La poesia della settimana: Andrej Andreevich Voznesenskij

Nel cinquantenario dalla morte di Marylin Monroe, vogliamo ricordare un poeta amatissimo dall’attrice e famoso per la sua querelle con Kruscev.
di Piero Buscemi - martedì 9 ottobre 2012 - 2065 letture

Mai

Mai smetterò di amarti
 E ti dimenticherò
 quando venerdì sarà mercoledì,
 quando le rose cresceranno dappertutto,
 azzurre, come uova di tordo.
 Quando il topo griderà "chicchiricchì".
 Quando la casa si reggerà sul comignolo,
 quando il salame mangerà l’uomo.
 E quando ti sposerò.

Andrej Andreevich Voznesenskij nato a Mosca nel 1933, e’ laureato in architettura. I suoi primi versi furono apprezzati da Pasternak e negli Anni Sessanta egli divenne uno dei piu’ apprezzati poeti della generazione poststaliniana, insieme ad Evtusenko e Achmadulina. Le sue raccolte Mosaici (1960), Parabola (1961), La pera triangolare (1962), Antimondi (1963), L’ombra del suono (1970), Sguardo (1972) e la commedia Giunone e il pavone (1981) rivelano il suo impegno per la forma, in continuita con Majakovskij, Pasternak, Cvetaeva. La sua ispirazione, dichiaratamente anticonformista, mescola lirismo e ironia, in un contesto denso di metafore. Nel 1978 ricevette l’ambito Premio Lenin.

Memorabile la sua querelle con il leader sovietico Kruscev, ai tempi della Guerra Fredda, quando il politico dovette cedere alle richieste del poeta e al suo desiderio di poter lasciare il paese e viaggiare per il mondo. Le sue mete furono l’Europa, l’Italia la sua preferita, e gli Stati Uniti che, all’epoca più di oggi, erano l’emblema della libertà. Qui entrò in contatto con i personaggi che negli anni Sessanta tracciarono con le loro variegate espressioni, l’immagine artistica dell’America: Allen Ginsberg, Arthur Miller e Marylin Monroe.

E’ morto il 1° giugno 2010, a Mosca.


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