La storia infinita del Piano Regolatore di Lentini


Conosciamo le illusioni che hanno creato le regine delle varianti del Golf e di Xirumi...
lunedì 14 agosto 2017 , Inviato da Luigi Boggio - 872 letture

29 luglio 1988. E’ una data da ricordare per l’avvio della revisione del Piano regolatore generale ancora in itinere dopo 19 anni. Era una serata afosa di fine luglio, l’aula di via Galliano era strapiena, ma si respirava, anche se qualche consigliere si lamentava per la temperatura non gradevole,quando il consiglio comunale, dopo una lunga e interessante discussione, preceduta da diversi incontri pubblici, approvava la direttiva per la redazione dello schema di massima del piano. Che nell’ottobre del 2000 veniva approvata dal commissario ad acta in sostituzione del consiglio, cioè quello che doveva fare ma che non ha fatto.

Non è stata l’unica e sola volta che la Regione aveva inviato dei commissari ad acta per sostituirsi alle inadempienze della pubblica amministrazione. Ci sono state altre due volte in un continuo andata e ritorno faticoso e lento. Si fermava, si ripartiva, si fermava con il variando variando però che andava avanti senza sosta.

Nel 2006, due anni dopo l’insediamento, l’amministrazione Neri decideva la sostituzione del progettista incaricato architetto Lundari con il suo collega d’ufficio architetto Danna “ per nuove direttive sulla revisione del piano”. Il quale non ha fatto altro che riprendere alcune linee dello schema di massima, già approvato, arricchendolo con altre considerazioni storiche, demografiche ed economiche per cercare d’elaborare uno schema di revisione che guardasse ai piani regolatori espansivi del passato e l’attuale condizione urbana, territoriale e sociale della città, deturpata e in profonda crisi economica. Con l’aggravante attuale di un comune in dissesto finanziario e che ancora non riesce a trovare la strada del riequilibrio per mettere ordine ai propri conti. Ordine nei conti e nella pianificazione urbanistica perchè utile alla città. La quale non si può presentare disordinata e cadente, avvolta in ogni suo angolo da una vegetazione lussureggiante di canne o incenerite dal fuoco.

Quando si aprirà la discussione sulla revisione del piano per completare l’iter, spero presto, il nesso ricomposizione del tessuto urbano e rapporto con il territorio, il paesaggio e la questione delle cave, per evitare altre Armicci, dovrà essere l’anima del nuovo piano rispetto al passato.

Non credo che l’attuale amministrazione possa perdere altro tempo per continuare a percorrere la strada del variando variando. Conosciamo le illusioni che hanno creato le regine delle varianti del Golf e di Xirumi e , nello stesso tempo, dovrebbero fare riflettere, ogni tanto e non sempre per scanzarsi anche dalla fatica della ricerca.

In contrada Biviere si dovevano vedere volare e rotolare le palle sul manto erboso del campo da Golf con attorno le villette a schiera, mentre a Xirumi si aspettava che dal cielo scendessero i dollari dello zio Sam con i droni di guardia a Sigonella.



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