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La parola razza


E’ uscito lo scorso anno un libro del genetista Guido Barbujani fa titolo ‘L’invenzione delle razze’ (edizioni Bompiani) che spiega bene come non esistano gli ‘altri da noi’.
mercoledì 8 ottobre 2008, di giorgio boratto - 620 letture

La parola razza è sempre usata malgrado la scienza abbia da molto tempo accertato che le razze umane siano un’invenzione. A questo proposito è uscito lo scorso anno un libro del genetista Guido Barbujani fa titolo ‘L’invenzione delle razze’ (edizioni Bompiani) che spiega bene come non esistano gli ‘altri da noi’. Il libro già dal titolo fa comprendere come il concetto di razza, riferito agli uomini, è una mera invenzione, anche e soprattutto perché le scienze biologiche hanno dimostrato che ‘siamo tutti differenti, ma tutti parenti’. In senso letterale. Non esiste nessuna diversità biologica e ancora meglio esiste una grande uniformità nelle caratteristiche mentali: diversamente come avrebbero potuto comprendersi, odiarsi ed amarsi, e perfino combattersi per imporsi un loro Dio tra europei e indigeni amazzonici? Ma forse è ancora la nostra stessa mente a determinare di considerarci razze: il processo culturale e antropologico insiste tradizionalmente a costruire questa credenza, a farci catalogare in razze distinte. Già Darwin aveva sostenuto e appurato che le differenze umane siano dovute ad adattamenti al cambiamento ambientale. Negli ultimi anni abbiamo imparato moltissimo sulla composizione del nostro genoma, e sulle differenze ereditarie fra le diverse popolazioni della terra. È emerso con chiarezza che nell’umanità non ci sono confini biologici: non si possono disegnare sulla carta geografica linee che separano nettamente le popolazioni le une dalle altre, e perciò nel nostro DNA non troviamo razze biologicamente riconoscibili. La grande variabilità comunque resta per l’uomo quella individuale. Con uno stesso parametro errato allora si potrebbe sostenere che ogni individuo è di una razza a sé stante. Basterebbe altro da aggiungere? No, eppure la parola razza con la conseguente discriminazione è sempre in voga. Mettiamoci il cuore in pace: discendiamo tutti da una medesima tribù africana vissuta circa 150 mila anni fa e diffusasi nel resto del pianeta a partire da circa 100 mila fa. Veniamo tutti da lì, da migranti africani. In seguito poi siamo sempre stati in contatto…abbiamo continuato ad accoppiarci. Rassegniamoci e insieme consoliamoci: nessuno è uguale a ciascuno e nessuno è diverso da noi. Ancora si comprende che la Cultura vince sulla Natura. Se poi entriamo in una visione olistica dell’universo allora scopriremo un’altra verità scientifica e filosofica: a livello sub nucleare siamo Uno, siamo una unità.

L’ invenzione delle razze. Capire la biodiversità umana di Barbujani Guido Bompiani editore Prezzo: € 10.00

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