La smemorata di Cisternino e altri 18

Nella commissione che deve preparare il congresso Pd, solo giganti
di Adriano Todaro - martedì 4 dicembre 2018 - 530 letture

La commissione che prepara il congresso Pd è di alto livello. E non avrebbe potuto non esserlo proprio perché il Pd è un grande partito del 18%. Sono tutti personaggi di grande levatura, scelti per i loro indiscussi meriti, degni, un giorno, di essere citati come coloro che, dalle ceneri, tipo araba fenice, hanno fatto risorgere il Pd. Voglio citare qualche nome affinché voi lettori malfidenti possiate ricordarveli: prima di tutto Ernesto Carbone, pattuglia Renzi, esperto nel salutare non con un ciao ma con un ciao doppio, quindi “ciaone”. Il “ciaone” si usa, per lo più, durante i referendum. Poi un’altra testa pensante, tal Gianni Dal Moro. Non lo conoscete? Perché siete le solite rape che non si applicano. Pensate che Gianni era lettiano che non è una malattia ma che significa che è, o meglio era fedele, al nipotino pallido Letta. Poi si è ravveduto e oggi ha un dubbio amletico: vado con Renzi o con Orfini? Sono pallidi entrambi e in più Orfini è senza capelli e l’altro ha i nei. Mah!

Fra i 19 c’è anche Valeria Sudano, sperta siciliana di Catania. Qua siamo ad alti livelli. Intanto è avvocata ma soprattutto ha una grande esperienza politica. Infatti è stata nella Dc, nell’Udc, nel CCd, nel Pid, in Art. 4. Una così è la donna giusta nel partito giusto e poi, non dimentichiamo che è nipote di Domenico Sudano, ex parlamentare dell’Udc e del Pid. Insomma, stava con Saverio Romano e Totò vasa vasa ma poi ha incontrato un Faraone che l’ha convinta a stare con Renzi.

Un’altra donna è Patrizia Prestipino la quale nel suo blog scrive: “Sono nata e cresciuta a Roma Eur, nel quartiere Giuliano Dalmata, del quale conosco approfonditamente la storia”. Beh ragazzi, se conosce la storia del quartiere dov’è nata, è una da prendere in Commissione perché potrà dare un apporto fondamentale. E le sue foto osé nel momento che si scavava per estrarre i corpi delle vittime del crollo del porto di Genova? Lei li aveva postati su Instagram. Era stata criticata dai suoi stessi, diciamo così, compagni. La risposta non solo è piccata, ma ferma: “E’ uno scatto fatto nella camera di mia mamma, che ero andata a svegliare”. E così, intanto che sveglia mammina, si mette controluce tipo Kim Basinger e si autoscatta. Una da non farsela scappare.

Chi altri c’è Ah, sì. C’è un’altra grande donna, Silvia Fregolent, altra avvocata, pattuglia Maria Elenuccia dei Boschi Fioriti. Piemontese. Cos’ha fatto per finire fra i 19? È stata una di coloro che hanno organizzato la Leopolda. Mica cazzi! E poi Mauro Del Barba che un po’ di barba c’è l’ha proprio. Ex scout come lo statista bugiardo di Rignano. E poi laureato in Scienze dell’Informazione e una grande passione per la logica matematica. Nato a Morbegno (Sondrio), proviene, politicamente, dal Partito popolare, poi La Margherita e, infine, Pd. Ha fatto tante cose ma soprattutto ha fondato il "Comitato Sondrio per Renzi". Ci vorrà tutta la sua capacità di logico matematico per capire come saranno distribuiti i voti all’interno dei candidati alla segreteria del Pd.

Certo ce ne sono anche altri, tutti ammirevoli e competenti. Ma la nostra preferenza va, ancora una volta, ad una donna, Micaela Campana. Intanto ci è simpatica per il nome di battesimo che non è il banale Michela ma Micaela e già da questo è la dimostrazione di distinzione, di raffinatezza. Volete mettere con Michela? Lei nasce a Cisternino, provincia di Brindisi e sta nei Ds, poi nell’Ulivo e poi nel Pd dove nel 2007 viene eletta nell’assemblea nazionale. Pensate che è stata anche responsabile della Festa dell’Unità di Roma dal 2007 al 2012 e responsabile dell’organizzazione dal 2009 al 2013. Capito perché le feste dell’Unità – che per altro non esiste più ‒ non sono più quelle di una volta?

In realtà non tutti erano convinti di inserirla nel Comitato dei 19. Qualcuno aveva dei dubbi per la questione relativa a “Mafia Capitale”. Altri, invece, più realisti pensavano che proprio per questo si era fatta un’esperienza notevole in fatto di tribunali. E poi c’era una motivazione che tagliava la testa a Micaela. Essa sarà ricordata, per sempre, per essere riuscita in un tribunale italiano a dire per 39 volte “non ricordo”. Sembra una stupidata, eppure questa sua posizione fa curriculum. Infatti fa parte della Commissione Giustizia. E poi nell’ottobre 2018 la Procura di Roma chiede il rinvio a giudizio per 17 persone tra cui la Micaela per falsa testimonianza. E questo fa curriculum e finisce nel Comitato dei 19.

Non si poteva lasciare a casa una così, anche perché magari non si ricorda neppure dove abita. Meglio averla fra i 19. Tanto per peggio che andrà, lei non ricorderà nessuno e niente di quella commissione, neppure perché sta lì e come ci è finita. Quando li chiederanno per chi ha votato, risponderà soavemente “non ricordo”.


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