e Rugby Parco Sempione, l’associazione Olinda, Junior Achievement Italia e il contributo di Medici in Famiglia, prevede la realizzazione di due percorsi, ciascuno della durata di tre mesi (1° ciclo maggio-luglio; 2° ciclo novembre-gennaio). Le ragazze e i ragazzi selezionati parteciperanno gratuitamente al progetto che si articolerà tra percorsi personalizzati di self-empowerment per stimolare la voglia di fare e di apprendere, attività sportive come thai-boxe e allenamenti di rugby, che aiutano ad acquisire sicurezza nei propri mezzi, spirito di iniziativa e senso di appartenenza al gruppo, attività laboratoriali e incontri di orientamento formativo e lavorativo.

L’ultima edizione del progetto nato nel 2014 si è conclusa recentemente con successo: la quasi totalità (24 su 26) dei ragazzi che hanno concluso il percorso dei due cicli si è riattivata, trovando un lavoro o riprendendo gli studi. Altri stanno seguendo tirocini in aziende come Flex, Carrefour, il Mandarin Hotel e diversi ristoranti di Milano oppure corsi di formazione.

Secondo i dati Istat, in Italia si stima che i giovani NEET, 15-29enni non occupati e non in formazione, nel 2017 erano 2 milioni e 189mila (24,1%), quasi uno su quattro. La quota di NEET in Italia ha registrato un continuo aumento dall’inizio della crisi economica, raggiungendo il massimo nel 2014. Il valore dell’indicatore ha poi iniziato a scendere a partire dal 2015 in concomitanza con la ripresa economica ma resta ancora circa cinque punti superiore rispetto a quello del 2008 (19,3%). L’incidenza dei NEET è maggiore tra coloro che posseggono un titolo secondario superiore (25,5% nel 2017) e minima tra quanti posseggono un titolo terziario (21,4%) e più elevata tra le ragazze (26% contro il 22,4% dei ragazzi).


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