La pancia

I politici italiani e l’ossessione per l’addome
di Adriano Todaro - mercoledì 9 gennaio 2019 - 394 letture

Se c’è un argomento comune fra politici di destra e di sinistra (sic!) è la pancia. Se ci fate caso, è tutto un fiorire di dichiarazioni che alludono a questa parte del corpo alimentati dal fatto che i politici spesso parlano di cibo e fanno ospitate in trasmissioni Tv sui cibi. Salvini, poi, è un maestro di panza. Prima ci ha deliziato nel farci sapere cosa mangia la mattina e poi, a cavallo tra la fine dell’anno e l’anno nuovo, ci ha fatto conoscere cosa mangiano i suoi bambini il tutto infiocchettato da “bacioni”, “prima gli italiani”, “vi voglio bene amici”, “è finita la pacchia”. Ma, soprattutto, “cotoletta e cachi per i bimbi”. Ora, un bambino che mangia cotoletta fritta con il burro, come si usa al Nord, con contorno di cachi, avrà senza dubbio problemi con la digestione.

Mentre il ministro ingurgitava queste schifezze e se la rideva beatamente in quel di Bormio, 49 persone festeggiavano l’ultimo dell’anno al freddo e alla fame sopra una nave che non può attraccare. Appesantito e un po’ appannato, ha voluto dire la sua sul Decreto Sicurezza, soprattutto in relazione al fatto che i migranti non potranno iscriversi all’anagrafe dei Comuni se non sono in regola con il permesso di soggiorno. Riferendosi alle contestazioni dei sindaci, Salvini ha così risposto: “Certi sindaci hanno mangiato pesante, ne risponderanno”.

Deve essere proprio un’ossessione. Se i sindaci hanno mangiato pesante a chi mai ne dovranno rispondere? Alla Citrosodina? Al Biochetasi? Boh! Non è dato sapere. Ma il Salvinsicuro, da buon politico, non ha dimenticato di indicare la linea che debbono seguire gli italiani, soprattutto quei sindaci che “rimpiangono i bei tempi andati sull’immigrazione, ma anche per loro è finita la pacchia!”.

Ero convinto che la pacchia fosse finita per gli immigrati. Invece no. Ora, aria nuova, pacchia finita anche per i sindaci perché “chi non rispetta il Decreto Sicurezza e aiuta i clandestini, tradisce l’Italia e gli italiani e ne risponderà davanti alla Legge e alla Storia”. Addirittura! Salvini non dovrebbe allargarsi troppo perché per rispondere alla Storia è necessaria conoscerla la Storia, magari cercare di capire come mai i nostri migranti erano trattati come oggi si trattano i migranti provenienti dal Sud del mondo.

Ma la Storia è campo minato per i leghisti e allora ecco che irrompe dai nostri schermi televisivi, a fine anno, il soporifero presidente della Repubblica nella tranquillizzante, rilassante, rasserenante omelia di fine anno. Il Muto di Palermo ha parlato. E ha parlato per 14 minuti a rete unificate. Mentre gli italiani apparecchiavano la tavola e mettevano in pentola i tortellini, ecco il palermitano che ci ha offerto una dose di buonismo: dalla signora Anna che chiama i carabinieri perché si sente sola ai bimbi di Torino che sognano il Paese di “Felicizia”. Ha parlato contro “l’astio, l’insulto, l’intolleranza”. Belle parole. Infatti ha firmato subito, senza pensarci troppo (considerato che aveva contribuito con la “persuasione morale”), il Decreto Sicurezza del Salvinsicuro che produrrà, infatti, astio, insulti e intolleranza nei confronti degli stranieri. Un capolavoro.

Intanto aumentano i morti sul lavoro. nel 2018, ben 1.450 persone sono morte sul lavoro. In realtà sono di più. Infatti, a questa cifra bisogna aggiungere almeno 200 persone. Morti che sfuggono ad ogni rilevazione perché lavorano “di nascosto” in campi e officine. E sono fra i 50 e i 60 mila gli infortuni che colpiscono gli under 15. Di questo, però non ne parla nessuno, o pochi.

Per fortuna c’è la sinistra che vigila, che ha voglia di cambiare, che sta sul concreto, che ha una prospettiva, una visione futura tutta nuova, dinamica, innovativa, moderna. Che rompe con il passato, che indica un futuro possibile. Una delle prime regioni dove hanno votato le primarie del Pd è stato il Piemonte. E qua il cambiamento c’è stato ed è evidente. Cesura completa con il passato renziano. Infatti viene eletto Paolo Furia, appoggiato da un barricadiero come Giusi La Ganga sodale di Bettino Craxi. Lui, la Furia, appoggia Nicola Zingaretti. Furia, 32 anni, mica è un pìciu. È ricercatore universitario e filosofo e fa parte dell’ala orlandiana cioè di quel ministro che ha sempre appoggiato tutte le scelte di Renzi.

E qual è stata la prima dichiarazione del sinistro Furia, nipote di un parlamentare comunista? Come dicevo è una dichiarazione di netta cesura con il passato. Ha parlato delle morti sul lavoro? Mavalà! Sentite un po’ quanto afflato c’è nella dichiarazione del Paolino, filosofo e ricercatore: è necessario, ha dichiarato, “interloquire con la pancia delusa di FI”. Una pancia, a suo dire, che potrebbe guardare al Pd se “la Lega continuerà a governare con i 5 Stelle”. Ancora l’ossessione della pancia, che palle. Eppure Furia ha ragione perché ci sono pance deluse La prossima volta che incontro il ragionier Filippetti gli dico: “Ragioniere lei mi sembra abbia un po’ la pancia delusa. Che ne dice di iscriversi al Pd?”.

Per fortuna c’è Luigino al governo che se ne esce con una dichiarazione esistenziale mentre sbatte fuori del movimento i parlamentari che hanno votato no al Decreto Sicurezza: “Oggi la cosa che vi posso augurarvi per il 2019 è di fare le cose che vi piacciono, fate sempre le cose che vi rendono felici”.

Grazie Luigino. Io ho in mente una cosa che mi renderebbe felice, molto felice. Non la dico, però. Non vorrei finire in Tribunale per lesa maestà.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -