La poesia della settimana: Denise Levertov

Quando le colonie americane cacciarono gli inglesi nel 1776, non avevano pensato che diversi decenni dopo una donna inglese potesse riconquistare gli Stati Uniti con la poesia.
di Piero Buscemi - martedì 19 febbraio 2013 - 2493 letture

Gente di notte

Una notte fendente tra te e te
 e te...e te...e te...
 e me...: ci allontana a spinte, un uomo si fa avanti sgomitando
 nella folla. Noi non
 ci cercheremo, nemmeno
 vagheremo, ciascuno per sé, senza guardare
 nella lenta folla. Tra i numeri di contorno
 sotto le insegna dei cinema,
 quadri di un milione di luci,
 giganti che si muovono e si muovono ancora,
 ancora, su una nube acre di odori,
 patate fritte, noci arrostite.

 O salire in un appartamento, il tuo
 o il tuo, e ritrovarci

 qualcuno seduto al buio:
 chi è veramente? Perciò accendi la
 luce per vedere: il nome lo conosci, ma
 chi è?
 Ma non vedrai.

La luce fluorescente tremola cupa, una
 pausa. Ma tu comandi. Afferra
 ogni viso, e per i capelli
 lo tiene sollevato per te, maschera dopo maschera.
 Tu...e tu...e tu...e io...ripeto
 gesti che spingono al fare se il discorso
 ha fallito.....................e parlo
 e parlo, ridendo, dicendo
 "io", e "io",
 volendo dire "Chiunque".
 Nessuno.

Denise Levertov. Nata a Ilford, Essex, Gran Bretagna, il 24 Ottobre 1923. Suo padre, cresciuto come ebreo Hassidico, si convertì al Cristianesimo mentre frequentava l’università in Germania. Dopo la nascita di Denise tornò a vivere in Inghilterra e diventò anglicano. Sua madre, che era gallese, amava decantare ad alta voce i libri di autori quali Willa Cather, Joseph Conrad, Charles Dickens e Leo Tolstoy, rivolta verso il resto della famiglia. Denise fu avviata agli studi in casa, e fu attirata dalla vita di scrittrice già all’età di cinque anni. A dodici anni, inviò qualche sua poesia a T. S. Eliot, che le rispose con due pagine di complimenti e la incoraggiò a continuare a scrivere. A diciasette anni pubblicò la sua prima poesia nella rivista Poetry Quarterly.

Durante la Seconda Guerra, Levertov diventò un’infermiera civile di servizio a Londra, nonostante i bombardamenti. Scrisse il suo primo libro, The Double Image. Il libro, realizzato nel 1946, tracciò il suo ingresso in un gruppo di poeti del Nuovo Romanticismo."

Nel 1947 Levertov sposò Mitchell Goodman, uno scrittore americano, e un anno dopo si trasferì negli Stati Uniti. Andò a vivere a New York, trascorrendo le estati nel Maine. Nel 1949 nacque il figlio Nickolai e Denise fu naturalizzata cittadina americana nel 1956.

Dopo il suo trasferimento negli States, fu introdotta al movimento Trascendentalista di Emerson e Thoreau, la poesia di ricerca di Ezra Pound e, in modo particulare, l’opera di William Carlos Willams. Grazie all’amicizia del marito con il poeta Robert Creeley, la Levertov divenne socia del gruppo poetico della Montagna Nera, al quale facevano parte Creeley, Charles Olson e Robert Duncan. Alcune opere della poetessa furono pubblicate negli anni ’50 dalla Rivista della Montagna Nera. Con la pubblicazione del suo primo libro americano, Here and Now (1956), divenne una voce importante della poesia d’avanguardia statunitense.

Con il successivo libro, With Eyes at the Back of our Heads (1959), entrò di diritto nella lista dei più grandi poeti americani e le sue origine inglesi furono ben presto dimenticate. Si cimentò anche come curatrice della rubrica di poesia nella rivista culturale The Nation magazine nel 1961 e dal 1963 al 1965. Durante la guerra in Vietnam, l’attivismo e il femminismo monopolizzarono la sua poesia. Fu in questo periodo che produsse una delle opere più memorabili, The Sorrow Dance (1967), che manifestò i suoi profondi sentimenti di avversità alla guerra e il dolore per la perdita della sorella maggiore. Dal 1975 al 1978, curò la rubrica di poesia del Mother Jones magazine.

L’opera della Levertov comprende la pubblicazione di oltre venti libri di poesia, incluso Freeing the Dust (1975), che vinse il Lenore Marshall, un prestigioso premio di poesia. Dal 1982 al 1993 insegnò presso l’università di Standford. Ha vissuto gli ultimi dieci anni a Seattle, dove morì il 20 dicembre del 1997 a 74 anni.


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