La poesia della settimana: József Attila

Questa settimana un poeta-operaio, che nella sua pur breve vita, troncata dal suicidio, riuscì ad essere ricordato come la figura di spicco della poesia ungherese.

di Piero Buscemi - martedì 20 settembre 2011 - 1910 letture

Avvincono al tormento due corde...

Avvincono al tormento due corde,
 ne sono stretto da ogni parte:
 il nodo non trovo che dovrei con uno strappo
 disfare. E soffro, e non vi sarà grazia:
 perchè se sorge a liberarmi un uomo,
 uno identico a me si assumerà
 per sè il dolore, tutto, senza fine.

József Attila. - Poeta (Budapest 1905 - Balatonszárszó 1937), fra i maggiori rappresentanti della moderna poesia ungherese. Studiò lettere e filosofia a Szeged, Parigi e Vienna; redasse la rivista letteraria Szép Szó ("Parola bella"); morì suicida. Il tono della sua lirica è dato dalle amare esperienze dell’infanzia e della giovinezza e dalla sua adesione al socialismo. La poesia di J. (Összes versei és műfordításai "Tutte le poesie e traduzioni", 1939) raggiunge spesso un alto livello per il finissimo gusto e per le immagini originali che hanno sempre un legame stretto con la natura e con la realtà concreta. Numerose le traduzioni straniere, anche italiane.


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