La poesia della settimana: Maria Luisa Spaziani

I fortunati iscritti alla Facoltà di Magistero di Messina, negli anni Ottanta hanno potuto pregiarsi dell’onore di affrontare l’esame di francese al cospetto di una poetessa.
di Piero Buscemi - martedì 6 dicembre 2011 - 1490 letture

Nulla di nulla

Strappami dal sospetto
- di essere nulla, più nulla di nulla.
- Non esiste nemmeno la memoria.
- Non esistono cieli.

Davanti agli occhi un pianoro di neve,
- giorni non numerabili, cristalli
- di una neve che sfuma all’orizzonte -
- e non c’è l’orizzonte -

Maria Luisa Spaziani nasce a Torino nel 1924. La città di Torino compare pochissimo nella sua poesia; più presenti sono invece i paesaggi tra il Piemonte e la Liguria, e le campagne dell’astigiano, dove vive gli anni dello sfollamento. Fondamentale è l’incontro con Eugenio Montale. Pur conoscendo a memoria Ossi di seppia, al principio non ha desiderio di incontrarlo: «Ne avevo sentito parlare male: dicevano che fosse misantropo, misogino, scostante, che non sorridesse mai. Ma poi l’angelo tessitore me l’ha spedito a Torino, e per curiosità sono andata a una sua conferenza al teatro Carignano il 14 gennaio del 1949. Mentre stavo per uscire, la direttrice mi dice: Si fermi, ché vogliamo presentare i giovani poeti torinesi a Montale. Io non mi sentivo poeta, perché non avevo pubblicato niente, e poi ero molto intimidita. Allora si è verificata una cosa molto strana, che né io né Montale stesso siamo riusciti a capire negli anni seguenti. Eravamo sei persone in fila; lui passava, dava la mano con gli occhi bassi senza guardare in faccia nessuno e diceva: Piacere, piacere. Stavo per scappare quando lui arriva davanti a me e appena sente il mio nome alza gli occhi e mi dice: Ah, è lei. Rimango senza fiato, e dico la prima banalità che mi viene in mente per vincere l’imbarazzo: Viene a pranzo da me, domani? E lui: Sì».

Gli studenti messinesi la ricorderanno durante le sue gentili e suadenti interrogazioni affrontando gli esami di francese presso la Facoltà di Magistero di Messina. La sua capacità di trasmettere agli allievi l’amore, più che il dovere, dello studio di una lingua così antica come l’italiano, affascinando con il suo savoir-faire e il fascino di un classicismo d’altri tempi.

http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_spaziani.htm


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