La poesia della settimana: Frank O’Hara

Quando la poesia si unisce all’arte figurativa della pittura, i risultati imprevedibili solleticano la fantasia delle menti sensibili.
di Piero Buscemi - martedì 16 aprile 2013 - 4410 letture

Granoturco

Così la pioggia cade
 sgocciola dappertutto
 e dove trova un cunetta di roccia
 la riempe di terriccio
 e cresce il granoturco
 sotto cui siede una piccola Bette Davis
 leggendo un volume di William Morris
 oh fecondità! diletta al mondo occidentale
 non sei altrettanto popolare in Cina
 per quanto scopino pure laggiù

e lo voglio davvero un figlio
 che prolunghi la mia idiozia oltre le Porte Cornute
 povero bimbo
 un peso da schiantare

eppure può succedere per caso
 e ogni giorno solleva un poì di peso
 mentre mi faccio sempre più idiota
 e cresce fino a diventare forte

e un giorno mentre io muoio porterà
 la mia idiozia finale con porte e tutto il resto
 in un futuro a sua scelta

ma in quanto a William Morris
 quanto a te William Muori
 in quanto a Bette Davis in
 UNA SERATA CON WILLIAM MORRIS
 o IL MONDO DI SAMUEL GREENBERG

e quanto a Hart Crane
 quanto alle registrazioni discografiche e al gin

in quanto a "in quanto"

tu sei di me, questo è quanto
 e questo è il senso della fecondità
 dura e umida
 e gemente

Frank O’Hara Nato il 27 marzo del 1926, Frank (Francis Russell) O’Hara nacque a Baltimora, nel Maryland. Cresciuto nel Massachusetts, si dedicò allo studio del piano al Conservatorio New England a Boston dal 1941al 1944. O’Hara in seguito prestò servizio militare nel Sud Pacifico e in Giappone come sonar sull’incrociatore USS Nicholas durante la Second Guerra.

Dopo la guerra, O’Hara studiò a Harvard, dove si diplomò in musica e lavorò come compositore, profondamente influenzato dalla musica contemporanea, sua prima passione, così come nell’arte figurativa. Si dedicò anche alla poesea e in quel periodo lesse le opere di Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé, Boris Pasternak e Vladimir Mayakovsky.

Durante il periodo di Harvard, O’Hara incontrò John Ashbery e subito dopo cominciò a pubblicare le sue poesie all’Harvard Advocate. Nonostante il suo amore per la musica, O’Hara cambiò il suo corso di studi e abbandonò Harvard nel 1950 con una laurea in inglese. In seguito frequentò l’Università del Michigan, Ann Arbor, e ricevette la laurea nel 1951. Trasferito a New York, fu assunto al Museo di Arte Moderna e cominciò a scrivere con più costanza.

Le prime composizione di O’Hara furono considerate provocative e provocanti. Nel 1952, il suo primo volume di poesie, A City in Winter, ricevette le favorevoli attenzioni della critica. O’Hara divenne una delle più influenti figure della Scuola dei poeti di New York, insieme a Ashbery, James Schuyler e Kenneth Koch.

La collaborazione di O’Hara con i pittori Larry Rivers, Jackson Pollock e Jasper Johns, si trasformò in una risorsa di ispirazione per il suo stile originale di scrittura. Cercò con la sua poesia di produrre gli effetti che questi artisti avevano creato su tela. In certi momenti, collaborò con i pittori per dare vita alla poesia pittorica, ossia quadri che contenessero didascalie di sua composizione.

Il volume più innovativo di O’Hara, Meditations in an Emergency (1956) e Lunch Poems (1964), sono poesie improvvisate, una disordinata combinazione di aforismi, parodie giornalistice e immaginazione surreale.

O’Hara continuò a lavorare al Museo durante tutta la sua vita, curando l’organizzazione delle mostre, scrivendo le introduzioni dei cataloghi e i programmi. Nel 1966, mentre era in vacanza alle Fire Island, Frank O’Hara rimase ucciso a causa di un incidente su un fuoristrada. Aveva 40 anni.


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