La poesia della settimana: Philip Lamantia

Figlio dell’immigrazione siciliana dei viaggi della speranza verso il Nuovo Mondo, è diventato il cantore surrealista del movimento Beat.
di Piero Buscemi - martedì 22 gennaio 2013 - 2169 letture

Giorno d’inverno

Nella rosa che cresce nella torre degli esuli
 quando il banco è coperto di gioielli
 quando la notte trabocca di odio
 quando il grembo di Eros è deserto
 quando i dormienti vengono svegliati
 quando i vecchi amanti non hanno più paura
 il mio cuore

Le donne anziane vengono a giocare sui prati
 degli intangibili assassini
 le donne sono mie
 Hai l’occhio così vitreo alla luce del sole
 non sei più una bambina
 sei vecchia, tu ragno del cieco
 madre insolente
 Ti interessi dei miei giovani capelli
 voglio stenderti sul volto le fibre del mio cuore

E’ uno strano momento
 quando ci laceriamo nel silenzio
 di questo paesaggio
 in tutto questo mondo
 che sembra andare oltre la sua stessa esistenza

Così splendidamente rotoli sulle mie ossa
 che hanno scosso la carne della loro giovinezza
 La mia nudità non è mai allarmante
 è in questo modo che ti adoro

Le tue mani come cristalli brillano nella notte
 mi attraversano il sangue
 e tagliano le mani dei miei occhi

Siamo giunti in un posto dove dormono gli usignoli
 Stiamo colmando gli oceani e le pianure
 di vecchie immagini delle nostre ossa fosforescenti
Philip Lamantia nacque a San Francisco il 23 Ottobre 1927, figlio di immigranti siciliani. Cominciò a scrivere in tenera età alle scuole elementari dalle quali fu espulso per un breve periodo perché considerato un "intelletuale delinquente", quando concentrò i suoi studi sulle opere di Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft. A sedici anni, dopo essere rimasto affascinato al surrealismo di Miro e Dalì, osservando le loro opere al Museo d’Arte di San Francisco Museum, cominciò a scrivere poesie surreali, realizzando quella che fu considerata "la purezza rivoluzionaria della natura" del surrealismo. Poco dopo, Lamantia abbandonò la casa paterna per unirsi ai Surrealisti a York City e fu accolto da Andre Breton come "una voce che nasce una volta ogni cento anni".

Le poesie di Lamantia furono pubblicate nel 1943 da Andre Breton. La sua prima raccolta, Erotic Poems, venne pubblicata a Berkeley nel 1946. La seconda, Ekstasis, fu data alle stampe dopo un reading di poesia a San Francisco, Six Poets at the Six Gallery, quando City Lights pubblicò la raccolta Selected Poems 1943-1966. High, The Night is a Space of White Marble, I Have Given Fair Warning e There is the Distance Between Me and What I Seek sono contenute in questo volume. Fud at Foster’s descrive la Cafeteria di Foster, un populare sodalizio per poeti e artisti di San Francisco, un luogo dove Ginsberg incontrava Robert Lavigne, che gli fece conoscere Peter Orlovsky.

Come le opere di molti altri poeti Beat, la poesia di Lamantia dimostra la tensione tra l’indole naturale che richiama ad una "introspezione della realtà e un onnipresente senso di pena e terrore verso la vita". Lamantia è l’unico poeta americano della sua generazione che abbracciò completamente i dogmi del Surrealismo, non disdegnando i messaggi di libertà, amore e pacifismo, contenuti nelle sue liriche.

E’ morto il 12 marzo 2005


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