La poesia della settimana: Bertolt Brecht

Ricordo di Maria A. di Bertolt Brecht (Poesia segnalata da Orazio Leotta)
di Piero Buscemi - martedì 19 luglio 2011 - 2051 letture

Brecht espresse un giudizio negativo sulla morte eroica affermando tra l’altro: « Il detto che dolce e onorevole è morire per la patria può essere considerato solo come propaganda con determinati fini [...] solo degli stupidi possono essere così vanitosi da desiderare la morte, tanto più che pronunciano simili affermazioni quando si ritengono ancora ben lontani dall’ultima ora. Ma quando la comare morte si avvicina, ecco che se la squagliano con lo scudo in spalla come fece nella battaglia di Filippi l’inventore di questa massima, il grasso giullare dell’imperatore. »

Eugen Berthold Friedrich Brecht detto Bertolt (Augusta, 10 febbraio 1898 – Berlino, 14 agosto 1956) è considerato il più influente drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco del XX secolo.

Ricordo di Maria A.

Un giorno di settembre, il mese blu,
 Tranquillo sotto un giovane susino
 Io tenni l’amor mio pallido e quieto
 Tra le mie braccia come un dolce sogno.
 E su di noi nel bel cielo d’estate
 C’era una nube ch’io mirai a lungo:
 Bianchissima nell’alto si perdeva
 E quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte e molte lune
 Trascorsero nuotando per il cielo.
 Forse i susini ormai sono abbattuti:
 Tu chiedi che ne è di quell’amore?
 Questo ti dico: più non lo ricordo.
 Eppure non ignoro il tuo pensiero,
 Pure il suo volto più non lo rammento.
 Questo rammento: l’ho baciata un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
 Senza la nube apparsa su nel cielo.
 Questo ricordo e non potrò scordare:
 Era bianca e scendeva giù dall’alto.
 Forse i susini fioriscono ancora
 E quella donna ha forse sette figli.
 La nuvola fiorì solo un istante
 E quando riguardai sparì nel vento


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