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Lavoro Legalità e Sviluppo

" O’ sistema ce incatena, ma noi vogliamo volare " questo lo slogan dietro il quale ieri a Napoli hanno sfilato cento mila persone al corteo indetto dai sindacati...

di Sonia Lombardo - giovedì 21 dicembre 2006 - 6195 letture

" O’ sistema ce incatena, ma noi vogliamo volare " questo lo slogan dietro il quale ieri a Napoli hanno sfilato cento mila persone al corteo indetto dai sindacati.

Una manifestazione che segna la volontà di rompere con la logica della criminalità: in piazza non solo giovani studenti, pensionati e disoccupati, ma anche lavoratori che per un giorno hanno rinunciato al salario, perchè è proprio sulla necessità economica che la Camorra mette radici. Lavoratori solidali con chi un lavoro non l’ha ancora mai trovato, con tutte le vittime della finanza creativa che manda in fallimento le fabbriche producendo manovalanza per i traffici illegali.

I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno urlato dal palco di piazza Dante la gioia per il successo dello sciopero di otto ore indetto nelle fabbriche non solo come simbolo della voglia di riscatto dei napoletani, ma soprattutto come monito allo stato: non basta soltanto militarizzare il territorio, la lotta va fatta contro la precarietà, contro le false promesse e con l’aiuto delle istituzioni per incentivare lo sviluppo.

In rappresentanza del governo, il ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais, impegnato con il presidente Romano Prodi nel disegno di rilancio della Campania, ha dichiarato che a Napoli esistono tutte le condizioni perchè torni ad essere una vera capitale. Se mai abbia smesso di esserlo, ieri i cittadini hanno dimostrato la loro disponibilità al cambiamento, ora si aspettano una risposta che da anni tarda ad arrivare.


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Lavoro Legalità e Sviluppo
29 dicembre 2006

Mi rimetto a scrivere, e in questo stimolante argomento (esposto in modo grazioso).

Ovvio che fornirò solo la mia versione dei fatti..

Il sud (ecc. ecc.)..Tutti perfettamente nella statistica! pochissimi genii!

A Napoli: inventori di PIZZE..
 Ma vorrei far notare che Napoli è la patria della poetica della musica napoletana.

Sarà che ’sta gente erano maniaci di spaghetti e mandolino?
 Tutti con gli spaghetti sotto i piedi?

No, chi si occupa di musica lo sa quanto sia difficile simulare un argomento o filone! (impossibile!)
 Sembra una stupidaggine: anche la musica ne risente!

Immaginate che in America hanno la musica folk, oppure quella irlandese (danzerina), per attingere e incantare..

Poi ovviamente vennero i neri, e cantarono una cosa vera: la loro storia..

"Reginè", "Scalinatella", "’O paese d’o sole", "Na sera ’e maggio"..

Quale vi piace di più delle canzoni napoletane?

"Monastero ’e Santa Chiara"?

Scrivete una canzone! si guadagna bene!

"’O sole mio" rende all’unico autore superstite di tre (in senso SIAE), 150.000 euro l’anno!

Quanto si deve essere intelligenti per avere un futuro?

Non credo che serva poi tanta intelligenza, forse occorrerebbe più furbizia!

Conosco i miei conterranei! mancano proprio di furbizia.

E’ inteso che i cervelli non fanno difficoltà a "trovare" in tutti i campi. La musica è poi un ottimo "riscontro per trovatori".

E allora, a quale sportello rivolgersi?

(i guaglioni rompono, come tutti i guaglioni del mondo..so guaglioni!)

(Che si fa? si allunga la partita? e che ci giochiamo ora?)

Da: "L’oro di Napoli" (film in 5 episodi, regia di V. De Sica); autore G. Marotta

s.p.

