Lavinia Gruber,"Lavinia Gruber. L’ambigua emancipazione di una matura donna di potere”, Savelli, 1979.
Lavinia Gruber,"Lavinia Gruber. L’ambigua emancipazione di una matura donna di potere”, Savelli, 1979.
Un’architetta torinese, Lavinia Gruber, vive da vent’anni a Parigi, è una donna di successo, ha un suo studio, progetta insieme a colleghi e subordinati, ma ha anche una ben precisa visione politica di sinistra (siamo negli anni settanta) del ruolo dell’architetto.
Riceve una telefonata dalla sua cameriera che le comunica che è morto suo padre.
Con questa comunicazione e comincia la storia.
Lavinia racconta la sua efficienza nel progarmmare tutto il lavoro in vista della partenza per Torino e nel frattempo comincia a ricordare: prima la casa, l’ultima volta c’era stata per il suo divorzio; poi il padre; poi la sua famiglia. Nel frattempo si reca all’aeroporto e adesso il ricordo del padre si fa più preciso e racconta i rapporti partolarmente stretti e particolarmente conflittuali con lui e quindi la sua scelta di stabilirsi a Torino per essere, come è stata, libera. Anche nelle sue storie che comincia a raccontare: con Raymond, amante-padre; con Roger, amante in carica per quattro quinti, e con quelli che capitano.
Questa è la cornice. Il racconto poi procede a blocchi: prima le vicende più recenti, poi quelle più antiche.
Gli amanti parigini attuali, il primo amante parigino, la nascita del figlio, il matrimonio, l’incontro col futuro marito, l’università, il lavoro in fabbrica, il liceo, e così via fino al punto di avvio della sua vita, al dramma iniziale.
E’ il primo caso, mi sembra, di un romanzo che ha per titolo lo stesso nome della scrittrice.
Un’altra particolarità è che questo è l’unico libro di Lavinia Gruber, il cui nome, dopo una ricerca su google, è legato solo a questo libro. Nessun’altra notizia.
Altra particolarità. Il libro è della Savelli, casa editrice che negli anni settanta pubblicava i testi della cosiddetta controcultura. Qui si tratta della cultura femminista.