La rosa di corso Vittorio Emanuele



venerdì 12 settembre 2008, di Alberto Giovanni Biuso - 710 letture

Un artista di strada sta intagliando i propri oggetti. È un asiatico, cinese probabilmente. Silenzioso e discreto, coi suoi oggetti di lavoro. La gente si ferma, ammira, dà qualcosa. Si avvicinano tre poliziotti. Eh sì, la principale via del centro di Milano non deve essere deturpata da simili vagabondi... Ma le persone non si allontanano e io, che di solito non compro niente, stavolta mi avvicino e acquisto una delle opere dell’uomo. Il quale ringrazia inchinandosi, poi con ordine prende tutto e va via.

La bellezza, questo artista stava creando bellezza con una tecnica inconsueta ed efficace. Ma non c’è spazio per la bellezza nell’Italia governata da gente orrenda e avida, da criminali piduisti, dagli amici dei mafiosi. È a questi delinquenti che i poliziotti dovrebbero dedicare la propria attenzione e non all’artista cinese.

La foto che vedete ritrae l’opera che ho acquistato. Sembra una rosa, vero? E invece è stata creata intagliando degli ortaggi...Offro questa rosa senza profumo al Potere, al suo fetore.

www.biuso.it

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La rosa di corso Vittorio Emanuele
12 settembre 2008, di : Dval

Anche a me viene spesso da chiedermi a cosa si dedichino realmente le forze dell’ordine; ad esempio ho appreso oggi che il settimanale L’Espresso ha da poco pubblicato una inchiesta sulla collusione tra politici e camorra nello smaltimento di rifiuti. L’articolo prende il via dalla confessioni del boss Vassallo, il quale fa anche il nome di Nicola Cosentino, attuale sottosegretario del governo. A che risultati ha portato l’inchiesta? Alla perquisizione della sede dell’Espresso e delle abitazioni dei due giornalisti da parte della Guardia di Finanza.
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