Nella figura geometrica della parabola, immaginando di scorrere tutti i punti che la compongono (..da sinistra verso destra o viceversa..), tutti sanno che dopo essersi avvicinata al suo vertice in basso ed averlo toccato, risale con andamento, appunto, parabolico andando a tracciare la tipica “U” a cui convezionalmente si assimila questa interessante figura matematica.
In un parallelo con la citta, il vertice in questo caso rappresenta certamente lo spiacevole e temutissimo “fondo”. Per di piu, purtroppo, la nostra citta non solo da tempo non vive, ma non riesce nemmeno a sognare o ad immaginare una fase ascendente.
Molti sono convinti che questo fondo “assoluto” sia stato ormai raggiunto da questa citta’ e che addirittura proprio ieri sera sia stato toccato il vertice della parabola. Questo a giudicare da qualche intervento durante il consiglio comunale di ieri sera che conteneva alcune dichiarazioni fortemente autocritiche e squalificanti ed al limite della auto-mortificazione, per lo “spettacolo”, o meglio per la “tragedia”, che ieri sera e’ andata in scena nei locali di via Galliano.
Addirittura qualche consigliere, guardando al futuro, vedeva li davanti a se, concreta, vera, raggiungibile, semplice, la famosa fase ascendente, magari stimolato da quell’aria di moderata rassegnazione finale per l’ormai scongiurata sfiducia.

Sfiducia che dopo dissertazioni e audaci analisi politiche, dopo aver enucleato e scomposto nei particolari le opposte visioni, tra le tensioni ed i Sioux, tra Geronimo e gli scalpi vari, tra pigiami e smoking, tra “volemose bene” e attacchi personali (..utili comunque nella misura in cui contribuiscono a fare chiarezza su fatti sconosciuti ai piu..) e dopo anche intelligenti e lungimiranti riflessioni circa l’assoluta inesistenza di alcun vantaggio per la citta’ dall’approvazione di questa sfiducia, come ribadito dal consigliere Bosco, vedra’ il sigillo di soli otto consiglieri di opposizione su undici firmatari. Evidentemente fenomeni a molti sconosciuti avvenuti nell’antica Leontinoi o nella citta di Aretusa e di Alfeo hanno rotto equilibri fino a ieri solidi, facendo ricadere gli effetti della bocciata mozione sugli stessi firmatari o meglio sul blocco dell’opposizione sotto forma di una disfatta e di una profonda spaccatura.
A dire il vero invece, tornando alla parabola, fra i cittadini che hanno resistito fino a tarda ora per conoscere, insieme ad eventuali ed auspicati punti inediti della relazione del sindaco, anche le posizioni dei singoli consiglieri (..non certo l’esito della sfiducia quasi ovvio..), e’ su questo tema di diverso avviso. C’e’ chi addirittura dice che il fondo non e’ ancora stato toccato e che anzi ci sono tutti i presupposti per proseguire ancora piu giu in un incessabile inabissamento …oltre qualsiasi vertice di razionale natura.
Nel frattempo assistiamo con una certa dose di scoraggiamento ad un ribaltamento dei ruoli socio-politici delle varie parti del corpo sociale. E allora vediamo, per esempio, i partiti che dovrebbero generare la politica nelle loro sedi e non solo, che trattano in maniera smodata ed esclusiva di infrastuttura e di strategia per il potere. 5, 10, 40 riunioni, incontri fra le forze politiche a ritmi spasmodici ma solo con un unico ordine del giorno, gli accordi per il mantenimento o per la conquista del potere. Accordi ed infrastruttura partitica, infrastruttura partitica ed accordi, mai o raramente un contenuto, un tema, un problema.
Contemporaneamente, in citta , chi si riunisce anche settimanalmente per studiare, discutere, dialogare e preparare proposte o critiche costruttive sono i cittadini.E allora si studiano aspetti peculiari del centro storico o dei beni archeologici, soluzioni per la salute dei cittadini, per lo smaltimento dell’amianto e dei rifiuti, per la pubblica sicurezza, per la valorizzaizone di quelle immense riserve litiche di cui il nostro territorio abbonda, per la valorizzazione culturale in genere, per le eventuali destinazioni di beni architettonici in fase di restrutturazione, per sollecitare la regolamentazione di un’attivita’ che e’ si naturalmente ecocompatibile ma che, se usata male e senza criteri, puo divenire pericoloso strumento di deturpazione del territorio gia profondamente sfregiato dall’isteria cementizia.Tutte probelmatiche che non passano nemmeno ad anni luce dalle sedi partitiche.Ma questi non sono solo alcuni argomenti che dovrebbe trattare la politica??
Inoltre, all’interno del piu grande partito di centro-sinistra del paese, assistiamo ad un correntismo suicida, al totale annullamento del rapporto partito-iscritti e all’esercizio di manifestazioni arroganti non propriamente riconducibili al concetto di “democratico”, ma anche su questo ieri si e’ voluta ricercare la concordia e sono state redente alcune inappropriate scelte di alcune correnti scegliendo, per esempio , l’astensione al voto di sfiducia….
E allora viene da chiedersi: ma in quale punto della parabola siamo e soprattutto verso dove stiamo andando? Questa citta’ e la politica che la guida hanno gia davvero toccato il vertice estremo della curva? O piuttosto si trova ancora nella parte discendente della curva ed il vertice e’ ancora molto lontano? Esiste davvero un vertice? Oppure il declino puo essere perenne fino a quasi l’autodistruzione socio-culturale totale? Fino a quale anno dovremo accompagnare amici, conoscenti e figli a Fontanarossa?
La soluzione sta negli uomini e nelle donne che decideranno di costruire risposte a questi ed altri interrogativi sprattutto all’interno dei partiti che, naturalmente, se non cambieranno il modo di lavorare e non capovolgeranno il ruolo stesso dei partiti, trattando di contenuti e di problemi e generando politica al posto di strategie, se non ci sara’ programmazione e non ci si fermera’, immobili, a guardare davvero la citta’ con occhi nuovi, a ripensarla, ad osservare settimanalemtne amici, figli e conoscenti che vanno via alla ricerca di una promessa spesso opaca, ad assistere all’apertura e chiusura nello stesso semestre di numerose attivita’ commerciali, a contemplare lo stato di abbandono delle richezze storiche e non solo… …allora si che il vertice non lo si tocchera’ mai.
Marco Saraceno