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La rivoluzione precaria degli italiani


Alla Manifestazione Nazionale contro il Precariato del 4 Novembre a Roma numerosi sono stati gli "adulti" scesi in piazza accanto ai giovani...
giovedì 30 novembre 2006, di Letizia Tassinari - 679 letture

Alla Manifestazione Nazionale contro il Precariato del 4 Novembre a Roma numerosi sono stati gli "adulti" scesi in piazza accanto ai giovani.

E, se noi tardo quarantenni, figli del 68 o post sessantottini, attivisti del movimento femminista, comunque contestatori, siamo qui pronti a lottare con voi, è perché viviamo la stessa umiliazione di subire condizioni di inoccupazione o di finta occupazione.

Spesso laureati e specializzati ci troviamo a svolgere mansioni percependo uno stipendio pari a 2/3 in difetto rispetto a quello che percepivano i nostri padri, vostri nonni.

Forse tra gli adulti, finiti gli anni della contestazione, ci sono anche i fautori delle Leggi che hanno permesso e permettono l’abusi di contratti co.co.co e co.co.pro e l’istituzione di altre figure atipiche di lavoro... ma la stragrande maggioranza di noi è pronta a scendere di nuovo in piazza al vostro fianco per una questione di giustizia e civiltà, per denunciare le finte collaborazioni e la truffa insita nello spacciare per progetto un rapporto di lavoro subordinato, per cancellare questa sorta di contratti usa e getta con i quali non riusciamo ad arrivare a fine mese e meno che mai ad accendere mutui o a pagare affitti. Contratti spazzatura che ci hanno tolto i sacrosanti diritti a ferie, malattia, maternità e, ancor peggio, il diritto ad un futuro dignitoso.

Condizioni di lavoro, queste, che si ripercuotono tutte sulle condizioni di vita: lavori atipici con stipendi incerti che portano amaramente al formarsi di famiglie precarie, dove il disordine è la regola, dove si vive last minute, dove ogni giorno è diverso dal precedente, dove tutto è da improvvisare, con buste paga precarie-intermittenti-temporanee. E, mi sia lecito aggiungere, che chi teme per l’avvenire della famiglia tradizionale tanto cara al Papa, ai Vescovi e ai moralisti, più che ai pacs.. pensi ai precari!!!!!! Non si può rimanere impassibili a guardare chi ci sfrutta e non ribellarci ai soprusi di chi ci ha abituato (costretti) a non ribellarci sotto la minaccia di un non rinnovo del contratto.

Tacere contribuirebbe solo alla sopravvivenza, inaccetabile, di un malcostume divenuto piaga nella nostra società e servirebbe solo a proteggere i truffatori.

L’utilizzo/abuso dei contratti a progetto e di tutte le forme di lavoro parasubordinato è legato soltanto alla necessità di aumentare i profitti delle aziende.

Un buon contratto di lavoro significa DIGNITA’.

Il compito dei media è comunicare, cioè trasmettere informazione. Finchè la disinformazione non lascerà il posto alla informazione intesa nella piu’ampia accezione di dare notizia di un contenuto relativo alla realtà, la comunicazione resterà nel solo ambito della mera pseudocronaca e non contribuirà affatto a migliorare la nostra malata società.

dott.ssa Letizia Tassinari
una ex sessantottina, femminista, figlia dei fiori, tutt’altro che "redenta" e più che mai battagliera e pronta alla lotta e a scendere in piazza contro i soprusi

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