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La povertà è una violazione dei diritti umani - per gentile concessione dell’Associazione Bulgaria-Italia


Notizia pubblicata il 29 marzo 2010
mercoledì 7 aprile 2010, di Emanuele G. - 201 letture

Il 2010 è stato nominato anno europeo contro la povertà. Il 17% della popolazione europea è a rischio, ma si stanno studiando contromisure come l’introduzione di un salario minimo europeo. Il problema è stato discusso dai membri del Parlamento e dagli esperti intervenuti all’udienza organizzata dalla Commissione occupazione e affari sociali, in preparazione del rapporto di Ilda Figueiredo, deputata portoghese del GUE/NGL.

Il 17% della popolazione europea è attualmente considerata a rischio di povertà, cioè guadagna meno del 60% dello stipendio medio nazionale, e quasi la metà di queste persone ha un lavoro.

Le nazioni più colpite sono Lettonia (26%), Romania (23%) e Bulgaria (21%), mentre la classifica dei virtuosi è guidata dalla Repubblica Ceca (9%), seguita da Slovacchia e Paesi Bassi (11%).

La disoccupazione è la causa primaria, ma quell’8% della popolazione che vive sotto la soglia della povertà nonostante abbia un lavoro sta crescendo rapidamente per colpa della crisi.

Il dibattito

"La povertà è una violazione dei diritti umani" sostiene Ilda Figueiredo, che sta preparando il rapporto. La deputata portoghese ha anche sottolineato che affrontare la povertà va oltre alla definizione di uno stipendio minimo, ma include anche altri benefit come l’accesso gratuito al sistema sanitario. "Non abbiamo bisogno di cambiare il mondo, ma dobbiamo fare un piccolo passo avanti".

Henri Lourdelle, della Confederazione dei sindacati europei: "Abbiamo creato posti di lavoro nell’UE, ma la maggior parte sono contratti precari". In Europa ci sono "20 milioni di lavoratori poveri, che non possono vivere dignitosamente con i loro stipendi. Ci vuole uno strumento che fornisca un finanziamento garantito per la dignità di queste persone".

Rebecca Smith di Business Europe, la federazione dei datori di lavoro, dice che "è importante tenere a mente che nonostante non sia un’assicurazione contro la povertà, il lavoro è comunque un prerequisito importantissimo. Alla base di ogni strategia dovrebbe esserci una politica flessibile di sicurezza".

Il rappresentante del network Antipovertà Fintan Farrel ha chiesto una direttiva che istituisca una struttura per adeguare i salari minimi.

Il parere dei deputati

Sergio Cofferati, Socialista Democratico ed ex segretario generale della CGIL, afferma che "La crisi aumenterà la povertà, ma il salario minimo può essere uno strumento per proteggere le persone più esposte ai suoi effetti. Alcuni paesi hanno investito molto sugli ammortizzatori sociali, altri invece non l’hanno fatto".

Secondo Elisabeth Lynne, deputata inglese dell’ALDE, "Una direttiva per istituire una struttura, senza porre vincoli ai paesi membri, sarebbe una buona cosa. Questo perché la mancanza di standard comuni ha portato a grandi differenze tra gli stati membri nell’affrontare il problema della povertà. Ma una simile proposta verrà probabilmente bloccata dal Consiglio".

Il Parlamento parteciperà agli eventi organizzati per l’anno europeo contro la povertà. Il rapporto di Ilda Figueiredo sarà discusso il 24 aprile, e votato dalla Commissione a giugno.

Fonte: Parlamento europeo

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