Sei all'interno di >> :.: Primo Piano |

La provincia di Siracusa, un territorio chiuso


Doveva essere la punta di lancia dell’Italia nel Mediterraneo. Invece non ha contatti con nessuno.
martedì 30 agosto 2011, di Emanuele G. - 404 letture

Eh si che Giove – ci troviamo in piena Magna Grecia – aveva riservato alla provincia di Siracusa una posizione di privilegio in seno al Mediterraneo. Se osservate attentamente la cartina geografica noterete la sua provvidenziale centralità. Questo dono divino avrebbe dovuto diventare la ragione stessa del progresso e sviluppo per Siracusa e il suo hinterland. Invece, stiamo assistendo all’esplosione di una drammatica crisi che non è congiunturale. Bensì strutturale poiché non è stato posto in essere alcun strumento di programmazione del territorio. Da quale dettaglio si nota tale situazione di estremo disagio? Dal comparto dei trasporti. Comparto in cui la provincia aretusea dimostra in pieno un’allarmante deficit sia programmatorio che strutturale.

Di seguito analizzerò brevemente lo stato dell’arte del comparto trasporti che avrebbe dovuto giocare un ruolo strategico nelle politiche di sviluppo del siracusano.

STRADE – La nuova autostrada che collega la provincia di Siracusa con Catania a partire dallo svincolo per Villasmundo appare un’incompiuta. Non solo perché è ancora in fase di ammodernamento il tragitto mancante su Siracusa. Ma in quanto da l’impressione di una strada concepita con mentalità coloniale. Nel senso che collega due capoluoghi di provincia senza diventare strumento di progresso per le comunità locale. Ciò lo si denota dal fatto che essa è scarsamente collegata con il resto dell’hinterland siracusano. Più o meno dicasi la stessa cosa per la costruenda autostrada Siracusa – Ragusa – Gela. Entrambe le autostrade, invero, mancano di quell’approccio sincretico fra programmazione economica del territorio e programmazione delle infrastrutture. In più aggiungasi che le difficoltà di muoversi all’interno della provincia aretusea sono evidenti. Basta farsi un giro per la zona montana o il sud della provincia dove ci sono forti criticità a raggiungere qualsiasi luogo.

FERROVIE – Dove sono i bei tempi quando a Siracusa giungeva il treno proveniente da Parigi? Tempi remoti. Anzi...si perdono nella notte dei tempi! In questo comparto si avverte in tutta la sua drammaticità la chiusura di cui soffre la provincia di Siracusa. Già che è un’ipotesi di lavoro viaggiare con il treno al suo interno. Sta diventando, purtroppo, un incubo il portarsi al suo esterno. E’ un lento disfacimento quello a cui stiamo assistendo. Si tolgono due carrozze dal treno x. La piattaforma di lavaggio viene accantonata. Per le stazioni che non hanno un minimo di viaggiatori si tagliano tutti i servizi diretti e connessi. Tutto questo nel più assoluto disinteresse – a parte le solite voci fuori dal coro – della politica, dei sindacati, delle associazioni e dell’intera provincia. Con il risultato che le ferrovie comparse nel siracusano all’alba del 1871 sono davvero un ricordo di una belle epoque che non c’è più. Siamo all’ultimo treno per…il nulla.

PORTUALITA’ – Durante il Fascismo Siracusa era punto di fermata del traghetto coloniale che collegava Napoli a Tripoli. Con il passare del tempo la tratta si ridusse sempre di più per sparire del tutto. Non c’è alcuna nave di linea che si ferma ad Augusta o Siracusa. In breve, la provincia di Siracusa – ad eccezione di sporadiche fermate di navi da crociera – è totalmente isolata dal mondo. Situazione che si ripete con il traffico commerciale. Se non ci fosse il petrolio e i suoi derivati il peso della portualità commerciale siracusana sarebbe minimo se non irrilevante. Il lavoro che attende il Presidente dell’Autority Portuale di Augusta Garozzo è improbo poiché giunge in ritardo. Altrove si sono fatte da tempo delle scelte irrevocabili. Mi riferisco alla predilezione dei cinesi ad usufruire dei servizi dei porti di Tangeri o Port Said. Inoltre, si trascina da anni la polemica sulla bonifica dei fondali che consentirebbe il pieno management tecnico del porto megarese.

In breve, se Giove ci ha omaggiato di un sontuoso regalo, gli uomini hanno provveduto a disfarlo. Siracusa vive al chiuso e sta morendo di una lentissima asfissia. Fino a quando durerà questa situazione? Fino a quando i suoi abitanti accetteranno di essere considerati periferia del sistema mondo. Parlando dei siracusani vorrei porre a loro alcune brevissime domande che sono speculari all’argomento dibattuto nel corso dell’articolo:

1. Che fine ha fatto il collegamento ferroviario che doveva collegare la stazione di Siracusa con l’aeroporto di Catania? Forse è già realtà nella mente di “esperti” e/o politici che attendono tutti questi inutili convegni sullo sviluppo del territorio?

2. La provincia di Siracusa ha pensato come integrarsi nel costituendo hub intermodale di Catania Bicocca che rappresenta certamente un’occasione da non lasciarsi sfuggire per aprirsi al resto del mondo?

3. Fra qualche mese sarà inaugurato l’aeroporto di Comiso. Le istituzioni della provincia di Siracusa hanno programmato come interagire con un’infrastruttura che si caratterizza per la sua evidente centralità nel complesso sistema dei trasporti del Mediterraneo?

4. Quando si deciderà di trasformare l’interporto di Melilli in una piattaforma logistica realmente al servizio della provincia. Ad oggi sembra quasi del tutto isolata dal contesto territoriale.

Ecco vorrei lasciarvi con queste domande. Domande che non rivolgo in maniera esclusiva agli amministratori aretusei. Ma all’intera comunità siracusana. In sintesi, cosa ne vogliamo fare di questa provincia benedetta dalla storia - passata - e tradita da un destino "baro"?

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.