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La strage di Brindisi

Brindisi, attentato alla scuola Morvillo-Falcone: una studentessa uccisa, sei feriti
di Redazione - sabato 19 maggio 2012 - 2378 letture

E’ viva Veronica Capodieci, di 16 anni, che sembrava essere la seconda vittima dell’attentato a Brindisi, secondo informazioni fornite dalla polizia in alcuni concitati momenti sul luogo dell’esplosione. Ne da’ notizia la direzione sanitaria dell’ospedale, spiegando che le condizioni di Veronica rimangono gravissime ma sono stabili.

Il bilancio

Una ragazza di sedici anni, Melissa Bassi, dilaniata dallo scoppio, e sei feriti: e’ il bilancio, orrendo, di un attentato compiuto dinanzi alla scuola brindisina, l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Sociali ’Francesca Laura Morvillo Falcone’ di Brindisi, che conta 600 alunni. Tra i 6 feriti, oltre a Veronica Capodieci, vi sono altre quattro studentesse ricoverate tra i reparti di chirurgia plastica e il centro ustioni dello stesso ospedale. Anche per loro la prognosi e’ riservata, ma a quanto sembra non correrebbero pericolo di vita.

Utilizzate tre bombole. Esplosione attivata con telecomando

Sono tre, secondo i primi accertamenti degli investigatori, le bombole di gas utilizzate nell’attentato di questa mattina dinanzi all’Istituto professionale ’Morvillo Falcone’ di Brindisi, che ha causato la morte di una studentessa e il ferimento di altre sei persone. Le bombole sono esplose intorno alle 7,45-7,50 in via Galanti, non lontano dal tribunale. Le tre bombole di gas, state collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola Morvillo Falcone di Brindisi. L’esplosione ha coinvolto le studentesse che erano appena scese da un autobus urbano e stavano raggiungendo l’edificio scolastico. L’ordigno esploso davanti l’Istituto Morvillo-Falcone potrebbe essere stato attivato con un telecomando a distanza. E’ quanto trapela dagli ambienti investigativi di Brindisi. Se l’indiscrezione venisse confermata prenderebbe sempre piu’ corpo l’ipotesi che l’attentato sarebbe stato organizzato nei minimi dettagli e per uccidere.

A Brindisi il procuratore distrettuale antimafia Motta

A Brindisi e’ arrivato il procuratore della distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, per tenere nella Procura di Brindisi con le forze di polizia una riunione per le strategie di indagine sull’attentato. Vi partecipera’ anche il vicecapo della polizia, Francesco Cirillo. E’ il preside della scuola che da’ fiato al tremendo timore e orrore che serpeggia nelle teste di tutti, via via che si delineano i particolari dell’attentato: "’E’ stato fatto per uccidere: a quell’ora - dice all’ANSA il prof.Angelo Rampino - le ragazze entravano, proprio a quell’ora. Fosse accaduto alle 7,30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza".

D’altro canto, ha rilevato poco dopo l’attentato il neosindaco, Mimmo Consales (in carica da una settimana), sono troppe le "coincidenze" perche’ il pensiero non corra subito ad un attentato mafioso di forte valenza simbolica: e’ stato colpito l’istituto intitolato alla moglie di Giovanni Falcone, a pochi giorni dal ventesimo anniversario della strage di Capaci, e nel giorno dell’arrivo a Brindisi della Carovana antimafia. E’ stata inoltre colpita la scuola, gli studenti, i giovani, proprio i giovani che dalla Sicilia alla Calabria alla Puglia hanno costituito l’elemento piu’ forte di rifiuto della cultura mafiosa di guerra e di morte.

Scuole evacuate

Tutte le scuole cittadine brindisine sono state prudenzialmente fatte evacuare. Nelle ultime settimane c’è stata una recrudescenza di fenomeni criminali con un attentato al presidente della commissione antiracket di Mesagne e l’allarme lanciato dalle istituzioni locali che ha anche portato a un incontro con il ministro dell’Interno.

Fonte: Rainews24.it


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