La pipì

Grandi risultati del governo Renzi. E senza fare scioperi
di Adriano Todaro - mercoledì 16 novembre 2016 - 2586 letture

Anno di grazia 2011. Il governo dell’Omino con Bandana è forte. L’Omino governa, a colpi di barzellette, con personaggi del calibro dell’intellettuale disorganico Carlo Giovanardi, del capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, del cugino Ignazio lo Strazio, della perforatrice del Gran Sasso Mariastella Gelmini, e del Lavoro socialista Maurizio Sacconi.

Il governo è e si sente forte. E allora cosa fa? Ministro del Lavoro e dell’Istruzione si chiudono in una stanza e cosa fanno? No, non quello che pensate, sporcaccioni! Loro elaborano progetti, propongono il futuro perché è risaputo che “il futuro è adesso” (che cazzo vorrà dire, poi. Boh!). Poi scrivono quattro paginette quattro e vanno dal Grande Capo per l’approvazione.

Dice, gentile, la Stella ministra: “Sai Silvio, Maurizio ed io ci abbiamo pensato moltissimo e abbiamo una proposta che potrebbe mettere d’accordo tutti, aziende e sindacato. Ora te la illustrerà il ministro”.

Maurizio il socialista comincia a parlare. Silvio lo guarda scettico e un po’ annoiato. Lui ha ben altre cose per la testa. Attende una telefonata di conferma per una “cena elegante” e non ha nessuna voglia di avere a che fare con i sindacati.

Senti Sacconi, spiegami in fretta il progetto che poi ho da fare cose importanti”.

Ecco – interviene l’ex socialista – si tratta di mandare, obbligatoriamente, i ragazzi delle superiori a fare esperienza nelle aziende…”.

“… E chi ci guadagna?”, lo interrompe l’Omino con Riportino che comincia dare segni d’impazienza.

Beh – risponde il ministro – certamente non i ragazzi. Anzi, assieme alla ministra abbiamo fatto una simulazione su una grande azienda, dinamica e moderna, la McDonald’s…”.

“… Quella delle patatine?…”, lo ferma Silvio.

“… Sì, ma fammi finire”, dice … Poi si alza va alla lavagna e comincia a scrivere.

Senti socialista, non fare il pirla, lascia stare che la lavagna l’ho inventata io”, fa l’Omino con un sorriso.

Il ministro, però, tutto infervorato va avanti: “Ammettiamo che fra tutti i ragazzi che vanno alla McDonald’s, ne siano assunti 3 mila a tempo indeterminato. Significa che l’azienda delle patatine risparmierà 29 milioni di euro. Quasi 10 mila euro su ognuno”.

Bel colpo!”, esclama l’Omino che non ha capito nulla.

La ministra, a questo punto cerca di spiegare meglio la strategia per fare ancora più felici i padroni: “Nella legge di Bilancio inseriamo la frase Esonero contributivo per l’alternanza scuola-lavoro e il gioco è fatto. Tanto l’opposizione non dirà nulla perché il presidente firma tutto”.

Va bene, d’accordo, mandate avanti il progetto che io devo andare ad Arcore a farmi una seratina da utilizzatore finale”.

E così, il pasticcio con l’altisonante nome di “Alternanza scuola-lavoro”, diventa legge. I padroni risparmiano e i ragazzi imparano a cuocere le patatine che nella vita può sempre servire. Ma non c’è solo zio Mac. C’è anche l’azienda di Maglioncino Marchionne, la Bosh, Zara, l’Eni e tante altre. Tutti uniti per dare uno sbocco lavorativo ai ragazzi.

Tutto bene, dunque. Eh no, perché i sindacati si mettono di traverso. Prima cominciano a sobillare i ragazzi che scendono in piazza a manifestare, poi cominciano gli scioperi. Poi scende in campo anche il Papa che già si lamenta che gli ipermercati stanno aperti anche la domenica e predica contro lo sfruttamento dei ragazzi. E poi il segretario del Pd Bersani che, fra una birretta e l’altra, tuona contro il progetto di sfruttamento dei ragazzi.

Insomma, un casino totale. Al punto che i due ministri decidono di ritirare il loro progetto. Fine.

P.S. – Non preoccupatevi. Questa vicenda non è mai avvenuta quando governava con i fascisti quel cattivone di Berlusconi. E’ solo fantapolitica. Fumoserie di un cervello bacato e limitato come il mio. Questa vicenda è avvenuta ora che il “futuro è adesso” (che cazzo vorrà dire, poi. Boh!) con un governo, diciamo così, di sinistra.

Tutti muti: sindacati, Bersani, la Chiesa. Tutti allineati, dietro lo statista di Rignano. E giacché i sindacati sono in preda all’afasia più completa, i padroni ne approfittano come alla Oerlikon, in provincia di Torino. Qua i padroni si sono inventati che la pipì deve scappare tutti assieme, allo stesso momento. Comunque per fare pipì e altro, tutto si deve compiere in 9 minuti, salvo “interrompere il lavoro per esigenze improcrastinabili”.

E chi lo decide che la mia pipì è più o meno “improcrastinabile”? Non è dato sapere. In compenso la stessa cosa avviene a Bari, alla Magneti Marelli dove, recentemente, 80 lavoratori sono finiti in mobilità. Anche questa è alternanza. Un po’ si lavora, un po’ si va in mobilità e un po’ – ma solo se "improcrastinabile" – si va al cesso. Per raggiungere queste alte vette di democrazia ci voleva proprio un governo “di sinistra”.

Siccome bisogna essere positivi, dico che tutto sommato gli 80 “esuberi” sono fortunati. Pensate che questi possono andare a pisciare ogni volta che scappa loro e a gabinetto ci possono stare ben più di 9 minuti, magari leggendosi il giornale.

A una sola cosa devono stare attenti, quando fanno pipì. Devono ricordarsi di alzare l’asse del water. Sennò chi la sente la moglie?


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