Lavorare? Stanca


E’ stato un ministro innovativo, è senatore e presidente di Expo 2015. Lo criticano perché ha due stipendi, ma lui è uno sgobbone.
mercoledì 2 dicembre 2009, di Adriano Todaro - 606 letture

Il signor Lucio Stanca, classe 1941, è uomo dabbene e per bene. Ha fatto anche il granatiere, si è laureato alla Bocconi e l’università di Camerino gli ha assegnato una laurea honoris causa in informatica. Un grande tecnico, dunque. Una di quelle persone che sgobbano da una vita, con un solo obiettivo: far del bene a tutti noi.

E’ stato dirigente della Ibm, vicepresidente dell’Aspen Institute che non sappiamo bene cosa sia, ma dal nome deve essere una cosa importante, è stato nel consiglio d’amministrazione dell’università Bocconi, membro della Fondazione Italia-Usa, del Bard of directors della Fondazione Geteway promossa dalla Banca Mondiale per lo sviluppo delle tecnologie digitali nei Paesi in via di sviluppo.

Immaginiamo la felicità di questi Paesi nel sapere che Lucio li svilupperà tecnologicamente. Lo ha già fatto anche con noi quando, nel 2001, è stato ministro per l’Innovazione e le Tecnologie. Qualche anno dopo, si è inventato il portale del turismo Italia.it. un progetto talmente innovativo che ci è costato 45 milioni di euro. Le malelingue comuniste hanno subito affermato che era pieno di errori, un brutto sito con bug sparsi. In realtà era talmente avanzato che in pochi l’avevano capito.

Lucio, però, non si demoralizza. E’ uno che, nella sua vita, ha lavorato duro, ha lottato contro i conformisti, i cialtroni, gli arrivisti. Anzi. Verso questi ultimi è in lotta da sempre.

Oggi è presidente di Expo 2015. L’uomo giusto al posto giusto con stipendio di 450 mila euro l’anno. E’ anche senatore di Forza Italia con stipendio di 164.168 euro. Ha talmente tanto da fare che in Parlamento, malgrado lo voglia, non ci va molto. E’ andato, nel mese di ottobre 2009, per votare, 7 volte in tutto. E’ anche pensionato della Ibm e ha gettoni di presenza delle varie società.

Quando la sera arriva a casa, a San Fermo della Battaglia, in provincia di Como, stanco e debilitato dagli impegni, la moglie, servizievole, lo fa accomodare sulla sua poltrona preferita, gli mette in mano un cicchetto, o meglio un drink, mentre gli toglie le scarpe. E’ un quadretto d’altri tempi, ma Lucio è così, attaccato alle tradizioni. Poi, immancabilmente, la moglie domanda: “Com’è andata oggi, Lucio?”. “Giornataccia – risponde l’innovativo Lucio – ho dovuto partecipare ad un pranzo di lavoro e ad una riunione. Poi dovevo andare in Parlamento a votare per privatizzare l’acqua, ma non me la sono sentita. E così ho pensato di ritornare a casa”. “Hai fatto bene – incalza la moglie – non è che puoi fare tutto tu”. Quando "Report" gli ha domandato se non ci fosse contraddizione a percepire due stipendi, Lucio ha risposto con molta soavità, leggerezza e signorilità granatiera: “La legge me lo permette”.

Anche Massimo ritorna a casa. Ci ritorna dopo un giorno e due notti passate in viaggio, dalla Sardegna a Roma e viceversa. A Roma è andato per manifestare, per difendere il suo posto di lavoro all’Alcoa che vogliono chiudere. E’ ritornato a casa con una manganellata da parte della polizia. E’ caduto per terra, ha perso i sensi e i soccorsi sono arrivati dopo 38 minuti. La moglie, quando lo vede scuote la testa. Ha un appariscente cerotto, non gli prepara il drink, anzi lo redarguisce: “Sempre tu, sempre in prima fila. Non puoi fare tutto tu”. Massimo strabuzza gli occhi: “Ma devo difendere il posto di lavoro e poi la legge me lo permette”.

Anche alla polizia la legge permette di manganellare gli operai. E’ un Paese così il nostro. Cesare Pavese scriveva: “Traversare una strada per scappare di casa lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo e non scappa di casa…”. La poesia l’aveva titolata “Lavorare stanca”, ma non poteva prevedere che un giorno ci fosse uno Stanca così sgobbone. E poi lui, Lucio, non è più un “ragazzo e non scappa di casa”. Lui resta qui e lotta assieme a noi per un futuro migliore. E Massimo? Che vada a bersi un bicchiere di Cannonau. La legge, per ora, lo permette.

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.