La poesia della settimana: W. H. Auden

Autore della famosissima "Funeral Blues", ripresa e citata nel film "L’attimo fuggente", inglese di nascita, si fece adottare dagli Stati Uniti negli anni della guerra.

di Piero Buscemi - martedì 3 dicembre 2013 - 2276 letture

Lullaby

Lay your sleeping head, my love,
 Human on my faithless arm;
 Time and fevers burn away
 Individual beauty from
 Thoughtful children, and the grave
 Proves the child ephemeral:
 But in my arms till break of day
 Let the living creature lie,
 Mortal, guilty, but to me
 The entirely beautiful.

Soul and body have no bounds:
 To lovers as they lie upon
 Her tolerant enchanted slope
 In their ordinary swoon,
 Grave the vision
 Venus sends
 Of supernatural sympathy,
 Universal love and hope;
 While an abstract insight wakes
 Among the glaciers and the rocks
 The hermit’s carnal ecstasy.

Certainty, fidelity
 On the stroke of midnight pass
 Like vibrations of a bell,
 And fashionable madmen raise
 Their pedantic boring cry:
 Every farthing of the cost,
 All the dreaded cards foretell,
 Shall be paid, but from this night
 Not a whisper, not a thought,
 Not a kiss nor look be lost.

Beauty, midnight, vision dies:
 Let the winds of dawn that blow
 Softly round your dreaming head
 Such a day of welcome show
 Eye and knocking heart may bless,
 Find the mortal world enough;
 Noons of dryness find you fed
 By the involuntary powers,
 Nights of insult let you pass
 Watched by every human love.

Wystan Hugh Auden nacque a York, Inghilterra, nel 1907. Si trasferì a Birmingham durante l’infanzia e fu educato alla chiesa cristiana di Oxford. Da giovane fu influenzato dalla poesia di Thomas Hardy e di Robert Frost, così come da quella di William Blake, Emily Dickinson, Gerard Manley Hopkins, e la poesia tradizionale inglese. A Oxford le sue capacità precoci in campo poetico emersero subito e, nel frattempo, ebbe modo di consolidare l’amicizia, che durerà per tutta la vita, con due colleghi e scrittori, Stephen Spender e Christopher Isherwood.

Prima della guerra, visse nel 1928 a Berlino, dove ebbe occasione di conoscere Bertold Brecht, che ispirerà le sue successive opere teatrali. Tornato in Inghilterra, nel 1930, pubblica la sua prima raccolta, intitolata Poems (sebbene i suoi contenuti fossero vari), con la quale Auden si affermò come voce poetica della nuova generazione.

Da quel momento, è sempre stato ammirato per la sua insuperabile tecnica virtuosa e l’abilità di scrivere poesie in qualsiasi forma stilistica; l’introduzione della sua opera nella cultura popolare, attualità e lingua parlata; ma anche per la sua padronanza intellettuale che manifestò facilmente grazie alla straordinaria varietà di interessi letterari, forme artistiche, teorie sociali e politiche, e nozioni scientifiche e tecniche. Fu un determinante testimone e, spesso ha imitato lo stile di scrittura di altri poeti, come Dickinson, W. B. Yeats e Henry James. La sua poesia frequentemente narra, letteralmente e metaforicamente, la ricerca e i suoi viaggi, per procurarsi un ricco materiale d’ispirazione per i suoi versi.

Nel 1935, quasi a voler respingere la sua indole omosessuale, sposò la figlia dello scrittore Thomas Mann, Erika, anche per aiutarla a espatriare dalla Germania nazista, che le avevo revocato la cittadinanza. La coppia non visse mai insieme.

Nel corso della sua vita, visitò la Germania, l’Islanda e la Cina, prestò servizio durante la Guerra Civile in Spagna e, nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti, dove conobbe lo studente Chester Kallman, che diventerà in seguito poeta e traduttore, con il quale collaborò nella traduzione dei libretti musicali Il Flauto Magico e il Don Giovanni, e che divenne suo compagno di vita. Austen diventò cittadino americano. I suoi ideali cambiarono radicalmente rispetto alla carriera giovanile iniziata in Inghilterra, quando era un fervente sostenitore del socialismo e della psicoanalisi freudiana. In America la sua preoccupazione principale divenne la Cristianità e la teologia del moderno Protestantesimo.

Uno scrittore alquanto prolifico, aggiudicandosi il Premio Pulitzer per la poesia con l’opera The Age Of Anxiety, Auden fu anche un ottimo compositore di libretti musicali, editore e saggista. Da molti considerato il più grande poeta inglese del ventesimo secolo, la sua opera esercitò maggiore influenza nella generazioni successive di poeti, in entrambe coste dell’Atlantico.

W. H. Auden fu anche Rettore dell’Accademia dei Poeti Americani dal 1954 al 1973, e trascorse la parte finale della sua vita, alternando la sua residenza tra New York e l’Austria. Morì a Vienna nel 1973.


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