    Lavoro Legalità e Sviluppo
    30 dicembre 2006

    Anch’io credo di conoscere i miei conterranei e a proposito di film e canzoni ti propongo un altro titolo:"Il caffè mi rende nervoso" di Lello Arena con Massimo Troisi. Sai qual’è la battuta finale? << Nè che tieni a dicere da sceneggiata?>>

    Sonia

Viaggio lungo la tratta ferroviaria Agrigento-Torino per capire dove caddero i soldi...
31 dicembre 2006

E’ giusto che fai questa osservazione, ma io sono grandicello, e di musica me ne intendo.

La Società ha tutto il tempo di sedimentare le esperienze e le coscienze, che è quasi impossibile dedurre si tratti di cose prodotte dal tempo.

In realtà, è il tempo che fa la differenza, e non certamente le proprie vocazioni.

Ora parliamo di vocazione.. quella cosa che può renderci tutti un pò cattivi.

E’ nel mondo che ogni vocazione deve trovare la sua collocazione..

E’ proprio quello il problema! Chi è il dio giusto che si trova al posto giusto e nel momento giusto?

Il tempo intanto mischia le carte e pone il caso come differenziale: non c’è modo di districarsi dalla mutevolezza del destino. Come la storiella del cavaliere cinese che cadde da cavallo e poi gli successero tante di quelle cose da renderlo ora contento di essere caduto, ora scontento per altre ipotesi opposte e assai disastrose.

In definitiva oggi si fa un gran parlare dei varii "meno male", ma in realtà, ogni Società senza competitori andrebbe al massimo del gradimento..

Mai in nessuna epoca ci furono uomini che non ebbero le conoscenze e gli insegnamenti giusti per sopravvivere, tranne che puntualmente, oltre a combattere la fame e la sete e il freddo, si dovesse combattere contro altri clan che praticamente insidiavano la vita, rendendola alla fine come una lotta tra lupi..

Oggi è uguale, difatti si potrebbe vivere bene tutti, ma poi la gente guarda in TV la pubblicità, e poi i giovani hanno qualche nevrosi in più.. In realtà la società autoritaria avrebbe sopperito a molte lusinghe oggi in circolazione, ma "da lontano la democrazia" ci dice che alcune cose sono etiche e altre sono "antidemocratiche" (ad es. picchiare un poco i bambini quando lo meritano, difficilmente tornano alle discussioni..). In realtà potrebbe essere una chiave di volta, oggi, la visione di un’etica meno sdrucciolevole. Quali status simbol possono essere elusi, in merito alla autonomia degli individui? Esempio facile sarebbe la società comunista, dove l’etica era ridotta all’osso. Oltre quel livello, la gente andrebbe nuda e scalza per le strade quando fa troppo caldo, o altre cose che ci metterebbero in seria crisi. Questo è perchè l’uomo non è così semplice da farsi consigliare in base al freddo o al caldo, o altre cose banali. L’uomo è un essere estremamente complesso, e non è detto che si possano individuare delle semplificazioni..

Ora è chiaro il ruolo della guerra economica dettata dalle economie forti, che metteranno sempre i bastoni tra le ruote a chi tenta di raggingere un livello di auto-difesa (omo omini lupus?).

Trovare delle discriminanti nella lotta delle economie territoriali sarebbe cosa semplicissima. Intendo riguardanti il nord e il sud Italia.

Al mio paese si dice che: "le cose troppo strette diventano collose".

Il nord e il sud Italia si sono imparentati troppo, si sono accettati troppi sistemi di reciprocità economica, da far scuotere la testa a chiunque avesse capito la stoltezza delle implicazioni future, come sono quelle attuali.

Premesso che nel 1865 ci fu un apporto al Tesoro Nazionale di molte centinaia di milioni di monete d’oro da parte del Banco di Napoli, che le aveva raccolto nel Regno delle due Sicilie.

Si è continuato nella falsa riga della vessazione e delle dichiarazioni italianistiche..

Lo sviluppo economico fu possibile al nord con le ricchezze accumulate al sud da DECINE DI GENERAZIONI (200 anni).

Si parlò allora di "Questione Meridionale", proprio per fare un nodo al fazzoletto dell’economia. I contadini del sud erano stati i competitori economici degli U.S.A. (allora non c’era la tecnologia)

Oggi, il sud è giustamente dimenticato, eluso e smemorizzato..

