La poesia della settimana: Miklós Radnóti

Letterato per eccellenza, originario di un paese storicamente e politicamente particolare, con l’aggiunta di essere stato un ebreo perseguitato.

di Piero Buscemi - mercoledì 14 novembre 2012 - 2131 letture

Mi capirebbero le scimmie

Mi capirebbero le scimmie,
 reattivamente sono ancora sane,
 forse se si vivesse assieme
 a me pure toccherebbe in sorte
 la clemenza della buona morte.

Miklós Radnóti, (Budapest, 5 maggio 1909 – Abda, 10 novembre 1944) è stato un poeta ungherese.

Considerato uno dei maggiori poeti ungheresi del Novecento. Studiò filosofia all’Università di Szeged. Ebreo, non poté esercitare la professione d’insegnante; fu perseguitato, rinchiuso in vari campi di concentramento in Ungheria e in Serbia e infine fucilato. Nei suoi vestiti, rintracciati in una fossa comune, fu trovato il suo ultimo taccuino di versi.

Nella contemporanea poesia ungherese, Radnóti va collocato tra le voci nuove della corrente di ispirazione popolare, manifestatasi a partire dagli anni ’30 del secolo scorso, e precisamente tra i poeti la cui tematica è più legata ai problemi e alle trasformazioni delle città.

Lirico pregevole, scrisse anche un libro autobiografico e fu ottimo traduttore, specialmente di poeti francesi.


- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -