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La realtà delle agromafie

Diseguaglianze, nuove povertà e lavoro nelle campagne in condizioni disumane e senza nessuna tutela in mano ai caporali...

di Luigi Boggio - giovedì 23 giugno 2022 - 2342 letture

Ho letto con interesse il documento della Cei, pubblicato sul giornale Avvenire, sulle agromafie. Un documento che parte dal valore dell’agricoltura per la produzione di beni primari e sorgente di grandi valori per il legame sociale che crea tra i lavoratori e la cooperazione fruttuosa. Una attività che apprezziamo, prosegue il documento, oggi più che mai in un tempo segnato dalla guerra perché la mancata produzione di grano affama i popoli e li tiene in scacco.

Le scelte assurde di investire in armi anziché in agricoltura non può non allarmarci per il destino d’interi popoli in un quadro drammatico di crescente diseguaglianze e povertà. Quest’anno sono cadute in estrema povertà altri 263 milioni di persone. E per converso la pandemia ha prodotto 573 nuovi miliardari nei settori dell’alimentare, della tecnologia, della farmaceutica e delle armi . Ed oggi le industrie dei settori energetici.

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agromafie e caporalato

Diseguaglianze, nuove povertà e lavoro nelle campagne in condizioni disumane e senza nessuna tutela in mano ai caporali. Parlare di agromafie " significa anche parlare di pratiche agricole insostenibili dal punto di vista ambientale e di sofisticazione alimentare così come uso di terreni agricoli per l’immagazzinamento di rifiuti tossici industriali e urbani." " La terra è creata ed affidata all’umanità come giardino per trasmetterla alla generazioni future".

Un documento che si chiude nel mantenere il proprio impegno contro le mafie e il caporalato e un’invocazione nei confronti delle autorità pubbliche per un’azione di prevenzione e di contrasto contro le infiltrazioni criminali. Anche in questo campo c’è una presa di coscienza della Chiesa come non mai. Forte, impegnata, consapevole, solidale. Un solidarismo reale e non parolaio.


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