Ma le promesse non furono mai mantenute: l’amicizia è una cosa, gli affari un’altra...

Il nord progredisce nella sua illusione di meritocrazia tecnologica. Invece il sud è BOCCIATO.

Chi c’era al momento giusto nel posto giusto? qualcuno che ci ha saputo fare!

Oggi, nemmeno la tecnologia povera del legno può decollare nel favoloso sud.

Persino i mobili si costruiscono al nord.

Il motivo è che non ci sono i soldi, nemmeno pochi soldi ci sono!

Il motivo è un opportuno debito pubblico che ci rende ancora più colpevolizzati.

La criminalità al sud, è cresciuta poi come crescono i fatturati delle industrie, e i consumi delle società opulente. Che ne so.. non sarà che le cose sono un pò collegate?

La gente non capisce che è la vicinanza dalle industrie a renderla più o meno ricca... (senti che paradosso?)

Intendo che la gente si prende quello che vuole.. il razzismo non può giustificare se stesso; ma le altre cose, quelle che ho elencato, possono spiegare che trattasi sempre dello stesso vizio per tutti..

A passare dall’agricoltura all’industria il sud è diventato poverissimo. Ma l’antefatto è la cessione di qualche vagone d’oro al posto di cartacce.. (cioè non è vero che il sud manca di cervelli! ce ne sono fin troppi!)
 Quindi un fatto politico, un fatto di predazione.

Garibaldi fu assistito nello sbarco a Marsala da navi inglesi e sabaude (c’era pure l’ammiraglio Nelson, non erano mille i "liberatori"), in gioco c’era il sudore di molti milioni di vite.. e tutte le nostre opportunità.

Ci rende poveri solo la globalizzazione
 (figlia guarda caso della tecnologia)

La povertà e la ricchezza stanno solo nel tempo in cui si incontrano.

Ma in più ti dico che la paura maggiore non è la povertà, ma il pericolo di uno sgambetto politico, di un ulteriore passo opportunista per "buttare l’acqua e pure il bambino", dicendo le solite cose di circostanza..

Mettere chi? sul banco degli imputati?

Il popolo del "nord", parente stretto di quello del "sud" si guarderà bene dal darsi tante arie da "scienziato", ma chi lo manovra, i ricchi di quelle zone, impoverendo ancora la gente vicina, potrebbero rendere in futuro possibile il misfatto, perchè si individuerebbe un alibi piagnoso.. (e mostruoso).

Al nord si parla di 500.000 euro per un mini appartamento, ciò è solo possibile perchè la gente non vende, non ha bisogno! altrimenti i prezzi collasserebbero. Ciò è la prova che il divario si estende: il sud ha l’economia di un paese da terzo mondo. Ma molti sostengono che si potrebbe fare a meno di sostenerlo (strategia criminale). Parliamo di situazioni di stipendi e pensioni maturati nella legalità assoluta e nella copertura di ruoli realistici e super etici della Società.

Il nord, sotto l’egida di tutti i Governi continua ad avere il ruolo di monopolista delle tecnologie. Nel frattempo si agita lo spettro di un blak-out tecnologico (opportunista) contro il sud.

In ultima analisi, se ci fossero i soldi, converrebbe comprare le fabbriche che mancano al sud?

Si, converrebbe! ma i soldi chi li ha?

I soldi li tengono quelli del nord !
 (ma è una storia antica..)

Ciao,

s.p.

