La poesia della settimana: Adrienne Rich

Questa settimana dedichiamo la rubrica alla poetessa del femminismo per eccellenza, scomparsa il 27 marzo scorso.
di Piero Buscemi - martedì 3 aprile 2012 - 1552 letture

Prospective Immigrants Please Note

Either you will
 go through this door
 or you will not go through.
 If you go through
 there is always the risk
 of remembering your name.
 Things look at you doubly
 and you must look back
 and let them happen.
 If you do not go through
 it is possible
 to live worthily
 to maintain your attitudes
 to hold your position
 to die bravely
 but much will blind you,
 much will evade you,
 at what cost who knows?
 The door itself
 makes no promises.
 It is only a door.

Adrienne Rich Nata a Baltimora il 16 maggio del 1929, è stata la poetessa che ha saputo, meglio di altri poeti, mettere in pratica la teoria, mai scritta, che vuole la poesia come mezzo di trasferimento della propria esperienza personale nella sfera pubblica. La poesia di Adrienne Rich abbraccia la sua vicenda personale di vita e il suo punto di vista sul femminismo, sulle scelte sessuali, sul sogno di un mondo anticapitalista, multirazziale e multiculturale.

Particolare la tecnica di scrittura, che rifiutando i dogmi rigidi della poesia classica, si rivolge ad uno stile di composizione più sperimentale: versi lunghi, spazi tra un verso e l’altro, troncature improvvise. Ma Adrienne Rich è sopratutto la poetessa che ha cantato nelle sue liriche la trasformazione della società americana del ventesimo secolo.

Talento naturale, la sua prima raccolta A Change of world del 1951 fu selezionata allo Yale Younger Poets Prize, ma al di là dei riconoscimenti, si nota già dalle prime poesie, la tematica che caratterizzerà la sua produzione letteraria, toccando temi quali l’alienazione e le condizioni di vita della gente che vive ai bordi della società. Emblematica la sua Storm Warnings, contenuta nella raccolta.

Saranno sempre temi molto forti, trattati con durezza ma anche grazia poetica. La disullusione delle donne nella vita coniugale e il rapporto con gli uomini. Un argomento che ritroveremo nella raccolta Snapshots of a Daugher-in-Law, dove la sua ribellione nei confronti del tradizionalismo poetico imposto dai colleghi uomini, rifletterà la voglia di rivendicazione sociale di un intero mondo femminile.

Svolta della sua carriera, sarà rappresentata dalle pubblicazioni degli anni Sessanta, quali Necessities of Life (1966), Leaflets (1969) e Will to change (1971), che racconteranno il fermento politico e la voglia di cambiamento della società di quei tempi. Significativo l’episodio del Premio Letterario del National Book Award for Poetry, che le fu riconosciuto nel 1974 per la raccolta Diving into the wreck, che inizialmente la poetessa rifiutò per poi ritirarlo con altre due poetesse per dare voce alle altre donne, costrette al silenzio culturale.

Nel 1976 sorprenderà il mondo, dichiarandosi ufficialmente lesbica, nonostante i suoi tre figli. Provocatrice fino all’estremo, pubblicò il saggio Compulsory Heterosexuality and Lesbian Existence. Nel 1997 rifiutò la National Medal of Arts, dichiarando che non poteva accettare un riconoscimento da parte dell’amministrazione Clinton che, a sua detta, aveva poco da spartire con la cultura. Nel 2003 respinse l’invito della Casa Bianca per partecipare ad una conferenza sulla poesia americana, motivando la scelta con la sua contrarietà all’intervento militale statunitense in Iraq.

Adrienne Rich è morta il 27 marzo 2012.


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