Lavoro Legalità e Sviluppo
3 gennaio 2007

Lavoro, sviluppo e legalità: bel problema! Il lavoro, ci insegnano, dipende dallo sviluppo economico. Senza sviluppo non c’è dunque lavoro. La legalità è solo un discrimine fra un lavoro onesto e un lavoro disonesto. Un paese che si dica civile deve tendere a sviluppare il lavoro onesto e a scoraggiare la delinquenza organizzata. Come si scoraggia la delinquenza organizzata e si diffonde la cultura del lavoro onesto? La risposta è intuitiva: fornendo innazitutto un adeguato livello di istruzione e di preparazione per entrare in maniera competitiva nel mondo del lavoro. Per fare questo ci vogliono fondi, i fondi dipendono anch’essi dallo sviluppo economico. Perchè in Italia mancano i fondi? Forse chi lavora già non contribuisce allo sviluppo economico, ma si limita ad arricchirsi in via del tutto personale. Ma chi parla di sviluppo, lavoro e legalità ad alti livelli è il più delle volte uno stimato professionista prestato alla politica. Cosa fanno i liberi professionisti? Si arricchiscono e poi dicono agli altri che è necessario un processo di sviluppo economico, per incentivare il lavoro, il tutto in un contesto diffuso di rispetto per la legalità. Solitamente lo fanno nel momento in cui entrano in politica, anche perchè questo tipo di discorso è difficile da farsi quando si è impegnati a far soldi, magari falsando bilanci ed entrate. Fino a quando le Baronie e i Potentati economici rimarranno al loro posto non cambierà assolutamente nulla. Si continuerà a sentire questa ormai asfissiante nenia dello sviluppo economico. Il lavoro, quello vero, necessità di fattori della produzione. Il controllo dei fattori di produzione è in mano a pochi individui, gli altri sono semplicemente schiavi del sistema economico.

E’ necessario ripartire dall’istruzione: non nella maniera in cui si è fatto fino ad oggi, snaturando la scuola italiana. Il nostro forte è stata sempre la fantasia e lo spirito di iniziativa che nasce dalla fantasia. Ci stanno uccidendo come popolo: lingue straniere, marketing, computer e tutto il resto, la nostra cultura umanistica va a farsi benedire. Cosa se ne fa il mondo di un popolo italiano che ragione come quello inglese o americano? Fra vent’anni qualcuno potrebbe dire: gli italiani che fine hanno fatto? E non parlatemi più di Made in Italy. Il Made in Italy nasceva dalla fantasia italica, non da una oscura indagine di marketing o da confusi dati statistici. L’impresa è un’attività creatrice e per creare è necessaria la fantasia non il tecnicismo. Questo semmai può essere utile in un secondo momento.

Per liberare l’impresa italiana dal giogo dei potentati economici è necessario modificare la legge sui marchi e sui brevetti. Questa è la vera liberalizzazione. La libertà di sviluppare idee innovative senza il rischio che qualcuno ve le soffi perchè conosce meglio di voi il meccanismo imprenditoriale.

Lamentarsi dei prodotti che arrivano dalla Cina è inutile: i nostri prodotti non sono altrettanto competitivi, ma se si garantisse una qualità superiore contenendo il prezzo il consumatore continuerebbe a preferire il made in Italy. Ciò non avviene perchè ciascuno pensa alla sua pancia e irresponsabilmente pompa i prezzi dei beni di consumi. Il suo arricchimento nel breve periodo farà collassare l’intero sistema economico in un’ottica di lungo periodo.

Altro che sviluppo! L’unica via di uscita è la responsabilità individuale di tutti indistintamente i soggetti economici. La presa di coscienza di questa seria responsabilità e della gravità della situazione tarda a farsi sentire e i politici si inebriano di dati e statistiche che danno l’economia in ripresa. E’ solo un colpo di coda prima dell’inevitabile spirare.

Lavoro Legalità e Sviluppo
4 gennaio 2007, di : s.p.

Ci volevano un pò di papà per il sud !

e invece non ne è venuto nessuno!

Cosa rimproveriamo al popolo italiano che è poi il popolo che amiamo di più?

forse che ci sia gente più capace di amare l’Italia tutta?

Alla fine il referendum costituzionale è andato come meritava!

Tutti gli italiani o quasi hanno detto che tutte le cianfrusaglie che servono a tenere alto il soffitto sulla sopravvivenza, ce le daranno ancora! (La ricchezza non è per definizione abbondanza?)

 I Governi, non sempre garanti della questione meridionale (!?) (siamo parenti perchè ci fu un matrimonio che fece comodo a tutti!), nemmeno oggi ci danno un minimo di sicurezza sulla sopravvivenza di tutti i lavoratori E aspiranti tali del sud, che sono la stragrande maggioranza (anzi!).

Tutti quelli che leggono in questo articolo codesti commenti, debbono rendersi conto che mancano i soldi per qualunque attività innovativa, per i brevetti, per la produzione normale di beni!!!!

E’ escluso si possa mai arrivare a foraggiare gli attivisti dello sviluppo meridionale!!!

Le leggi per le sovvenzioni arrivano al massimo per aprire qualche agriturismo.

C’è sempre la presunzione che il sud sia un luogo per coltivatori diretti! (terroni)

E’ una vergogna che si debba migrare ancora per altre terre !

(forse converrebbe migrare verso sud!)

MI CHIEDO OGGI, COME E’ POSSIBILE APRIRE ATTIVITà IMPRENDITORIALI AL SUD, AMMESSO VI SIANO I SOLDI, CHE POSSANO CONVIVERE CON LA MALAVITA CHE NEL FRATTEMPO HA CONTINUATO LE PROPRIE ATTIVITà, ED è TUTTALTRO CHE COMPRENSIVA DELLA RAREFAZIONE DEL FENOMENO IMPRENDITORIALE.

DAL NORD LA PAROLA D’ORDINE è EVITARE DI SPENDERE IL DOPPIO ! EVITARE DI DOVER ADOTTARE UNA INTERA CLASSE SOCIALE, PER PRODURRE DEI GERMOGLI INSIGNIFICANTI DI UNA PIANTA CHE NON RIUSCIREBBE MAI A SOPRAVVIVERE.
 (E NOI, POSSIBILI IMPRENDITORI DEL SUD, SIAMO CONVINTI DI PEGGIO: QUANDO SI PERDE TUTTO C’è SOLO IL SUICIDIO!)

QUESTA è LA COLPA DI TUTTI I GOVERNI FINORA INSEDIATI: METTERE IN GINOCCHIO UNA POPOLAZIONE ENORME, QUANDO LA MAFIA ERA SOLO UN FENOMENO FACILMENTE CONTROLLABILE.

CHE FARE OGGI?

VOTIAMO PER QUELLI CHE CI LASCERANNO INSEPOLTI!

QUESTI SONO I MIEI CONTERRANEI, ASPETTANO I PAPA’ CHE NON VERRANNO PIù, PER LORO..

(L’ONORE PER QUALCUNO, ERA ANCHE LA LORO VITA)

CARI AMICI DEL SUD ITALIA, CARI AMICI DEL NORD ITALIA, NELLA BIBBIA C’è SCRITTA UNA FRASE:

CASTIGA TUO FIGLIO FINCHè C’è SPERANZA MA NON FARLO MORIRE !

IL POPOLO DEL SUD E’ STATO OBBEDIENTE E CORAGGIOSO PIù DI UN FIGLIO

I NOSTRI POLITICI INVECE HANNO FATTO (E FANNO) DI PEGGIO:

PROVERBIO:
 "PRIMA SI RUBARONO SANT’AGATA E POI CI MISIRU LI GRATI !"

E I POLITICI DOPO AVER MESSO LE GRATE DISSERO: " MAI VISTA LA SANTA !"

(LA SANTA SE LA RUBARONO LORO)

s.p.

    Lavoro Legalità e Sviluppo
    4 gennaio 2007

    Caro amico conterraneo catanese se continuiamo a ragionare alla Finocchiaro Aprile abbiamo da prendere solo tanti calci in culo!

    Nel sud capita spesso che ci si accontenti del lavoro nero perchè conviene, poi ce la prendiamo con il più classico dei "governi ladri".

    Visto che parli di imprenditori e ti metti fra loro, rispondi alla mia domanda: quanta gente fai o hai fatto lavorare tu in nero?

    Lasciare stare Sant’Agata dunque e non cercare nei "santi paralizzati" ciò che ti manca, perchè quello che manca a te è forse esattamente ciò che tu hai tolto a qualcun’altro.